​Farmaci: patologie oculari, mozione per rimborso ed eventuale risarcimento del danno

L’atto, approvato all’unanimità, è stato presentato da Giacomo Giannarelli e Andrea Quartini (M5S), ed emendato da Enrico Sostegni (Pd)


 Approvata la mozione presentata da M5S – firmata da Giacomo Giannarelli e Andrea Quartini – così come emendata da Enrico Sostegni (Pd). La mozione ricostruisce il caso di due diversi medicinali – “l’Avanstin della Roche e il Lucentis della Novartis” – ritenuti sovrapponibili, ma di prezzo enormemente diverso – il Lucentis molto più costoso –, utilizzati per la cura di patologie oculari.

La mozione impegna la Giunta regionale “a sollecitare, qualora ne ricorrano le condizioni, le strutture e le aziende pubbliche appartenenti al Servizio Sanitario Regionale a richiedere tempestivamente a Novartis il rimborso del 70 per cento della spesa per le iniezioni intravitreali del farmaco Lucentis”.

Inoltre, a verificare, “entro i tempi dovuti per evitare la prescrizione, se sussistano le condizioni per procedere e chiedere cautelativamente a Roche e Novartis il risarcimento del danno eventualmente subito”.

La mozione richiama la Delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del febbraio 2014 e fa riferimento a varie notizie di stampa del 2018.

La Corte di giustizia della Ue, si legge in narrativa, ha emesso sentenza dopo essere stata chiamata in causa dal Consiglio di Stato italiano cui avevano fatto ricorso le aziende Roche e Novartis “dopo che il Tar del Lazio aveva respinto il loro ricorso contro la multa di 180milioni di euro inflitta dall’Antitrust, con l’accusa di aver fatto ‘cartello’ per favorire le vendite del farmaco Lucentis, molto più caro ma sostanzialmente identico all’Avastin, per uso oftalmico”. La sentenza, si legge nel testo della mozione, riconosce come “l’intesa tra gruppi farmaceutici” potrebbe costituire “una restrizione della concorrenza‘per oggetto’”.

L’atto votato ricorda che “esiste la possibilità per alcune Regioni di inoltrare richiesta di risarcimento per la maggiore spesa sostenuta verificando se sussistano le condizioni per procedere e attivare il percorso necessario ad interrompere tale prescrizione e chiedere cautelativamente a Roche e Novartis il risarcimento del danno eventualmente subito, ivi comprese maggiori somme pagate”.

Redazione Nove da Firenze