Emergenza Covid: a rischio la tenuta assistenziale in RSA e case di cura

Fp Cgil Firenze: “Situazione allarmante, serve una strategia complessiva per affrontare i prossimi mesi, da mettere in campo in poche ore”. Italia Viva annuncia interrogazione in Consiglio regionale. Oggi la Conferenza permanente sulla sanità dell’area fiorentina, Il sindaco Nardella: “Nuovo picco di casi positivi. Massimo impegno su tutti i fronti ma indispensabile la collaborazione dei cittadini: rispettate le regole”. Riattivato l'Ospedale di Camerata?


Firenze, 7-11-2020- Si rincorrono in queste ore notizie allarmanti sulla situazione delle RSA da ogni zona della città metropolitana di Firenze che si sta aggravando con nuovi focolai ed alti numeri di contagiati Covid tra ospiti e operatori, con situazioni che mettono a rischio la garanzia della copertura dei turni per mancanza di personale.

"Serve una strategia complessiva per affrontare i prossimi mesi, da mettere in campo in poche ore -afferma Alessandro Giorgetti della Fp Cgil Firenze- Sicurezza, prima di tutto, con DPI di livello superiore ed una campagna di test a operatori e utenti. Serve adeguare i Livelli di Assistenza per migliorare una migliore qualità dell’assistenza attraverso più tempo dedicato all’igiene e alla cura di ogni ospite. Per fare questo servono assunzioni di nuovo personale, anche per garantire le sostituzioni, e qualificazione dell’assistenza anche con una formazione sul lavoro. Bisogna rafforzare il governo clinico pubblico con Girot e Usca dedicate alle RSA così da essere in relazione con i servizi sanitari pubblici territoriali e ospedalieri. Per gestire i casi Covid positivi, come abbiamo ampiamente potuto constatare nella prima ondata, non è possibile una gestione all’interno delle RSA che sono luoghi di relazione degli ospiti. I numero degli anziani positivi sono alti, così come il numero di lavoratori nelle strutture infettate non è sufficiente per garantire l’assistenza. In questa fase la presa in carico da parte del pubblico non copre i bisogni di personale che, dovendo garantire l’attività ordinaria, non è sufficiente nemmeno per gli ospedali, pertanto serve ottimizzare le risorse aprendo strutture dedicate per gli ospiti di RSA contagiati dal Covid dove dare loro la migliore assistenza sanitaria concentrando le forze. Strutture dedicate che permettano la netta separazione tra residenti positivi e non e l’ottimizzazione del poco personale disponibile. Un settore delicatissimo che ha bisogno di attenzione e di una strategia complessiva da mettere in campo immediatamente, per gli utenti di quelle strutture, ma anche per la tenuta complessiva del nostro sistema socio sanitario regionale".

Il grido d'allarme è lanciato anche dalla Cisl-Fp Firenze-Prato tramite il suo segretario generale Nicola Burzio: “Si moltiplicano i contagi tra gli operatori sanitari e i pazienti nelle RSA, se non si ferma questo trend si mette a rischio la tenuta assistenziale in queste strutture”.

Prosegue Andrea Ferrini segretario responsabile della sanità Cisl-Fp Firenze-Prato: “E’ notizia di poche ore fa di un focolaio nella RSA SS. Annunziata di Firenzuola, con molti operatori sanitari e ospiti positivi al Covid-19. Il fenomeno è dilagante, attualmente nel nostro territorio i lavoratori delle RSA contagiati sono oltre 300 con tendenza all’aumento. Naturalmente il pensiero va agli operatori e agli ospiti di queste strutture che stanno vivendo un momento difficile e di grande preoccupazione”.

“Nel settore privato, RSA e case di cura – aggiunge Andrea Nerini responsabile terzo settore e sanità privata Cisl-Fp Firenze-Prato - il personale è insufficiente e costringe chi è rimasto a turni massacranti. Questo non è dovuto solo all’incremento dei contagiati tra gli operatori, ma anche alla carenza di personale infermieristico e socio sanitario che il settore sta vivendo da troppo tempo ed amplificato dal travaso di questo personale nelle strutture pubbliche.”

