Grandi Molini: a Pasqua Rossi al presidio dei lavoratori

L'azienda rifiuta anche la sospensione della procedura di mobilità. Senatrice Petraglia: "Linea dura con le aziende che non si preoccupano dell'occupazione". In bilico il futuro dei lavoratori della costa tirrenica: Cantieri di Pisa, Lucarelli a Livorno e Rational Massa


FIRENZE- Davanti ai cancelli dell'impianto, con i lavoratori in lotta. Il presidente della Regione Enrico Rossi passerà la Pasqua a Livorno insieme agli operai della Grandi Molini, che stanno presidiando l'azienda in segno di protesta contro i licenziamenti annunciati e la rottura unilaterale del confronto sindacale da parte dell'azienda. Il presidente parteciperà al pranzo di Pasqua dei lavoratori.

Ancora un rifiuto da parte del gruppo GMI. Stavolta circa la richiesta, formulata giovedì dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simonicini, di sospendere la procedura di mobilità riguardante i lavoratori in esubero in vista dell'incontro previsto per il prossimo 20 aprile a Roma presso il Mise. "Sarebbe stata una decisione opportuna – ha commentato Enrico Rossi - per far sì che la riunione in calendario possa svolgere fino in fondo un ruolo positivo rispetto ad una vicenda che sta determinando una forte tensione sociale sul territorio livornese". L'ennesimo rifiuto è arrivato ieri, nel corso dell'incontro che si è tenuto presso gli uffici regionali del lavoro di Livorno al quale hanno partecipato rappresentanti dell'azienda e delle organizzazioni sindacali nel quale Simoncini ha ribadito la richiesta, proponendo altresì di riconvocare per il 21 la riunione per lo svolgimento della procedura formale. La decisione di non voler sospendere la procedura di mobilità va a sommarsi a quella di non voler utilizzare la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, prevista per le aree di crisi complessa.

"La Grandi Molini conferma i licenziamenti e dice che si presenterà all'incontro con il Mise, previsto per il 20 aprile, mantenendoli e senza chiedere gli ammortizzatori sociali. E' arrivato il momento di mettere alle corde le aziende come questa che con arroganza e presunzione pensano di poter ricattare un territorio". Interviene così la senatrice Alessia Petraglia in merito alle notizie che arrivano da Livorno "Quanto accaduto oggi è un fatto gravissimo, l'azienda se ne è andata mentre ancora si stava discutendo dei verbali dell'incontro. Serve una linea dura: senza la certezza della tutela dei posti di lavoro non si concedano più finanziamenti o concessioni pubbliche."

 Un appello al Patto per il lavoro in porto, la sede di confronto fra sindacati e imprese coordinato da Confindustria, perché sia verificata la possibilità di riassorbimento del personale Lucarelli, la società terminalista toscana che ha sede a Livorno. Lo ha lanciato la Regione al termine dell'incontro che il consigliere del presidente per il lavoro, Gianfranco Simoncini, ha avuto con le organizzazioni sindacali territoriali, regionali e il Comune di Livorno sulla situazione dell' azienda che dal 1 gennaio ha i suoi 27 dipendenti in cassa integrazione a zero ore (con scadenza a fine luglio) di cui solo 8 riassorbiti in altre imprese del territorio. Simoncini ha sottolineato che l'invito al Patto sarebbe motivato anche in considerazione del fatto che i traffici che fino al 2016 gestiva la Lucarelli si sono spostati presso altri terminal o società che operano nel porto di Livorno. Nell'incontro, che è stata anche l'occasione per fare un focus complessivo sul lavoro portuale, i sindacati hanno posto il tema della ricollocazione dei 19 lavoratori nell'ambito delle attività portuali informando che a loro risulta che la società Lucarelli stia discutendo un riassetto societario con l'ingresso di un nuovo socio, tra l'altro per attività diverse da quelle finora svolte. Per questo hanno chiesto alla Regione di verificare la percorribilità di questa soluzione. Richiesta che è stata subito accolta: Simoncini verificherà con l'Autorità di sistema portuale le informazioni relative all'ipotesi del nuovo assetto societario della Lucarelli per accertarne la fattibilità nel rispetto della programmazione portuale. Terzo impegno della Regione: a fronte di una richiesta che venisse dalle organizzazioni sindacali, Simoncini ha manifestato la disponibilità ad aprire un tavolo complessivo sulle questioni del lavoro portuale a partire dai temi della sicurezza e dei carichi di lavoro, che, ovviamente, dovrebbe coinvolgere il presidente Enrico Rossi e l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli.

