El Día de muertos a Firenze

La tradizione messicana celebrata a Badia a Settimo e Villa Petriolo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 Ottobre 2026 23:45
El Día de muertos a Firenze

Dimenticate il grigiore del lutto e la malinconia dell’autunno: per la cultura messicana, la memoria dei defunti è un’esplosione travolgente di colori, profumi e melodie festose. Il Día de Muertos non è un momento di dolore, ma un'autentica e gioiosa celebrazione della vita, un abbraccio caloroso tra il mondo dei vivi e quello di chi continua a guidarci nei ricordi. Quest'anno, la magia di questa tradizione millenaria trova una casa d'eccezione proprio nel cuore pulsante della Toscana. Tra le imponenti mura dell'Abbazia di Settimo a Scandicci e i colli suggestivi di Cerreto Guidi a Villa Petriolo, ci prepariamo a vivere un ponte culturale straordinario. Tra teatro, musica mariachi e alta gastronomia, scopriamo come la nostra terra si accende di nuova luce per omaggiare il ricordo con gioia e condivisione.

Immaginate la solennità secolare dell'Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, a Scandicci, che si accende improvvisamente dei ritmi travolgenti delle chitarre e delle trombe dei Mariachi, intrecciandosi con il fascino della narrazione teatrale. Questa straordinaria atmosfera prenderà vita grazie alla collaborazione artistica tra La Compagnia delle Seggiole e Mariachi el Magnifico de Florencia.

Insieme, attori e musicisti daranno vita a un viaggio emozionante nel cuore profondo del Messico, raccontando la visione millenaria di un popolo che guarda alla morte non come una fine, ma come un naturale e gioioso proseguimento della vita stessa. Un’occasione imperdibile per immergersi in una dimensione in cui l'arte scenica incontra la spiritualità e la memoria.Dettagli pratici e biglietti

  • Date e orari: Sabato 31 ottobre alle ore 21.00 e Domenica 1° novembre alle ore 18.00
  • Luogo: Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, Scandicci
  • Prezzi biglietti: Intero € 20,00 Ridotto € 17,00

Approfondimenti

A Cerreto Guidi, la splendida tenuta di Villa Petriolo trasforma la giornata di domenica 1° novembre in una vera e propria immersione nella cultura latinoamericana. Non si tratta di un semplice evento folcloristico, ma di un appuntamento intimamente sentito, radicato nell'anima stessa della proprietà, fiera delle proprie origini messicane. Qui la memoria si fa festa vibrante, combinando la calorosa accoglienza toscana con l'autenticità dei rituali tradizionali.

L'esperienza si sviluppa attraverso due momenti principali:

A partire dalle ore 12.30, i riflettori si accenderanno sui fornelli del ristorante PS. Qui prenderà forma un raffinato dialogo culinario a quattro mani tra lo chef resident Stefano Pinciaroli e la chef Maria Antonieta Giron Caballero del ristorante El Beso. Un'esperienza gastronomica unica in cui le eccellenze del terroir toscano sposeranno i profumi e gli ingredienti della tradizione messicana, creando una sinergia di sapori irripetibile.La Fiesta Mexicana

Dalle ore 16.30 alle 20.30, la tenuta aprirà le sue porte a un pomeriggio di pura allegria e condivisione. La Fiesta Mexicana promette di conquistare tutti i sensi con un programma ricco e coinvolgente:

  • Musica dal vivo: Esibizioni travolgenti dei Mariachi e la voce calda e passionale di una cantante messicana
  • Viaggio nel gusto: Un super aperitivo che include 6 assaggi ispirati alla tradizione culinaria messicana abbinati a 1 drink
  • Spazio famiglie: Coinvolgenti attività dedicate ai bambini per avvicinare anche i più piccoli al valore del ricordo
  • Spiritualità e tradizione: L'allestimento del classico e suggestivo altare dedicato ai defunti, simbolo di connessione con i propri cari

Gli appuntamenti a Badia a Settimo e Villa Petriolo ci ricordano una verità fondamentale: nonostante le distanze geografiche, tutti gli esseri umani condividono il medesimo e profondo desiderio di conservare intatto il legame con chi non c'è più. Attraverso il linguaggio universale del teatro, le note festose della musica, l'eccellenza del cibo e la condivisione, il ricordo perde ogni velo di tristezza e si trasforma in un inno alla vita.

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