Galluzzo, chiude l'edicola storica di piazza Acciaioli

I gestori vanno in pensione, sabato 13 luglio l'ultimo giorno di apertura: era in vendita da 4 anni. Salvo acquirenti dell'ultim'ora, un importante pezzo di paese che se ne va. "Dopo 18 anni lasciamo tanti amici..."


Sabato prossimo 13 luglio chiude un capitolo importante della storia del Galluzzo: l'edicola di piazza Acciaioli, il cuore del paese. I gestori Stefano Manetti e la moglie Santina l'avevano messa in vendita 4 anni fa ma nessuno finora si è fatto concretamente avanti per rilevarla. Loro adesso vanno in pensione, approfittando di uno 'scivolo': "Occasione da non perdere - dice Stefano, 63 anni  - perché in Italia le cose cambiano continuamente".

Era dal 15 gennaio 2001, 18 anni e mezzo fa, che Stefano e Santina ogni giorno venivano al Galluzzo da Brucianesi, frazione di Lastra a Signa dalla parte di Montelupo, per fare il loro lavoro. Una vita di sacrifici ma anche di soddisfazioni, prima di tutto dal lato umano ("ci siamo fatti tante amicizie, ci dispiace lasciare il Galluzzo anche per questo", dicono) e poi anche perché questa edicola ha lavorato piuttosto bene, essendo così centrale. Ma i tempi cambiano e anche la gente cambia: "Nessuno oggigiorno ha più voglia di fare tanti sacrifici, come alzarsi prestissimo la mattina", sottolinea Manetti che da domenica prossima potrà stare più tempo con il nipotino Matteo, 7 anni. "Lo porterò spesso anche a vedere i monumenti di Firenze, i giovani devono capire l'importanza della cultura - dice Stefano - perché non esistono solo i centri commerciali". 

I galluzzini di mezza età, ma anche tutti coloro che dal Senese e dal Chianti sono passati dal paese diretti a Firenze, hanno sempre visto in piazza questa edicola, gestita in passato da personaggi storici come Delio Rigacci e suo padre chiamato "Numerino", poi per 17 anni dalla famiglia Boschi di Tavarnuzze che l'ha venduta a Manetti.

Allora la gran parte della vendita era garantita dai quotidiani e dalle riviste, adesso è diverso: Gratta e vinci, ricariche, e servizi vari come biglietti e abbonamenti Ataf sono una parte non trascurabile del lavoro, anzi... . "Renderò la licenza prima possibile", anticipa Manetti.

Il Galluzzo continuerà naturalmente ad essere servito dalle altre due edicole del paese, quella di via Senese, vicino alla Coop, e quella in via Gherardo Silvani, l'ampia strada che porta a San Felice a Ema.

In questi diciotto anni Stefano e Santina, che al Galluzzo resterà sempre legata ("ci lascio un pezzo di cuore", dice mettendosi la mano al petto)  ne hanno vista passare di acqua sotto l'Arno, anzi sotto l'Ema, il torrente che solca il Galluzzo e si unisce alla Greve vicino al ponte della Gora, sotto il monastero della Certosa.

Già, la Certosa. Manetti era ed è molto amico dei Cistercensi che per lunghi anni, dopo i Certosini, hanno gestito l'enorme e splendido convento, adesso sotto le attente cure della Comunità di San Leolino. "Ieri mi sono sentito con Padre Sisto - confida Stefano - dopo un periodo così così ora sta bene mentre Padre Roberto è morto qualche mese fa". I Cistercensi del Galluzzo si sono ritirati nella Casa Madre di Casamari, nel Lazio, a parte il più giovane, Luigi, tornato in Lombardia.

Con Sisto, Stefano ha fatto molte cene alla Certosa, un'amicizia molto bella e duratura rafforzata dalla passione per il "cucinato" e un po' anche dalla fede calcistica in comune: sono juventini, "gobbi" come si dice a Firenze e dintorni. "Ricorderò sempre le battute della gente che veniva in edicola dopo qualche partita tra Juve e Fiorentina, magari con qualche episodio un po' dubbio: io che non amo il calcio dovevo difendermi da un vero e proprio simpatico assalto, talvolta anche in rima...", sorride Stefano.

Per chi in questo periodo di ferie non fosse al Galluzzo e volesse salutare Stefano e Santina, il numero dell'edicola è 0552049167.

Antonio Patruno