 Incontri in corso sulla Cantieri di Pisa, lo storico marchio della nautica italiana. La Regione, ribadendo il forte interesse per il brend di rilevanza mondiale per la qualità delle imbarcazioni che qui si producono da tempo, sta seguendo la situazione tramite il consigliere del presidente per il lavoro, Gianfranco Simoncini. Il quale ha convocato due incontri dopo che l'azienda ha avviato una procedura di cassa integrazione ordinaria per 30 lavoratori impiegati a Pisa parallelamente a una serie di ammortizzatori sociali nell'altro stabilimento di Savona. Durante il primo incontro con la proprietà, la Mondo Marine, che si è svolto il 12 aprile scorso, la Regione ha chiesto da un lato di conoscere le motivazioni che hanno spinto ad avviare la procedura e, in secondo luogo, se sono previsti ammortizzatori diversi dalla cassa integrazione. Da parte sua l'azienda ha fatto presente che pur essendo positivo il quadro di prospettive aziendali con commesse acquisite e altre in itinere, in questo momento è in atto un confronto per il rafforzamento dell'assetto societario dell'azienda e che questo può comportare un passaggio di quote molte rilevanti di proprietà dell'azienda ad altri investitori: tale il motivo che starebbe alla base della scelta di usare la cassa integrazione. Di queste notizie Simoncini ha dato conto ai sindacati facendo loro presente che ha comunicato tutto all'azienda e che si ritiene necessario un altro momento di verifica sugli sviluppi della vicenda, sul quale i sindacati stessi saranno informati.

Un impegno a sostenere la prosecuzione dell'attività produttiva e il mantenimento dell'occupazione dell'azienda Rational di Massa è scaturito dall'incontro, convocato giovedì in Regione, dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini. All'incontro hanno partecipato il sindaco di Massa Alessandro Volpi, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, il sindaco di Montignoso e presidente della Provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti e i rappresentanti dei consigli comunale e provinciale, oltre ai rappresentanti sindacali ed una delegazione di lavoratori. Nel corso dell'incontro è stato richiesto che, nel caso in cui sul'istanza di fallimento dell'azienda - in concordato preventivo dal 2013 - si arrivasse alla sentenza di accoglimento , da parte di Regione e istituzioni e lavoratori ci si augura possa essere autorizzato l'esercizio provvisorio, che consentirebbe la continuità dell'attività produttiva e l'occupazione, in presenza di commesse ancora da evadere. Tutto questo renderebbe praticabile una verifica più serena degli ammortizzatori sociali da utilizzare per il futuro. Regione e istituzioni lanciano inoltre un appello perchè, in caso si arrivi al fallimento, venga mantenuta l'integrità dello stabilimento. In tal caso il consigliere Simoncini ribadisce che la Regione metterà a disposizione del curatore fallimentare gli strumenti necessari a sostenere eventuali investitori interessati a rilevare l'azienda. Lo stesso farà nei confronti di ipotesi, al vaglio dei lavoratori, di costituirsi in cooperativa. Il tavolo regionale resterà aperto con incontri tecnici per approfondire i diversi aspetti della vicenda.

Passi indietro nella trattativa per la crisi aziendale di Unicoop Tirreno, dopo tre mesi e mezzo e 9 incontri. L'unico dato nuovo emerso mercoledì è l'apertura della procedura di mobilità per le uscite volontarie, peraltro senza precisare l'entità degli incentivi previsti per l'esodo.

Redazione Nove da Firenze