“L'impressione che si ha - riprende Burzio - è che troppo poco sia stato fatto per preparare l’intero sistema, di cui le RSA e le case di cura fanno parte, alla seconda ondata pandemica e che i livelli organizzativi non si siano fatti trovare pronti per affrontare le criticità assistenziali che stiamo vivendo.”“La preoccupazione è tanta – conclude Burzio - in special modo per le persone più fragili, che in questo momento hanno maggior bisogno di assistenza. Non si può perdere ulteriore tempo, è necessario un tempestivo intervento e per questo noi diciamo alle istituzioni, Regione Toscana in testa, ASL e Società della Salute, di correre ai ripari per mettere in sicurezza operatori e pazienti, prima che il problema dilaghi in maniera catastrofica.”

“L’alto numero dei contagi nell’Istituto San Giuseppe di Sesto e nella Rsa Villa Magli di Calenzano ci preoccupa e ci fa domandare se vi sia qualcosa che non abbia funzionato. Per questo nei prossimi giorni depositeremo un’interrogazione alla Giunta e all’assessore competente per fare chiarezza e per tutelare la salute degli ospiti, delle loro famiglie e dei lavoratori delle strutture, oltre che di tutta la cittadinanza”. Queste le dichiarazioni del consigliere regionale di Italia Viva Maurizio Sguanci, firmatario dell’interrogazione.

“In questo momento di grande timore per la situazione sanitaria del nostro territorio, riteniamo sia fondamentale la collaborazione e la massima trasparenza da parte di ogni livello delle istituzioni, dal Comune fino alla Regione” conclude il coordinatore di Italia Viva Sesto Fiorentino Leonardo Pagliazzi.

Un luogo ‘virtuale’ di raccordo per adottare strategie comuni che riunisce Comune, Regione e tutti gli operatori sanitari e sociosanitari attivi sul territorio. Obiettivo, garantire partecipazione, collaborazione e condivisione di informazioni, in modo da lavorare in stretta sinergia su un tema delicato ma mai come adesso fondamentale come la salute dei cittadini. Per questo nasce la Conferenza permanente sulla sanità dell’area fiorentina che si è insediata questa mattina con una prima riunione in videoconferenza dedicata all’emergenza Covid. Della conferenza fanno parte oltre al sindaco Dario Nardella l’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini, il direttore generale Asl Paolo Morello Marchese, i direttori generali dell’Azienda Ospedariera-Universitaria di Careggi Rocco Damone e dell’Azienda Ospedaliera-Unviersitaria Meyer Alberto Zanobini, il direttore della Società della Salute Marco Nerattini, il prorettore area medico-sanitaria dell’Università di Firenze Fabio Marra. Coordinatore è il consigliere speciale Nicola Armentano.

“Abbiamo deciso di dedicare la prima riunione di lavoro all’emergenza Covid esaminando tutti gli aspetti più critici che riguardano l’area metropolitana fiorentina – spiega il sindaco Nardella –. Oggi registriamo un nuovo record con 911 casi positivi e questo ci fa capire che siamo nel pieno della crescita dei contagi e che quindi dobbiamo moltiplicare al massimo gli sforzi. A cominciare dalla predisposizione di ulteriori reparti e dall’aumento dei posti disponibili. In questo senso sia gli ospedali che la Regione attraverso i nuovi ‘Covid hotel’ hanno messo a disposizione ulteriori posti letto”. Con la strategia degli alberghi Covid sono disponibili 250 camere ed è stata anche avviata la sperimentazione con squadre USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che assistono i pazienti negli alberghi. “L’impegno della Regione – sottolinea il sindaco – è aumentare il più possibile queste squadre sia per assistere i pazienti nei nuovi ‘Covid hotel’ ma anche per proseguire l’assistenza domiciliare”. Altro tema all’ordine del giorno il piano di screening nelle scuole con l’impegno da parte dell’ASL di garantire tempestività e certezza nel tracciamento. “I test rapidi con tampone naso-faringeo che si faranno su tutta la popolazione studentesca in caso di risultato positivo saranno immediatamente seguiti da tampone molecolare – precisa Nardella – in modo da gestire in modo tempestivo la quarantena dei ragazzi positivi ed eventualmente dei loro compagni di classe”. Durante la riunione è stata presa in esame anche la situazione delle Rsa nell’area fiorentina: “Ci sono situazioni critiche con ospiti e operatori contagiati – spiega il sindaco – . Anche qui lo sforzo è quello di mantenere isolate le Rsa dai contatti esterni e di incrementare i settori Covid nelle stesse strutture in modo da tenere separati i pazienti contagiati dagli altri. Nonostante la gravità della situazione nelle Rsa con un contagio pari al 10% dei ospiti totali, c’è comunque un monitoraggio costante delle strutture”. Attenzione è stata dedicata anche l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le strutture ospedaliere e medici di famiglia e pediatri di libera scelta. “Questo è un tema molto sentito dai cittadini – evidenza Nardella –. Occorre lavorare a una integrazione sempre maggiore tra sistema sanitario ospedaliero e rete dei medici di famiglia inclusi i pediatri. In questa collaborazione il Comune avrà un ruolo sempre più incisivo per agevolare i contatti e anche le risposte dei medici”. Il sindaco infine ricorda l’importanza della prevenzione e della limitazione dei contatti. “Come conferenza permanente sulla sanità rilanciamo l’appello ai cittadini a ridurre le occasioni di uscita e di contatto, soprattutto in casa e nei luoghi privati. E di rispettare le regole con il massimo scrupolo. Senza fare allarmismo o alimentare angosce, dobbiamo prepararci a un periodo abbastanza lungo dal quale potremo uscire tutti insieme se saremo uniti e disciplinati”.

