Rubrica — Editoria Toscana

Fondazione Odg della Toscana: verso il futuro del giornalismo

Un nuovo ente affianca l'Ordine dei Giornalisti nell'organizzazione dell'agenda giornalistica regionale. Il presidente Carlo Bartoli, “Tutti i giornalisti possono partecipare proponendo idee"


FIRENZE- Una formazione sempre più qualificata e diffusa sul territorio della Toscana ma anche un'analisi della condizione del giornalismo oggi dal punto di vista dell'offerta e della domanda di lavoro e la possibilità di promuovere l'auto-imprenditorialità dei giornalisti: sono stati tanti i temi affrontati nella prima assemblea della Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana ospitata alla Camera di commercio di Firenze in piazza dei Giudici. 

A presiedere l'incontro Carlo Bartoli, presidente dell’Odg Toscana che sottolinea l’occasione utile per fare il punto dopo i primi mesi di vita dell’ente e per illustrare e discutere il programma di attività della Fondazione per il 2019. Oltre 50 le persone intervenute: tra queste Elisabetta Cosci, vicepresidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, i consiglieri nazionali Luca Frati e Antonio Valentini.

Numerosi i protocolli d'intesa già siglati con importanti istituzioni toscane: l'Accademia della Crusca, l'Università di Firenze, l'Università per stranieri di Siena, il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena, il Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa, la Scuola Fiorentina per l'educazione al dialogo interreligioso e interculturale, la Camera di Commercio di Firenze, la Fondazione Sistema Toscana, la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, la Fondazione Area. A queste si aggiungeranno presto anche Fondazione Zeffirelli, la Fondazione Artemio Franchi e la Fondazione Caponnetto.

I primi passi della Fondazione sono stati accompagnati da alcuni soggetti che hanno voluto dimostrare concretamente la propria vicinanza al mondo giornalismo: la Fondazione CrFirenze, Chianti Banca, che con il suo direttore Mauro Focardi Olmi, ha partecipato all’assemblea e Gida Prato.

L'invito ai giornalisti toscani è di portare suggerimenti ed esperienze allo sviluppo di questo nuovo soggetto, che ha una capacità operativa e un perimetro d’azione più ampi dell’Odg Toscana.  Si è discusso, infatti del piano delle attività per l’anno 2019, approvato dal Comitato direttivo alcune settimane fa: tra le iniziative previste, due importanti convegni, il primo, in programma il 6 aprile, sulla professione e il ruolo degli Ordini, e il secondo, che si terrà in autunno, sulle minacce al giornalismo; sono già in fase di preparazione, inoltre, conferenze ed eventi formativi in collaborazione con la Scuola Fiorentina per l'educazione al dialogo inter-religioso e l’Accademia della Crusca. Particolare apprezzamento è stato espresso per il progetto di censimento e recupero dell’archivio iconografico dei fotoreporter toscani non più in attività.

Il lavoro è al centro delle preoccupazioni ed il programma delle attività è pertanto chiamato a dare risposte ad esigenze primarie quali la creazione di nuovi ambiti operativi nel campo della comunicazione. Tra i maggiori interessi esaminati vi sono lo sviluppo ed il potenziamento della formazione a livello di tematiche da inserire nel percorso di approfondimento riservato agli operatori dell'informazione. Lo sguardo sul futuro della professione porta l'ente a misurarsi con la comunicazione digitale, riprova ne è la presenza di PA Social con Francesco Di Costanzo che, intervenendo all'incontro in qualità di iscritto alla Fondazione, mette a disposizione la propria competenza in materia. Ma il giornalismo deve tornare a gestire i temi economici a livello territoriale e primo fra tutti il lato economico della professione giornalistica, dove le opportunità di crescita devono risultare sostenibili ed al tempo stesso produttive. 

"Autoimprenditorialita' giornalistica" sarà una parola chiave dei percorsi della Fondazione supportati dalla Camera di Commercio attraverso lo staff del programma PID dedicato allo sviluppo delle imprese che si rivolgono all'ente fiorentino. Un esempio potrebbe essere la nascita di studi associati tra professionisti della comunicazione e non solo. Il Presidente Anso, Marco Giovannelli, propone una ricerca di mercato che abbia l'obiettivo di convertire il lavoro giornalistico nel moderno mondo del lavoro, specializzando vecchi e nuovi giornalisti favorendo l'inserimento nei nuovi media come professionisti e non "marchettari" o "sguatteri" di testate blasonate. "Serve un nuovo innesto culturale - dice Marco Giovannelli - che non significa accontentarsi, ma stimolare a guardare lì dove il giornalismo sta a andando. Viviamo in un momento in cui una 35enne che lavora 10 ore al giorno per 1.000 Euro al mese con un contratto di collaborazione continuativa è vista come una privilegiata". 

"Attingere a fondi privati o pubblici-privati è un tabù che dobbiamo superare - sottolinea il componente Luigi Caroppo, membro del comitato direttivo della Fondazione Odg Toscana- perché sono risorse che servono e devono essere spese bene e non significa sottomettere la propria libertà. La formazione deve proporre corsi che incuriosiscano i colleghi e per far questo occorrerà creare una casa di vetro con poca burocrazia e rapidità di risposta".  Tra le proposte avanzate quella di attivare corsi sulla gestione economica, ma anche quella di creare un grande archivio digitale del materiale fotografico prodotto e molto spesso abbandonato che potrebbe tornare utile per analisi e confronti.

Editoria Toscana — rubrica a cura di Antonio Patruno

Antonio Patruno

Antonio Patruno — Giornalista professionista. Ha lavorato La Nazione e poi alla redazione del Giornale della Toscana. Ha studiato Lettere classiche all'Università degli Studi di Firenze

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