Emergenza caldo: codice rosso anche per i prossimi giorni

Siccità e cambiamenti climatici: la strategia per mettere in sicurezza i cittadini toscani. Il quadro degli interventi della Regione per contrastare le crisi idriche. Miriam Amato: “Pensiamo ai bambini e agli animali”


Continua l’emergenza caldo a Firenze: oggi è il quinto giorno consecutivo con temperature roventi e non sarà l’ultimo perché secondo il bollettino del Lamma (Laboratorio di meteorologia della Regione) l’ondata di calore proseguirà anche nei prossimi giorni con temperature fino a 38 gradi, con valori percepiti al sole fino a 47 gradi e umidità contenuta (inferiore sì ai giorni scorsi ma non va sottovalutata viste le temperature molto elevate). Le previsioni confermano inoltre che il disagio da caldo continuerà anche nelle ore notturne ed è previsto un week end bollente. Anche i vigili sono impegnati in prima linea a ‘combattere’ l’emergenza caldo: gli agenti di Polizia municipale in servizio nelle strade del centro e dei cantieri sono dotati di un vademecum con le norme di comportamento corretto per far fronte al caldo, per dare una corretta informazione a cittadini e turisti.

“Il nostro impegno è massimo affinché l’ondata di calore di questi giorni crei il minor numero di disagi possibili - ha detto il sindaco -. Rinnovo l’appello ai fiorentini: non lasciate gli anziani soli; accertatevi delle loro condizioni di salute e offrite loro aiuto. E chi vuole può andare nei Centri anziani”. E proprio per andare incontro alle esigenze degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, anche in considerazione dell’amplificarsi dei disagi tipici del periodo estivo, da ieri ci sono stati nuovi ingressi nelle Rsa cittadine. “Questo intervento si aggiunge ai numerosi ricoveri temporanei di sollievo sempre in Rsa, attivati o in via di attivazione in questo periodo - ha spiegato l’assessore al Welfare Sara Funaro -, e alle altre iniziative predisposte a favore delle persone in condizione di fragilità, come la sorveglianza attiva per coloro che si trovano in una situazione di rischio, soprattutto per via del caldo di questo giorni, e che vengono segnalati dai medici di medicina generale o dagli operatori socio-sanitari”. “A ciò si aggiungono i servizi ordinari - ha continuato Funaro -, come l’assistenza a casa, i pasti a domicilio, i centri diurni o la teleassistenza, che costituiscono anch’essi una risorsa utile in risposta ai particolari disagi tipici del periodo estivo”.
Durante un’ondata di caldo è molto importante che tutti, non solo anziani, bambini e soggetti fragili, rispettino le seguenti norme di comportamento che si possono trovare anche sul sito della Protezione civile: evitare, se possibile, l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria tra le 12 e le 18, ovvero le ore più calde della giornata; evitare di bere bevande alcoliche, consumare pasti leggeri e mangiare frutta e verdura fresche (alcolici e pasti pesanti aumentano infatti la produzione di calore all’interno del corpo); fare bagni e docce d’acqua tiepida; indossare vestiti leggeri e comodi in fibre naturali (gli abiti in fibre sintetiche impediscono la traspirazione, e quindi la dispersione di calore); provvedere a schermare i vetri delle finestre con strutture come persiane, veneziane o almeno tende (per evitare il riscaldamento eccessivo dell’ambiente); accertarsi delle condizioni di salute e offrire aiuto a parenti, vicini ed amici che vivono soli (perché molte vittime delle ondate di calore sono persone sole); bere molta acqua: gli anziani devono bere anche in assenza di stimolo della sete (anche se non si ha sete, il corpo potrebbe avere bisogno di acqua); soggiornare anche solo per alcune ore in luoghi climatizzati per ridurre l’esposizione alle alte temperature. Come ieri anche oggi c’è stato il superamento della prima soglia dell’ozono (soglia di informazione). Come per le ondate di calore, i soggetti più sensibili (bambini, anziani, asmatici o persone affette da malattie dell’apparato respiratorio) devono evitare la permanenza prolungata all’aria aperta.

Questo l’intervento della consigliera del Gruppo Misto Miriam Amato: “Con questo caldo da record oltre alle consuete raccomandazioni chiedo all'amministrazione di fare uno sforzo in più verso le categorie più deboli. Ho presentato una Mozione per abbassare il prezzo d'ingresso nella piscina comunale Costoli ai bambini dai 7 ai 14 anni per la fascia pomeridiana, visto che ad oggi entrando dalle 15 in poi si ha un biglietto unico per bambini ed adulti; come supporto alle famiglie che potranno magari concedersi qualche pomeriggio in più in piscina. Inoltre, raccogliendo l'appello degli animalisti che ribadiscono l'articolo 43 (Limitazioni dell'uso) del nuovo Regolamento di Tutela Animale del Comune di Firenze, in cui al Comma 3, si evidenzia che è vietato sottoporre l'animale ad attività di trasporto quando la temperatura ambiente sia superiore a 35° (gradi centigradi) all'ombra, chiedo un adeguato controllo per garantire l'incolumità degli animali da traino”.

