"Ci fu una parte politica, quella della sinistra, che aprì al Forteto le porte delle più importanti istituzioni locali e nazionali. Quella di oggi è un'occasione persa per far luce su questa triste pagina: una serie di 'non so' e 'non ricordo' da parte di Daniela Lastri ed Anna Maria Serafini. La prima nel ruolo di assessore all'istruzione del Comune fece gli onori di casa nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per la presentazione de 'Il libro dimenticato dalla scuola' della Fondazione Il Forteto, a cui parteciparono anche i due pregiudicati Fiesoli e Goffredi.
La seconda è moglie di Piero Fassino, indicato da molti fra i frequentatori del Forteto, già Ministro della Giustizia quando nel 2000 l'Italia fu condannata dalla Cedu. Serafini fu invitata in qualità di membro della bicamerale per l'infanzia, di cui fu presidente dal 2006 al 2008 e vicepresidente dal 2008 al 2013, ad un convegno al Senato con lo stesso Goffredi. Ad organizzarlo fu la senatrice del Pd, Vittoria Franco, che in audizione in Commissione d'inchiesta parlamentare la ex senatrice, aveva raccontato che i sindaci portavano i politici di sinistra in quella struttura, perché erano considerati affini.
Non è un caso che l'ex segretario dei Ds e del Pd, Luciano Petti, abbia riferito in Commissione d'inchiesta nel 2020, che gli stessi Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, fossero iscritti al partito. Senza parlare di tutti i fondi erogati dalle istituzioni locali. Ma quella di oggi, a causa di questi silenzi, è un'altra occasione persa per fare chiarezza: uno schiaffo, l'ennesimo, alle vittime del Forteto" scrive in una nota il deputato di Fratelli d'Italia e componente della commissione d'inchiesta sul Forteto, Grazia Di Maggio.
"Tra ignoranza e difesa d'ufficio la negazione dei fatti da parte del Pd in Commissione parlamentare sul Forteto è spudorata e sconcertante. Prima hanno usato quel luogo per le campagne elettorali, poi hanno aperto le porte delle istituzioni ai pregiudicati che la guidavano, poi a sentenze scritte hanno provato a insabbiare tutto nelle istituzioni toscane, che governano da sempre. Adesso che qualcuno li chiama a spiegare gli eventi e le circostanze acclarate che hanno permesso a questi criminali di creare una vera propria setta in cui si violentavano i minori, e di violare per decenni ogni legge, fanno muro e si lamentano provando a rallentare i lavori. Non riusciranno a riportare indietro di 15 anni la ricerca della verità" nota il senatore di Fratelli d'Italia e membro della Commissione Forteto, Simona Petrucci.