Entro il 2017 il nuovo terminal del Galilei

Dal 13 giugno nuovo volo diretto Pisa-Riga. Crescono gli aeroporti toscani. M5S: “L’Università concorda con noi: progetto criminale e fuorilegge”


La nuova Toscana aeroportuale è già nata e investe per essere pronta ad affrontare il mercato aereo in sicura crescita dei prossimi anni. Per reggere l'obiettivo degli 11/12 milioni di passeggeri all'anno tra Firenze e Pisa nel prossimo decennio, il nuovo polo toscano del trasporto aereo costruito da Corporacion America investe; e per il Galilei di Pisa questo significa raddoppiare quanto previsto originariamente per il nuovo terminal: dai 33 miloni di euro del progetto Sat ai circa 60 annunciati oggi da spendere entro la fine del 2017 per rendere l'aeroporto attrezzato a ricevere fino a 7 milioni di passeggeri l'anno. La Regione ha ceduto le quote dell'aeroporto di Pisa a patto che fossero acquistate anche quelle di Firenze per poi unificare i due aeroporti. Quattro fasi di lavoro che doteranno in due anni e mezzo il Galilei di strutture capaci di concorrere con i migliori aeroporti internazionali. Sistemi di imbarco ottimizzati (da 13 a 16 gate, varchi di sicurezza da 8 a 11), spazi di ricevimento all'altezza dei migliori standard, settori commerciali e di servizio di alto livello con aumento delle superfici quasi del 50 per cento. Un aeroporto nel frattempo collegato perfettamente alla città grazie alla realizzazione in corso del people mover, mentre si continua a pensare al collegamento ferroviario veloce tra Pisa e Firenze.

"Un progetto criminale, che contravviene sotto diversi profili alla normativa nazionale, europea ed internazionale e procurerà danno ambientale e sanitario oltre a quello erariale ed economico. Non lo sostiene solo il M5S e i comitati che lo denunciano da anni, ma anche l’Università di Firenze che ha presentato 11 osservazioni in 300 pagine alla Valutazione di Impatto Ambientale nei giorni scorsi". E'quanto commentato in merito al progetto del nuovo aeroporto di Firenze nella conferenza stampa di ieri indetta dal gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle al Comune di Firenze hanno partecipato Diego De Lorenzis, deputato in Commissione Trasporti, il deputato toscano Alfonso Bonafede della commissione Giustizia e i consiglieri del M5S Silvia Noferi del Comune di Firenze, Giovanni Policastro del Comune di Sesto Fiorentino e Gabriele Capasso consigliere M5S del Comune di Prato. "Il M5S ha sostenuto la contrarietà all'opera con una risoluzione e numerosi atti parlamentari. Adesso anche i tecnici dell’Università bocciano senza appello un progetto che si avvale di finanziamenti pubblici sebbene il piano nazionale aeroporti non ammetteva l’uso di soldi statali. Gli stessi evidenziando le carenze progettuali e le grave omissioni nei documenti del progetto che appare pertanto superficiale, viziato e ingannevole. Una vergogna”. È il commento dei deputati M5S in Commissione Trasporti. "Nel decreto Sblocca Italia sono previsti 50 milioni per il nuovo aeroporto. E i partiti rassicurano che l'opera verrà finanziata con altri 100 milioni. Un'opera inutile e dannosa per la cittadinanza di Firenze e dei Comuni della Piana. I ministri e la giunta regionale sono evidentemente in malafede e incapaci di dare risposte coerenti a questa tragedia annunciata. Per fortuna, l’Università lo scrive nero su bianco: si prospetta un danno erariale per infrazione a regolamento europeo per aiuti di stato, ma non sarà solo un danno economico poichè questo progetto sconsiderato comporterà irrimediabili problemi ambientali e irreversibili danni sanitari in un area già fortemente antropizzata. Il tutto a un tiro di schioppo dalla bomboniera d’Italia, patrimonio Unesco". "Una scelta folle che nasconde solo gli interessi finanziari del PD e dei loro sodali speculatori che fanno affari con soldi pubblici sulla pelle dei cittadini", concludono i deputati e consiglieri pentastellati.

Samuele Segoni e Massimo Artini, deputati toscani di Alternativa Libera dichiarano: "Il muro contro muro tra politici e faccendieri che lucrano con l'aeroporto da una parte e l'Università pubblica che, tra mille difficoltà, tenta di forgiare innovazione, cultura e ricerca, non lascia alcun dubbio sui progetti speculativi dell'aeroporto di Firenze. C'è chi intende cementificare oltre la stessa piana fiorentina: noi che ci siamo sempre battuti per una maggiore trasparenza sulla vicenda, anche per una maggiore sicurezza dell'impatto ambientale sui territori e sui cittadini convolti, condividiamo le dichiarazioni dell'Università di Firenze sull'inesistenza di un ruolo strategico dell'aeroporto che ha a sua volta come aggravante la violazione della normativa europea. Rendessero chiari i benefici perché al momento sono solo chiarissime le omissioni e le criticità circa la sicurezza idraulica del territorio, la qualità dell’aria, l’inquinamento acustico e la mancanza di una documentazione di dettaglio sulla gestione delle terre di scavo su cui cercheremo di informare l'opinione pubblica con un'iniziativa nel corso delle prossime settimane".

Redazione Nove da Firenze