Un piano pluriennale di azioni contro i rischi siccità e carenza idrica ai quali la Toscana potrà essere sottoposta nel corso dei prossimi anni e ai quali dovrà essere in grado di rispondere. La nuova legislatura prende avvio prevedendo una programmazione di lungo periodo per la messa in sicurezza di corsi d'acqua tramite una disponibilità di risorsa idrica, come a suo tempo fu fatto con le dighe di Montedoglio e Bilancino. Alla luce di questo, con una decisione approvata all'ultima giunta, la Regione ha stabilito che a partire da ora fino a settembre gli uffici regionali lavoreranno per approfondire quanto già indicato dal Piano ambientale e energetico regionale (PAER), e cioè la realizzazione di invasi e strutture utili al fabbisogno di acqua. In questo senso risulteranno di particolare aiuto le attività dell'Autorità Idrica Toscana e delle Società di gestione del servizio idrico che dovranno contribuire a mettere in sicurezza idropotabile la Toscana. Il mondo dell'agricoltura da parte sua darà una risposta attraverso il ripristino e la messa in sicurezza di tanti laghetti, per lo più privati, sparsi sul territorio e funzionali alla raccolta di acque superficiali che poi saranno utili sia ai fini produttivi che ambientali. La Regione supporterà e darà impulso anche all'Ente Acque Umbro Toscano nelle diverse attività progettuali e giuridiche per il più celere completamento delle opere di ripristino delle strutture all'invaso di Montedoglio crollate nel 2010. La decisione arriva dopo che la Seconda Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici ha espresso parere favorevole, con prescrizioni, sul progetto definitivo prodotto dall'Ente di rifacimento del cosiddetto sforatore di superficie dell'invaso. Attualmente il volume invasato è di 93 milioni di metri cubi di acqua. Con la nuova realizzazione indicata dal progetto l'invaso sarà capace di contenere 140 milioni di metri cubi di acqua. "Così come abbiamo definito un percorso di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico con il Documento annuale per la difesa del suolo che prevede, anno per anno, in un unico piano le opere necessarie alla difesa dalle alluvioni, vogliamo fare altrettanto sul fronte siccità e per l'adattamento ai cambiamenti climatici – ha detto il presidente Rossi - Siccità e alluvioni sono eventi periodici con i quali dovremo fare i conti nel corso di ogni anno. Il nuovo passo della programmazione è la strategia che vuole mettere in sicurezza i cittadini toscani".

Le cause che determinano le crisi idriche sono note: un cambiamento climatico in atto, nel quale le precipitazioni medie si stanno progressivamente riducendo con un aumento del deficit di disponibilità di risorse idriche, a cui si associano, sempre più spesso, precipitazioni intense e di breve durata e lunghi periodi dell'anno nei quali le temperature medie sono sempre più elevate. Dopo l'accordo del 2009 tra Regione Toscana e Autorità di Ambito per realizzare interventi di miglioramento e razionalizzazione dei sistemi di approvvigionamento idrico, nel 2012, a seguito della carenza idrica che ha colpito tutto il territorio, è stato approvato il Piano straordinario di emergenza per la gestione della crisi idrica e idropotabile. Nell'ambito del piano sono stati programmati 176 interventi di competenza dei gestori del Servizio Idrico da realizzarsi nel triennio 2012-2014 per un valore complessivo di circa 70 milioni. Le risorse finanziarie sono state reperite dai gestori del S.I.I., d'intesa con l'Autorità Idrica Toscana, rimodulando le programmazioni, senza variare il budget complessivo degli investimenti. Si tratta per lo più di interventi di captazione di nuove risorse idriche, di interconnessioni tra acquedotti, di dissalatori e di rifacimento di serbatoi e condotte. Per monitorare l'attuazione degli interventi è stato predisposto un sistema informatizzato di monitoraggio con immissione dei dati da stazioni remote collocate presso le sedi dell'Autorità idrica toscana. Questa la situazione alla fine del 2014: 138 gli interventi attivi, di cui 122 realizzati, 14 in corso, 2 da avviare (realizzazione pari al 88%). I 104 interventi conclusi hanno comportato un costo di € 18.089.113, oltre ai 18 interventi per il superamento delle deroghe sull'acqua potabile per € 20.121.817, anch'essi conclusi ; i 14 in corso comportano costi pari a € 10.398.100. I 2 interventi da avviare richiedono una spesa di € 238.000. Inoltre sono stati annullati 7 interventi per € 467.500, e sono stati riprogrammati oltre il 2014 31 interventi per € 20.141.098. Su 120 interventi attivi, risultano in ritardo 9 interventi.

Redazione Nove da Firenze