​Firenze a Nord-Ovest: ecco il Mercato che diventerà Stadio

C'è della poesia nascosta in questo luogo, sulle cassette della frutta sorgerà un campo di calcio


Trovato posto al mercato potrà partire l'iter per la realizzazione dello Stadio all'interno di un lotto di terra superaccessoriato che si trova a pochi metri dall'Autostrada e dalla Ferrovia, dall'Aeroporto e dalla Tramvia.

Peccato che l'Autostrada presenti, nonostante le buone intenzioni di risolvere l'imbarazzante inghippo, un ridicolo imbuto semaforico e che la Ferrovia, pur girando attorno all'obbiettivo, non lo raggiunga per assenza di fermate, e che l'Aeroporto, in fase di riqualificazione, potrebbe veder cambiare la disposizione dei terminal e del relativo parcheggio.
Cosa resta? La Tramvia. Già ma la Tramvia non passa dall'ampio viale Guidoni, come hanno più volte chiesto residenti e commercianti per ridurre i disagi, ma bensì dalla stretta via di Novoli dove è stato necessario espropriare il giardino di un condominio per poter passare agilmente con il Tram. 

Un Nuovo Stadio in un posto splendido, superaccessoriato, che al momento però sarebbe raggiungibile solo in auto, traffico permettendo.

Nei pressi della Mercafir c'è chi si è spostato, come l'autodemolizione, e chi affitta, "Box ed Attività Bar" o chi ha cambiato gestione in via dell'Olmatello. Aspettative, speranze.. investimenti e progetti.

Nel lontano 1989 il Comune di Firenze affitta l'area mercatale per 3 anni a 100 milioni l'anno. L'ingresso principale è sul viale Guidoni e nessuno o quasi si interessa delle "interconnessioni", i camion da qualche parte arriveranno.
Tacita proroga sino al 1999, quando con un atto del Consiglio Comunale del 24 dicembre alle ore 10 e 50, viene aumentato il canone a 500 milioni annui, a causa di lavori di ristrutturazione per oltre 11 miliardi di lire, e viene prolungata la concessione sino al 31 dicembre 2029.
Intanto nell’aprile 1993 l’Assemblea dei soci, trasforma Mercafir in società consortile per azioni ed il 30 settembre 2004 viene prorogata la durata della società fino al 31 dicembre 2060.

Nel 2015 Firenze è una città satura che ospita eventi eccezionali invitando i fiorentini a "lasciare l'auto a casa". Oggi alla Mercafir si arriva in auto, in moto o bicicletta, oppure con la Linea 57 di Ataf da Santa Maria Novella, massimo tre corse ogni ora.
Mentre attraversiamo indisturbati gli ampi piazzali diamo un occhio alla burocrazia: "Oggetto della concessione è la gestione del Centro Alimentare Polivalente di Novoli, o C.A.P. Per la conduzione dell'attività sono identificati le aree, gli immobili, le attrezzature e gli impianti che la Società ha in consegna: tutto il complesso del C.A.P. compresa l’area del Mercato Ortofrutticolo".
Manutenzione. "Alla Mercafir S.c.p.a. competono le spese necessarie al funzionamento dei servizi e degli impianti, i consumi Enel, Gas, Acqua e la manutenzione ordinaria di impianti ed attrezzature e le spese per le opere di miglioramento delle strutture. A carico dell’Amministrazione risultano invece gli oneri a carattere straordinario - semprechè la loro attribuzione venga determinata contestualmente alla revisione del canone annuale - gli interventi per la messa a norma degli impianti di nuova costruzione e quelli destinati ad aumentare la superficie utile o il volume del Centro".
Bilancio. "La Società riscuote canoni, diritti e proventi dovuti da terzi per servizi connessi alla gestione del C.A.P. ed è impegnata nella gestione perseguendo il pareggio di bilancio, adeguando le tariffe alle spese di gestione, ai costi generali e alle spese di ammortamento di eventuali migliorie, a non ricorrere alla sub-concessione, che è vietata, bensì a contratti di appalto nel rispetto di determinate clausole. Al Comune di Firenze è riservato l’esercizio del controllo sulla gestione, nonché sull’attività manutentiva e migliorativa, ogni qualvolta lo ritenga necessario".

Sulla base di questi presupposti, davanti all'ipotesi del trasloco coatto, gli operatori chiamano i legali e si preparano a fare ricorso. Arrivano le rassicurazioni sul futuro occupazionale e la tensione scende. Tutti questi parametri gestionali non hanno più valore davanti all'unità di misura più amata dai fiorentini: l'ettaro.

Mentre ci rendiamo conto che in questo posto che apre alle 3 del mattino dopo pranzo non c'è praticamente più nessuno ripensiamo che davanti all'offerta della famiglia Della Valle, il Comune di Firenze mette da parte l'ostinato recupero dell'area di Castello (già sequestrata e poi in odore di esproprio per pubblica utilità) e sul piatto porge metà della Mercafir, perché tanto le esigenze sono cambiate e l'area Sud del complesso può essere facilmente liberata.
Troppo poco per Diego ed Andrea che vogliono creare una Cittadella Viola dove lo Stadio è parte di un circuito più complesso, che possa autoalimentarsi, e fatto dunque di Alberghi, Ristoranti e Centro Commerciale.
Si guarda a Torino all'ex Delle Alpi ed al modello Juventus Stadium, che per i fiorentini sarà solo Stadium, dove il campo è circondato da Museo, Bar, Ristoranti e Centro Commerciale.

L'euforia sportiva gioca un ruolo delicato in questa storia, anche se non tutti lo vogliono ammettere. La squadra si comporta bene e l'ansia cresce. Palazzo Vecchio esclama "Prima la Mercafir e poi lo Stadio".
Il rischio è che quella poetica cassetta di frutta faccia inciampare l'arbitro, che l'interesse mostrato dai Della Valle possa scemare prima di presentare il progetto o che la squadra.. ma questo non si può dire.

Il sindaco si appella ai proprietari di terreni liberi: servono 15 ettari in zona, facilmente raggiungibili (soppalcabili?). Non arrivano proposte convincenti. La "ricognizione diretta" porta i tecnici comunali ad inviduare due aree: una di 13 e l'altra di 9 ettari, salvo espropri. Non è presente però un piano della viabilità, importa solo che siano capienti? 
Si cerca allora di far entrare il quadrato in un cerchio: 30 giorni di tempo per decidere tra Quaracchi oppure Osmannoro. Poi ci sarà il trasloco.
 A spese di chi? L'esperienza fiorentina con i trasferimenti non è idilliaca. Il trasferimento da piazza San Firenze verso il nuovo Tribunale è stato traumatico, alla continua ricerca di chi avrebbe pagato, lo stesso è accaduto quando si è trattato di spostare il Mercato delle Pulci ed il tira e molla ha fatto saltare un Bando internazionale già aggiudicato. 

 La vicenda della Tramvia è emblematica, serve un prolungamento che faccia un anello di raccordo tra Stadio-Aeroporto-Polo di Sesto Fiorentino quando sarebbe bastato sfruttare i binari che conducono i treni al lavaggio presso l'Olmatello.
Sarebbe bastato far transitare il Tram dal viale Guidoni per servire Stadio e Centro Commerciale, invece si è preferita via di Novoli perché "baricentrica". Un baricentro che si è disinteressato dello sviluppo di Firenze a Nord-Ovest.
Non spingiamoci troppo oltre con la programmazione, meglio ragionare per settimane, giorni.. ore.

Antonio Lenoci