Firenze e ladri di biciclette: furto e vendita, dalla denuncia al chip

Da anni oramai il capoluogo toscano fa i conti con i furti delle due


Furti di biciclette, come difendersi? Domanda difficilissima. Chi usa spesso le due ruote per spostarsi in città ha dovuto fare i conti con il rischio di restare a piedi ed ha guardato con invidia e malcelato sospetto ai cugini di Modena o Ferrara dove lasciare la bicicletta sul marciapiede per entrare in un negozio fa parte del quotidiano vivere.
  Nel corso degli anni persino le forze dell'ordine hanno svolto corsi di formazione attraverso la collaborazione con le istituzioni, quegli stessi agenti che accolgono il povero cittadino vittima del furto con la fatidica frase "Dove e come aveva legato il mezzo?".

La risposta da parte dell'Amministrazione fiorentina è stata quella di organizzare convegni ai tempi dell'assessore Claudio Del Lungo e di Gregorio Malavolti, presidente della Commissione Mobilità, oltre a rimettere in circolazione le biciclette abbandonate o asportate e stoccate nelle depositerie comunali attraverso l'opera di recupero effettuata dai soci della Cooperativa Ulisse, prima, e dei detenuti di Sollicciano, poi. 
La Vendita on line da parte della Cooperativa Ulisse ha registrato grande interesse da parte dei cittadini, i mezzi richiesti sono quelli che si aggirano sui 50 Euro, ma anche a 150 Euro si contano prenotazioni.
Il Progetto Piedelibero, sostenuto dall'ex sindaco Matteo Renzi, oltre al riciclo di bici destinate alla rottamazione ha come scopo il recupero sociale dei detenuti attraverso il lavoro e fa capo alla Catoni Associati, agenzia di pubblicità fiorentina attenta alle tematiche sociali. I mezzi sono studiati nel design e negli accessori e per questo il listino di vendita in alcuni casi è superiore ai 250 Euro e fino ai 380.

FirenzeInBici, l'Associazione fiorentina che conta centinaia di appassionati ciclisti, sta per lanciare una provocazione interessante: i soci intendono mettere a disposizione delle vittime di furti alcune biciclette a patto che il richiedente fornisca una regolare denuncia. 
Alessandro Cosci racconta a Nove da Firenze: "Tentiamo questa strada per spronare i cittadini a denunciare i furti subiti, è l'unico modo per tenere alta la guardia. Purtroppo sono ancora tante le persone che non hanno ben chiare le principali norme di sicurezza, una su tutte, mai assicurare la sola ruota anteriore, tanto più se si tratta di una ruota a sgancio rapido.. sembra una banalità ma accade molto spesso nella frenesia di doversi spostare velocemente".
FirenzeInBici oramai da anni monitora il territorio "Il capoluogo toscano si impegna, ma esistono ancora gravi lacune sui percorsi ed il ciclista non è messo nella migliore condizione per potersi muovere, per poter assicurare il mezzo ad una rastrelliera e per evitare pericoli dovuti al traffico automobilistico".

Il primo consiglio è quello di dotarsi di un buon lucchetto, meglio se di dimensioni considerevoli e robusto, che a volte costa più della bicicletta, specie se acquistata di seconda mano. Il secondo consiglio è imparare ad usarlo. Questa sequenza, nell'ordine, dovrebbe ricordare qualcosa.. 

Dopo la "punzonatura", ovvero la targhetta apposta al mezzo ed identificativa dello stesso e del relativo proprietario, che però presuppone l'adozione di un apposito registro, nell'era digitale arriva una nuova soluzione.
Arriva infatti dalla Svizzera l’idea di dotare le biciclette di un chip.

Il mezzo di trasporto è usato da 35 milioni di persone, nel 2015 durante la bella stagione la percentuale di furti è stata del 30 % in più, 4mila al giorno ed a qualsiasi ora del giorno.
 "Il numero esatto è pressoché impossibile da individuare - sottolinea Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” - giacché molti di questi fatti non vengono neanche denunciati, specie se ad essere rubata è una bicicletta vecchia. Secondo gli ultimi dati solo una persona su cinque ne denuncia il furto. Così il boom delle vendite e la mancanza di una cultura della bici ‘legale’ hanno dato il via a un circolo vizioso che favorisce i ladri".

Losanna i proprietari di biciclette e motocicli potranno apporre ai loro mezzi un chip che permetterà di localizzarli più facilmente in caso di furto. Già testato a Yverdon-les-Bains (VD), il dispositivo potrebbe essere introdotto dalla prossima estate. Entro questa scadenza, la polizia sarà dotata del materiale che le consentirà di individuare le biciclette rubate. Il costo del chip oscillerà da 60 a 80 franchi.

Un rischio in più. Giovanni D'Agata osserva come la diffusione del fenomeno del furto di bici è un grave ostacolo all'aumento dell'utilizzo di questo mezzo di locomozione, "In tanti, per timore di subire il furto, rinunciano ad usare quotidianamente una bici decente ed optano per mezzi "minimalisti", mancanza di fanali, freni sgangherati, materiali pesanti e arrugginiti, arrivando tal volta a mettere a rischio anche la propria sicurezza"

Se la bicicletta è brutta non desta attenzione, ma rischia di mettere in pericolo la vita del ciclista. Meditate.

Antonio Lenoci