Firenze da Selfie, ma è degrado: gli spacciatori di schiacciata

L'assurda vicenda di via dei Neri avrebbe dell'incomprensibile, se non fossimo alla corte dei Medici


Ci sarebbe un problema, ma persino gli assessori di Palazzo Vecchio faticano ad individuarlo. Mentre il delegato al Bilancio minimizza, la delegata al Turismo promette interventi. Gli idranti? Bocciati.
Le parole spese in queste ore di inizio stagione per etichettare via dei Neri lasciano perplessi molti turisti. Dal Magnificio a Borg'unto passando per La Strada del Bivacco. 
A Pasqua scattano i controlli da parte della squadra scelta da residenti e commercianti per tenere sotto controllo i marciapiedi usati per consumare panini e schiacciate. Una Ronda che non è piaciuta al sindaco, più propenso a pedonalizzare tutto e mettere mano all'arredo urbano.

Sì perché il problema non sarebbero i vicoli maleodoranti o gli accatastamenti di sudicio, neppure le biciclette abbandonate e la sosta dei residenti in una strada dove vige il divieto h24 e neppure le vicine piazzette dello spaccio, ma la somministrazione di schiacciate.
Quelle schiacciate che hanno reso via dei Neri famosa nel mondo, grazie al lungo lavoro di comunicazione svolto dal giovane Tommaso Mazzanti e dalla sua famiglia di ristoratori.
Oggi i turisti fanno la fila e non iniziano a mangiare se prima non si sono fatti un selfie da pubblicare su Instagram, da Twittare o condividere su Facebook. Inquadrano la Torre di Arnolfo alle loro spalle? No la Finocchiona.

Tommaso Mazzanti è stato premiato dai maggiori referenti mondiali dello Street Food e del marketing on line, gli è stato riconosciuto il ruolo determinante nella delocalizzazione dei flussi costituendo una attrattiva fuori dai circuiti museali. Grazie ad un evento ideato nel 2017 ha contribuito alla realizzazione dei Fuochi di San Giovanni ed ha addobbato la strada in occasione del Calcio Storico Fiorentino. Oggi gli viene chiesto di "Contribuire al decoro...".

La famiglia Mazzanti ha risposto di aver assunto personale dedicato alla pulizia della strada, di distribuire involucri che invitano a non disperdere carta nell'ambiente, di aver attivato le consegne a domicilio per ridurre le file ai 4 locali di proprietà e di aver in programma la distribuzione dei numeri per regolare i flussi. Tra le iniziative anche una mappa con i luoghi in cui poter consumare tranquillamente la schiacciata, e se Tommaso Mazzanti riesce ad individuarli merita il Fiorino d'Oro.

 Tra le reazioni dei nostri lettori c'è infatti chi sottolinea l'assenza di panchine nel centro storico, problema di lunga data ma mai affrontato. Nella vicina piazza del Grano, dove l'uscita degli Uffizi resta un miraggio, ci sono tavolini, ma non panchine. In piazza San Firenze ci sono gli scalini dell'ex Tribunale, ma non panchine. In piazza della Signoria c'è la Loggia dei Lanzi, ma non panchine. Tutti luoghi dove è vietato sedersi. Però i punti ristoro ci sono, eccome.

I commercianti si imbarazzano
a commentare la fila del collega che "lavora bene, però..." mentre i residenti non hanno freni, non vorrebbero nessuno sui marciapiedi, ma al tempo stesso vorrebbero poter parcheggiare in strada.  Chissà se hanno mai parlato con i vicini delle strade silenziose che chiedono più vita, più passaggio, più presidi da parte dei commercianti.

Abbiamo un problema: la schiacciata.

Antonio Lenoci