Forteto, la Cassazione conferma la condanna a Fiesoli: 14 anni e 10 mesi

La sentenza della IV Sezione penale nel tardo pomeriggio di oggi. L'onorevole Mugnai (Forza Italia): "Vicenda drammatica, auspichiamo sia messo in condizione di non nuocere più. Spero che presto si possa approfondire il quadro delle responsabilità politico-istituzionali". Donzelli Fdi: "Ora in carcere, no a sconti di pena"


La IV Sezione Penale della Corte di Cassazione nel pomeriggio di oggi ha confermato la condanna a 14 anni e 10 mesi a Rodolfo Fiesoli, 78 anni, fondatore della Comunità del Forteto.

«Con la sentenza appena emessa dalla Cassazione - commenta il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai - giunge finalmente al traguardo anche giudiziario la drammatica vicenda del Forteto, la comunità-setta del Mugello, in provincia di Firenze, teatro di orrori e abusi ai danni dei minori che lì venivano affidati dalle autorità. Per le vittime, i bambini di allora, questo punto fermo costituiva la condizione indispensabile per poter guardare avanti sentendosi legittimati nei patimenti subiti. Per gli aguzzini e in particolare per Rodolfo Fiesoli, auspichiamo sia finalmente giunto il tempo che sia messo in condizione di non nuocere più ad altri dopo che in questi mesi è stato libero di avvicinare ragazzini nei bar e davanti alle scuole di Aulla». Mugnai, che a Montecitorio è autore di una delle tre proposte di legge istitutive della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, segue la vicenda ormai da anni. Nel Consiglio regionale della Toscana, era il 2012, fu presidente della prima commissione regionale di inchiesta  che portò alla luce il sistema di violenze e abusi su minori praticato all’interno di quella che anche la magistratura avrebbe in seguito bollato come comunità-setta esprimendo condanne fino al terzo grado di giudizio. «L’istituzione della Commissione parlamentare è stata fatta slittare anche nelle ultime settimane. Ci auguriamo che il Pd e le sinistre non intendano procedere per rinvii pur di non affrontare la verità dei fatti e che presto si possa iniziare a lavorare per approfondire il quadro delle responsabilità politico-istituzionali».

"Finalmente arriva la giustizia, con il solito grave ritardo. Adesso il pedofilo Fiesoli vada in carcere e nessuno si sogni di concedere un solo giorno di sconto ad un criminale che ha distrutto la vita a centinaia di persone. Lo ha fatto insieme agli altri componenti della setta che, a causa di un sistema giudiziario assurdo, l'hanno fatta franca grazie alle prescrizioni. Abbiamo l'occasione di stabilire tutte le altre responsabilità, anche di politici e magistrati, con la Commissione d'inchiesta parlamentare: basta con i veti incrociati, è urgente farla partire". Lo afferma Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia già vicepresidente della Commissione d'inchiesta sul Forteto del Consiglio regionale della Toscana.

Redazione Nove da Firenze