Forum Risk Management, da martedì 26 alla Fortezza da Basso

Si parte domani con il Ministro Speranza. Ci sarà anche la Fondazione Italia in Salute. Il presidente Gelli “Occasione importante di confronto su un tema cruciale per il sistema sanitario”


FIRENZE- Inizia domani, marted 26 novembre, a Firenze, alla Fortezza da Basso, il 14° Forum Risk Management - La sanità che cambia. Un intenso programma di quattro giorni che vedrà a confrontarsi migliaia di professionisti sanitari tra i maggiori esperti di qualità e sicurezza delle cure provenienti da tutta Italia. Anche quest'anno il Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del paziente della Regione Toscana partecipa con una serie di iniziative a carattere scientifico, che vedono la presentazione di progetti di implementazione delle pratiche per la sicurezza nel contesto sanitario e socio-sanitario regionale.

Il Ministro della Salute, On Roberto Speranza conferma la sua presenza al Forum, che apre una “4 giorni” di confronto tra tutti i protagonisti del “sistema salute”. Il programma: nella mattinata del 26 novembre , dopo i saluti istituzionali del primo cittadino di Firenze e delle autorità locali, protagonisti saranno gli Assessori alla salute delle Regioni Umbria, Liguria e Toscana. Luca Coletto, Sonia Viale, Stefania Saccardi, tre modelli di sanità chiamati oggi a confrontarsi, attraverso i suoi interpreti, con un percorso di adeguamento alle nuove sfide, ovvero: “equità di accesso, innovazione, sostenibilità”. Scelte strategiche che necessitano di una condivisione tra tutti gli operatori, le categorie professionali e il mondo dell’associazionismo.

Da qui l’esigenza – spiega Vasco Giannotti, organizzatore del Forum – di proseguire i lavori della prima giornata mettendo intorno ad un tavolo l’intero sistema “sanità”. Fnomceo, Fnopi, Fofi, Fnopo,Fnovi, Ordine psicologi, Tsrm Pstrp, Onb,Fncf, Federazione assistenti sociali, rappresentano un patrimonio “culturale” – conclude Giannotti - essenziale alla luce di un cambiamento necessario che non può prescindere da un coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

E l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi sarà presente a molte delle sessioni del Forum: già da domani mattina alle 9 farà un saluto di apertura alla sessione su l'Ecosistema Sanità Digitale; mercoledì 27 interverrà a tre appuntamenti: alle 10 la Riforma del Terzo Settore, tra ripartenza nazionale e regionalizzazione toscana: quali scenari; alle 11 Commissione Salute; alle 15 Tavola Rotonda su Nuovo Patto della Salute: applicazione LEA e sostenibilità SSN (con gli assessori Commissione Salute); infine venerdì 29 alle 9 l'incontro su Dispositivi medici a base di sostanze: un'opportunità di innovazione in sanità. In questa edizione lo stand della Toscana si fa in tre e ospita l'Ente di supporto tecnico amministrativo regionale e le Aziende del Sistema Sanitario Toscano e il Centro Gestione Rischio Clinico: uno spazio integrato tra i vari enti che collaborano tutti i giorni nell'implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e di ricerca sul campo per migliorare la qualità e la sicurezza dell'assistenza sanitaria. L'allestimento dello stand prevede un ampio spazio in cui saranno presentati progetti sull'infermiere di famiglia, la presa in carico della gravidanza con valutazione del rischio ostetrico in un'ottica di appropriatezza, i sistemi di misurazione e implementazione delle raccomandazioni assistenziali, una serie di iniziative sul momento critico del handover-passaggio di consegne, la sicurezza in ambito ambulatoriale e di day-surgery. Già a partire da martedì mattina Estar ha organizzato quattro incontri sul documento "Tracciato Prodotto", la cui compilazione sarà richiesta ai fornitori partecipanti alle procedure di gara relative ai beni di consumo destinati ai magazzini e/o reparti del Sistema Sanitario Toscano, mentre nel pomeriggio il Centro GRC ha organizzato la presentazione del nuovo libro "L'ultimo tabù Giornalisti, blogger e utenti dei social media alle prese con il suicidio" (colloquio con l'autore Carlo Bartoli), primo di una serie di interventi sulla sicurezza in ambito della salute mentale. Le attività dei giorni successivi saranno dedicate al tema delle interruzioni durante la somministrazione di terapia e del lavoro in multitasking, con delle simulazioni ad hoc, e poi incontri tra esperti di rischio clinico e del Centro Collaborativo OMS sui progetti di comunicazione e human factors del Centro GRC della Toscana. Giovedì 28 novembre saranno presenti allo stand i professionisti della Federazione degli Ordini delle Professioni Sanitarie e l'AOU Meyer presenterà l'innovativo progetto di comunicazione in ambito pediatrico sull'igiene delle mani "Usa l'igienizzante. Non fare il birbante".

