Firenze: aeroporto chiuso per un mese e mezzo a causa di lavori

Forse per regolarizzare le licenze di volo delle tratte in esercizio? Silvia Noferi (M5S): "Non è in regola? Regione Toscana dia risposte certe su Peretola"


Firenze 3 gennaio 2020– L’aeroporto di Firenze resterà chiuso per lavori dal 2/2/2021 al 20/3/2021. La notizia è stata diffusa dal blog italiavola.com. Già il 31/12 e’ stato diffuso il NOTAM B7292/20 che conferma la chiusura. I lavori riguarderanno la pista di volo, le strip, per effettuare l’aggiornamento del sistema AVL con luci a led. La riapertura dello scalo e’ prevista alle 23:59 del 20 marzo 2021. L’ultimo giorno di operatività e’ il 1/2/2021 fino alle 24:00.

Da tempo i comitati che si oppongo all'ampliamento della pista sostengono che l'aeroporto non ottemperi un decreto interministeriale di VIA (la Regione Toscana era deputata alla verifica dello 0676/2003) e non abbia la conformità urbanistica (DPR 383/1994) come ENAC stessa dichiara al MIT. E c'è chi afferma che per l'Airbus A 319 sia stato predisposto uno speciale pacchetto tecnico e di procedure per consentigli di atterrare su questa pista. In particolare una lettera inviata dall'associazione ambientalista VAS onlus al Ministro De Micheli chiede la chiusura dello scalo di Peretola perché mancante delle autorizzazioni necessarie.

Anche la consigliera regionale Silvia Noferi chiede lumi alla Giunta Regionale che, ricordiamo, lo scorso novembre ha concesso all’aeroporto fiorentino un finanziamento di 10 milioni euro per affrontare la crisi da Covid-19.

Perché la Giunta Regionale – chiede Noferi - non ha ritenuto necessario chiedere a Toscana Aeroporti di visionare i documenti che attestino l’adempimento delle prescrizioni VIA del 2003, la conformità urbanistica e la lista degli aerei autorizzati a volare su Peretola? Perché in Commissione e in Consiglio Regionale tutte le forze politiche ad eccezione del M5S hanno votato a favore del finanziamento di 10 milioni senza tenere in debito conto la corrispondenza che ho mostrato fra Ministero ed Enac?

È lo stesso Direttore Generale della Direzione Generale Aeroporti del Ministero dei Trasporti, dottor Renato Paoletti a mostrarsi preoccupato dato che, trascorsi inutilmente 30 giorni, il 22 dicembre 2020, ha reiterato la richiesta ad ENAC per l’invio delle autorizzazioni dell’aeroporto di Firenze: “Considerato che la Scrivente non ha ancora avuto riscontro a quanto richiesto, stante la gravità di quanto segnalato, si sollecita codesto Ente a provvedere, senza alcun ulteriore indugio, a relazionare compiutamente in merito.”

Ben vengano – prosegue la consigliera del Movimento Cinque Stelle - le sollecitazioni dell'associazione ambientalista VAS che oltre ad inviare una missiva al Ministero ha notificato i suoi sospetti anche al Prefetto di Firenze ed ha chiesto la chiusura immediata dello scalo fin quando la situazione non sarà chiarita.Che le prescrizioni del decreto del 2003 non fossero state realizzate era abbastanza evidente, l’interramento del tratto finale dell’autostrada non è stato fatto, la pista di rullaggio neppure, ma tutti pensavamo che forse il gestore aveva avuto qualche deroga da parte di qualcuno. Quando nel 2017 fu ritrovato dopo 6 anni in un cassetto il Decreto decisorio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che confermava tutte le prescrizioni del 2003, fu subito chiaro che qualcosa non tornava.Adesso perfino il Ministero dei Trasporti si pone gli stessi dubbi chiedendo come ENAC abbia potuto autorizzare la funzionalità dello scalo fiorentino senza che venissero ottemperate tutte le prescrizioni del 2003.Chiedo quindi conclude Noferi - alla Giunta Regionale di fugare ogni possibile dubbio sulla sicurezza dell’aeroporto fiorentino e scongiurarne la chiusura per irregolarità perché non voglio nemmeno pensare per un istante che ci sia stata la volontà di chiudere un occhio mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini trasportati e sorvolati.”

“Viste le informazioni diffuse dai soliti professionisti del No, a nome dell’Associazione In Pista! desidero precisare alcuni punti” dichiara Gualberto Carrara, Presidente dell’associazione nata per difendere le ragioni del nuovo aeroporto di Peretola “Intanto parliamo di questa famosa VIA 676/2300, che aveva lo scopo di richiedere la costruzione di una via di rullaggio parallela all’attuale pista 05/23 di Peretola. Essendo la realizzazione di tale opera così impattante è stata necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale per la sua realizzazione. Il Ministero dell’Ambiente ha chiuso la procedura di VIA con prescrizioni. L’allora società di gestione decise che le prescrizioni erano troppo onerose economicamente e fece ricorso (in tutti e tre i gradi ovverosia TAR, Consiglio di Stato e Presidente della Repubblica) per poter realizzare tale opera senza ottemperare alle prescrizioni. L’allora ADF decise di non procedere con la costruzione della via di rullaggio, e visto che tale intervento era previsto nel masterplan 2003/2009, nel 2012 (anno dell’esito del ricorso al Presidente della Repubblica) non fu dato peso all’ormai tramontato masterplan. Giova ricordare che una procedura di VIA per divenire operativa deve essere seguita da una Conferenza dei Servizi e da un Decreto Stato/Regione che conclude la procedura e dà il via all’ottemperanza delle prescrizioni e alla partenza dei lavori. ADF, vista l'onerosità delle prescrizioni, decise di non chiudere la procedura e di non istituire la conferenza dei Servizi. Di conseguenza tutto ciò che è scritto nella VIA 676/2003 non ha alcun valore”. “Altro punto focale su cui la VAS si impunta – continua – è la possibilità di operare l’Airbus A319 su Peretola. La possibilità di utilizzo di un aeromobile certificato su un aeroporto segue norme internazionali non modificabili dai vari stati, e per operare un aereo su un aeroporto devono essere rispettati tutti i parametri di certificazione dell’aeromobile. Vista la particolare orografia dello scalo Fiorentino, Alitalia per operare l’A319 chiese ad Airbus di certificare l’aereo appositamente su Peretola. Vennero svolte tutte le prove necessarie con l’Airbus A320 dallo stesso consorzio che, in ottemperanza a quanto prescritto, ha abilitato l'A319 ad operare a Firenze. Fu addirittura studiata una modifica ai settaggi dei flap e altri parametri definiti Florence Kit e certificata da EASA (Ente europeo dell'aviazione). L'Airbus A319 può quindi regolarmente operare a Firenze senza violare nessuna norma. Incredibile che la VAS abbia chiesto che il Galilei si opponga alla nuova pista di Peretola. Forse gli sfugge che i due scali fanno parte del sistema aeroportuale Toscano e che sono entrambi gestiti da Toscana Aeroporti, è come chiedere a qualcuno di autodenunciarsi e farsi ricorso da soli”. “La VAS inoltre – aggiunge ancora Carrara – ha affermato che i calcoli effettuati da ENAC, che si avvale dei migliori esperti di settore e che è un organismo statale sotto il controllo del MIT e certificato a livello internazionale come unico ente preposto all’elaborazione di masterplan aeroportuali, sono errati e che le loro deduzioni sui venti sono sbagliate. Ci piacerebbe sapere su che basi afferma che il massimo ente nazionale sbaglia”.

Redazione Nove da Firenze