Emergenza smaltimento fanghi, servizio spurghi a rischio: addetti pronti a protestare

Gli addetti: "Il disagio è talmente alto che, purtroppo, non è possibile scongiurare forme di protesta e manifestazioni"


 Ai primi di agosto la situazione era allarmante adesso gli operatori del settore lanciano un vero ultimatum. Cna Fita Toscana interviene sulla vicenda che al momento tiene in apprensione gli addetti ai lavori, ma coinvolge l'intera popolazione toscana: "Rimaniamo sorpresi come, senza un minimo di preavviso, si comunichi dall'oggi al domani la totale chiusura di uno dei maggiori centri di conferimento dell’area metropolitana, rigettando ulteriormente nel dramma le imprese di auto - spurgo, che, è bene ricordarlo, sono quelle che stanno pagando il prezzo più alto di questa situazione".

"L’unico e il solo interesse che intende perseguire Cna Fita in questa fase e in futuro è quello delle imprese associate, all’interno di un percorso chiaro, trasparente e coerente con scelte discusse e condivise al proprio interno. Rimaniamo pertanto in attesa di conoscere nei tempi annunciati dalla Regione Toscana la settimana scorsa i contenuti della nuova ordinanza, dichiarando fin da ora che, qualora non arrivassero le risposte attese, la categoria scenderà in piazza per una manifestazione di protesta. Al contempo ci auguriamo che tutti i soggetti interessati, in questa fase, per questioni diverse, non tentino di utilizzare in modo strumentale questa emergenza e la drammaticità che centinaia di imprese vivono da mesi. Il disagio è talmente alto che, purtroppo, non è possibile scongiurare forme di protesta e manifestazioni che, laddove non fossero preventivamente concordate e autorizzate anche dalle autorità di pubblica sicurezza, non potranno vedere evidentemente coinvolta Cna Fita Toscana".

“Stamani mi sono recato personalmente in un’azienda spurgo di Pontassieve per vedere di persona la gravità della situazione - dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi, che per primo aveva sollevato la questione in Consiglio e chiesto a Rossi un’ordinanza urgente- Come mi ha spiegato il portavoce provinciale di Firenze Cna Spurghisti, Stefano Scopetani, sono 175 le ditte toscane che si occupano dello svuotamento dei pozzi neri in Toscana, per un totale di circa 3000 addetti, più l’indotto. Già da fine luglio, con la sentenza del Tar in Lombardia, in molti hanno avuto problemi nel depositare i liquami ritirati, ma nei prossimi giorni, con la chiusura agli extra flussi della “Gida” di Prato, in molti saranno costretti a rimanere chiusi perché, se la Regione urgentemente non integra nell’ordinanza già emanata il numero degli impianti che possono ricevere gli extraflusso di liquami, non ci saranno più impianti di depurazione nel nostro territorio che ritireranno i liquami. Rischiamo una paralisi totale del servizio. Si deve inoltre prolungare i termini di deroga dell’ordinanza, come hanno già fatto altre regioni”.

Marcheschi attacca la Giunta per l’inefficacia dell’ordinanza emanata ad agosto. “Ormai è evidente a tutti, nonostante l’emergenza di un servizio di pubblica utilità come quello degli spurghi, che Rossi e l’assessore Fratoni sono stati incapaci di proporre soluzioni concrete e di buon senso, come invece hanno fatto altre regioni, quali Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, che in questi anni si sono dotati di un sistema di smaltimento liquami e fanghi derivati, idoneo a renderle autonome. E’ dal 2014, da quando praticamente si è sancito il non utilizzo in agricoltura dei fanghi, che la Toscana è consapevole della necessità di impianti per smaltire in prossimità, in sicurezza e con minori costi ambientali ed economici, anche per i cittadini toscani. Questa situazione era prevedibile da tempo. In questi anni, il 70% dei fanghi, risultati dal trattamento dei liquami dei pozzi neri in Toscana, sono stati portati fuori regione, in Lombardia, adesso però che questa ha chiuso le porte, la Toscana è in emergenza. La Giunta regionale ha responsabilità dirette -continua Marcheschi- deve smettere di rimpallarsi le competenze con il Governo nazionale, che certamente deve modificare la normativa, integrandola, ma adesso è tempo di pensare alla Toscana. Ho presentato una mozione e chiederò che venga messa in discussione con urgenza al prossimo Consiglio regionale, per impegnare la Giunta a rivedere l’ordinanza emanata il 3 agosto ed attivarsi tempestivamente”. 
 "Da lunedì molti degli operatori non potranno più svuotare le fosse biologiche di case ed abitazioni né tanto meno servire ospedali, scuole, caserme, ospizi. Insomma, una vera emergenza socio-sanitaria ed ambientale. Le ditte saranno costrette a tenere i camion spurgo fermi e a mandare a casa migliaia di lavoratori che operano direttamente nel settore" conclude Marcheschi. 

Redazione Nove da Firenze