La Fondazione Italia in Salute sarà protagonista del Forum.  Quattro, in particolare, gli appuntamenti che vedranno la partecipazione del presidente della Fondazione Federico GelliSi comincia la mattina del 28 novembre, alle 9, con l'incontro dal titolo “Il contributo delle Regioni e della Pa alla sicurezza delle cure” in cui si parlerà di come organizzare i centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente previsti dalla Legge 24/2017 (c.d. Legge Gelli). Si prosegue, sempre nella giornata del 28 novembre, con la sessione dal titolo “Il tempo di comunicazione è tempo di cura”. Sarà affrontato il tema del consenso informato alla luce delle disposizioni riguardanti sia la legge sulla sicurezza dei pazienti e la responsabilità professionale che le norme sulle Disposizioni anticipate di trattamento. “Le due importanti riforme - spiega Gelli - la legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la legge 219/17 che disciplina il Consenso Informato e le disposizioni anticipate di trattamento costituiscono due cardini importanti nel futuro assetto organizzativo e gestionale del nostro sistema sanitario.” Nel pomeriggio del 28 ottobre è poi in programma l’incontro su “La sanità che cambia: Rischio clinico e le implicazioni per i professionisti sanitari del maxi ordine alla luce della legge 24/2017 e della legge 3/2018”. “Nella legge 24 – spiega Gelli - si introduce il termine unico di “esercenti le professioni sanitarie” per individuare tutte quelle figure professionali che, attraverso un percorso formativo e accademico, vengono riconosciute dal ministero della Salute. Uguali diritti e uguali doveri in proporzione al proprio compito e alle proprie responsabilità. Successivamente con la legge 3/2018 da una parte viene data piena dignità a importanti figurare professionali come gli infermieri che dopo 70 anni sono riconosciuti come professione ordinistica e dall'altra è stato istituito un macro ordine professionale TSRM che comprende le figure professionali dei tecnici di radiologia, fisioterapisti, tecnici della riabilitazione e della prevenzione etc. (19 professioni sanitarie e 61 ordini provinciali e interprovinciali). Infine, il 29 novembre è in programma un’intera giornata dedicata alla legge 24/2017 nel corso della quale si farà il punto a due anni dalla sua approvazione con un focus particolare sui decreti attuativi “Sono molti gli strumenti messi in campo dalla legge 24/2017 e tra questi spiccano: l’istituzione dei Centri Regionali per la Gestione del Rischio sanitario, il potenziamento dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio degli eventi avversi e l'organizzazione di un Sistema Nazionale per le Linee Guida. Come Fondazione Italia in Salute - ricorda Gelli - lo scorso aprile abbiamo presentato i risultati di una nostra indagine. Si tratta dei primi passi di un percorso di ricerca che hanno permesso di rilevare un'importante azione di controllo del contenzioso e del fenomeno nella medicina difensiva nelle Regioni più evolute sulle strategie di risk management. Risultati soddisfacenti si registrano inoltre dal punto di vista organizzativo riguardo l'istituzione dei Centri Regionali per la Gestione del Rischio sanitario. Sono infatti 13 le Regioni ad avere istituito il Centro mettendosi in regola con il dettato normativo”. “Uno dei punti critici sui quali occorre intervenire con forza riguarda le differenze che sussistono tra le Regioni: le Istituzioni dovrebbero dialogare tra loro e le Regioni porsi l'obiettivo di uniformare il più possibile l'organizzazione dei modelli di gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente. Sarebbe inoltre opportuno attivare una campagna di comunicazione nazionale in grado di informare i cittadini su questa materia attraverso informazioni più chiare, complete e facilmente accessibili”, conclude il presidente della Fondazione Italia in Salute.

Redazione Nove da Firenze