Tornando alla conferenza permanente sulla sanità, questa nasce come una sede informale ma permanente di consultazione tra il Comune di Firenze, le aziende ospedaliere, aziende universitarie ospedaliere, la Regione, la Società della Salute, tutti i soggetti che si occupano di sanità e servizi sociosanitari sul territorio insomma, per definire in sinergia le strategie da attuare affinché ciascuno, nel proprio ambito di competenza, possa adottare decisioni il più possibile coordinate. Previsto anche il coinvolgimento di stakeholders e tutte quelle realtà che a vario titolo operano nel settore, associazioni, sindacati e ordini professionali tra gli altri, per avere un quadro sempre più preciso della situazione sul territorio, affrontare al meglio ogni problematica e quindi garantire servizi sempre più efficienti. L’esigenza di una ‘cabina di regia per la salute cittadina’ era già presente nel DUP 2020-2022 (documento unico di programmazione) dato che l’Amministrazione è impegnata su molteplici fronti inevitabilmente correlati alle attività sanitarie e sociosanitarie nel quadro delle proprie competenze istituzionali, oltreché a supporto del sindaco quale autorità sanitaria di livello locale. L’emergenza sanitaria ha reso ancora più urgente e necessaria l’attivazione di questo strumento. La Conferenza si riunirà periodicamente da remoto, nel pieno rispetto delle disposizioni anti Covid, focalizzandosi sulle risposte immediate da dare per affrontare la pandemia.

Nei giorni scorsi era circolata la notizia di un possibile utilizzo del presidio ospedaliero di Camerata per ospitare malati Covid 19. La Asl Toscana Centro sta infatti valutando in questo periodo numerose ipotesi per cercare spazi da destinare all'accoglienza ed alla cura di questi pazienti, nell'ottica di alleviare per quanto possibile gli ospedali alle prese con i numeri sempre crescenti della pandemia. Tra le possibili sedi era stato inserito anche il presidio di San Domenico, che, pur essendo su territorio del Comune di Firenze, è la struttura dove vengono ormai da tempo ospitati servizi ed uffici utilizzati in maniera significativa dai fiesolani. La trasformazione in ospedale Covid avrebbe ovviamente del tutto stravolto, anche se temporaneamente, questa organizzazione con una pesante ipoteca sul suo futuro quando la situazione sarà finalmente tornata alla normalità.

Spiega il Sindaco di Fiesole Anna Ravoni: "Voglio mettere in chiaro che l'Amministrazione di Fiesole, avendo ben presente la criticità complessiva della situazione regionale, non è assolutamente contraria all'impiego di Camerata come ospedale Covid, però chiede ai proponenti di questa ipotesi di assicurare il destino di tutte quelle prestazioni che da tanto tempo i fiesolani, così come moltissimi fiorentini, sono abituati a cercare e trovare in quel presidio".

Per questo, dopo una lunga serie di contatti con la Asl Toscana Centro e la Regione e grazie alla condivisione dell'Assessore regionale alla Protezione Civile Monia Monni e del Presidente della Giunta Regionale, Eugenio Giani, essendo state identificate delle soluzioni alternative come ad esempio l'ex CREAF di Prato, dove verranno collocati 500 posti letto, si è arrivati alla decisione di non modificare l'assetto e la funzionalità del presidio di Camerata.

Redazione Nove da Firenze