Firenze, 28 aprile 2026 - Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino celebra uno degli eventi, anche dal punto di vista affettivo, più importanti e significativi dell’anno: mercoledì 29 aprile 2026 alle ore 20, nella Sala Grande, è in cartellone il concerto sinfonico in onore del novantesimo compleanno del maestro Zubin Mehta.
Il Maestro, Direttore Onorario a vita del Maggio e figura imprescindibile della vita musicale fiorentina e internazionale, profondamente intrecciata alla storia artistica e musicale del Teatro ha deciso di festeggiare il suo compleanno, nel giorno stesso della ricorrenza, proprio a Firenze, per sottolineare il suo profondissimo legame con la Città, con l’Orchestra, il Coro, il Teatro del Maggio ciò che lui definisce “la mia famiglia fiorentina”.
“Un gesto che vale più di mille parole, un atto d’amore verso Firenze e il Maggio, che commuove tutta la comunità del nostro Teatro e tutto il suo pubblico” ha commentato il sovrintendente Carlo Fuortes.
In cartellone la “Sinfonia n. 9 in re minore op. 125” di Ludwig van Beethoven, il capolavoro del genio di Bonn che incarna ideali di fratellanza e umanità. Sul podio il maestro Mehta dirige l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino; con loro il soprano Jessica Pratt, artista ormai ‘di casa’ al Maggio; il mezzosoprano Szilvia Vörös, il tenore Bernard Richter e il basso Simon Lim. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.
Direttore principale del Maggio dal 1985 al 2017, e successivamente nominato Direttore Onorario a vita, Zubin Mehta rappresenta un punto di riferimento assoluto per generazioni di musicisti, pubblico e interpreti. Il suo lungo sodalizio con il Teatro del Maggio - cominciato con il concerto tenuto al Teatro Comunale l’11 febbraio del 1962 con il Titano di Mahler - ha segnato un’epoca di fondamentale importanza, consolidando il prestigio dell’istituzione nel panorama culturale internazionale: nel corso della sua lunga carriera al Maggio il maestro Mehta si è esibito in oltre 2000 spettacoli tra concerti, opere e tournée.
In un rapporto costruito in oltre sessant’anni di carriera, la presenza di Zubin Mehta sul podio fiorentino continua a essere, oggi come ieri, un segno tangibile di eccellenza e continuità: la serata è dunque anche una festosa celebrazione del legame tra il Maestro e la città di Firenze.
Il concerto diviene così non soltanto un appuntamento musicale di grande livello, ma una vera celebrazione: un tributo a un percorso straordinario, solcato dalla sua presenza sui podi più prestigiosi dei più importanti teatri del mondo.
In occasione del compleanno del maestro Mehta, oltre a festeggiarlo sul palcoscenico, il Teatro gli dedica inoltre una mostra fotografica nel Foyer con 90 scatti e un video che ripercorrono la sua lunga carriera. La mostra verrà inaugurata il 29 aprile alle ore 19.15 e rimarrà esposta fino al termine del Festival, l’1 luglio prossimo.
Un'ascesa iniziata giovanissimo, grazie alla formazione ricevuta dal padre, Mehli Mehta, musicista e fondatore della Bombay Symphony Orchestra: "Mio padre era un grande violinista – ricorda il maestro Mehta - ha studiato a New York cinque anni con un grande professore di violino e mandava a noi a Mumbai tutti i programmi che suonava, con i suoi commenti. Lui mi ha dato una formazione continua, ogni giorno ricevevo la sua posta da New York". Sostenuto anche dalla madre, Mehta si trasferisce successivamente a Vienna "Ho frequentato il conservatorio e al secondo anno sono entrato nella classe di direzione d'orchestra di Hans Swarowski all'Akademie für Musik.
Lui è stato il mio maestro per tutto il resto della mia vita e mi ha trasmesso tutti i suoi segreti". Da Vienna prende avvio una carriera rapidissima: poco più che ventenne debutta a Liverpool e dirige alcune delle principali orchestre del mondo, tra cui i Wiener e i Berliner Philharmoniker e la Israel Philharmonic Orchestra, con cui mantiene un legame lungo oltre mezzo secolo. È stato anche direttore musicale della Montreal Symphony, della Los Angeles Philharmonic e della New York Philharmonic per tredici anni, il periodo più lungo nella storia dell'orchestra.
Parallelamente all'attività concertistica internazionale avviene il debutto operistico con Tosca a Montreal nel 1963, mentre qui al Maggio il debutto alla direzione di un’opera è dell’anno successivo, nel luglio del 1964, con un titolo che diventerà presto una delle punte di diamante del suo repertorio, ossia La traviata di Giuseppe Verdi: il primo tassello operistico della suo lungo e fecondo cammino fiorentino.
Significativa, come sottolineato da Mehta stesso, la scelta della Nona di Beethoven per festeggiare il suo compleanno: "Il testo di Friedrich Schiller del celeberrimo Inno alla gioia dice tutto, parla di pace e fratellanza che è ciò che tutto il mondo auspica in questo momento. E io condivido il testo, la musica può essere uno strumento di fratellanza".
Il concerto:
Ultima creatura sinfonica di Beethoven, la Sinfonia n. 9 in re minoreop. 125 “Corale” segnò un punto di non ritorno nella storia della musica. Dopo la Nona, infatti, nessun compositore poté più cimentarsi nel genere senza fare i conti con quel modello di arte insuperabile lasciato in eredità dal Maestro di Bonn. La genesi dell’ultima sinfonia beethoveniana parte da lontano, da quando nel 1793 l’autore espresse il desiderio di mettere in musica l’Ode alla gioia di Friedrich Schiller.
Il messaggio di libertà e fratellanza contenuto nei versi dell’ode si sedimentò così tanto nella mente dell’allora giovane compositore che nel 1795 Beethoven compose un lied, Gegenliebe, in cui compare allo stato embrionale quella melodia che in seguito avrebbe preso forma definitiva nel celeberrimo Inno alla gioia dellaSinfonia n. 9. Analogie ancora più evidenti si riscontrano anni dopo nella Fantasia corale op. 80, una sorta di laboratorio preparatorio della Nona alla cui composizione Beethoven si dedicò dal 1822 ai primi mesi del 1824.
Il debutto della Sinfonia n. 9 - al Theater an der Wien il 7 maggio 1824 - fu preceduto da prove estenuanti, rese ancor più difficili dal fatto che a dirigere fosse lo stesso Beethoven, ormai completamente sordo e non più in grado di guidare l’orchestra. Tuttavia questo non inficiò il successo della sua ultima fatica, che da subito fu salutata come un capolavoro assoluto. Come una cartina di tornasole, la Sinfonia n. 9 compendia infatti tutte le conquiste musicali maturate negli anni da Beethoven: dalla libertà di forma - con il quarto movimento in cui per la prima volta nella cornice sinfonica la musica strumentale cede il passo alla voce umana - all’uso magistrale della variazione e del contrappunto, dalle affinità tematiche che si rincorrono nell’opera dando un senso di ciclicità e unitarietà alla partitura, fino al messaggio universale di fratellanza cantato dai solisti e dal coro nel movimento finale.
La locandina:
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra
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Direttore Zubin Mehta
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Soprano Jessica Pratt
Mezzosoprano Szilvia Vörös
Tenore Bernard Richter
Basso Simon Lim
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Durata complessiva 1 ora e 10 minuti circa
La mostra fotografica, allestita nel foyer nell’area prospiciente la chiostrina, verrà aperta al pubblico dalle ore 19.15. Il concerto è preceduto dalla guida all'ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Grande ed è riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).