Gli industriali toscani: "Cura Italia" solo primo passo

Emergenza Coronavirus: per Confindustria questa risposta, se dovesse rimanere tale e quale, sarebbe palesemente insufficiente e inadeguata. Il presidente Ranaldo: "Serve soprattutto una forte partnership fra pubblico e privato"


FIRENZE, 20 marzo ’20 - L’industria toscana considera il Decreto “Cura Italia” un doveroso e necessario primo passo; ma è una risposta che, se dovesse rimanere tale, sarebbe palesemente insufficiente e inadeguata ad affrontare questo drammatico momento che, correttamente, è stato paragonato ad una guerra.

Di fronte a questa prospettiva bisogna, dunque, agire di conseguenza, in termini non solo di quantità di mezzi – che deve essere ampia, tangibile e immediata - ma anche di qualità e praticità degli interventi. Altrimenti quel “whatever it takes”, adottato in questi giorni come chiave per affrontare la crisi, senza una dotazione di risorse eccezionali, rischia di restare solo uno slogan abusato.

Gli imprenditori sono ovviamente d’accordo che l’emergenza sanitaria e le garanzie del lavoro debbano avere l’assoluta priorità; ma è altrettanto evidente che la tenuta del sistema economico non possa essere trascurata. E questo significa agire con misure extra-ordinarie non solo a livello di risorse, ma anche nelle procedure per la loro attivazione; le stesse regole burocratiche, nell’emergenza assoluta che viviamo, devono essere eccezionali, per evitare che anche le misure del decreto divengano inefficaci o, addirittura, controproducenti: ci riferiamo alle circolari che consentono la messa a terra del decreto. Per tacere del surreale rinvio di quattro giorni del termine per i versamenti alla pubblica amministrazione: senza una sospensione almeno fino al 30 giugno di tutte le scadenze fiscali, il Cura Italia risulterebbe sostanzialmente vanificato.

“Capiamo l’estrema difficoltà della situazione attuale e la necessità di agire per priorità, ma da questa situazione si può uscire solo facendo leva su solide alleanze: serve l’Europa, serve tutta la filiera istituzionale – sottolinea il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo -, ma serve, soprattutto, una forte partnership fra pubblico e privato, con tavoli di lavoro permanenti che agiscano con concretezza ed efficacia per affrontare insieme l’emergenza economica ed individuare le soluzioni in grado di affrontare con efficacia e rapidità i gravi problemi che la crisi sta presentando - e che, soprattutto, presenterà nel futuro - ai nostri territori e al nostro sistema economico”.

Redazione Nove da Firenze