Economie rurali, caccia e fauna selvatica: Marchetti (FI) chiede un piano nuovo

Interrogazione del Capogruppo azzurro in Regione: «Chiedo i dati sulle segnalazioni dei danni da selvatici in agricoltura e zootecnia dal 2015 a oggi»

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 luglio 2019 15:51
Economie rurali, caccia e fauna selvatica: Marchetti (FI) chiede un piano nuovo

«Economie rurali, zootecnia, caccia e fauna selvatica vanno considerati come insieme complesso in cui tutto si tiene. Trovare un punto d’equilibrio spetta alla Regione, ma ancora siamo in attesa di un Piano faunistico venatorio che regoli la materia. Intanto interi raccolti sono compromessi dagli ungulati, cinghiali in testa, coi cacciatori che vorrebbero poter portare maggiore e miglior contributo ma non vengono messi in condizione e via lamentando. Che pensa di fare la Regione, parole a parte?» Questa la sostanza dell’interrogazione appena presentata dal Capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea toscana Maurizio Marchetti che alla giunta toscana chiede risposta scritta a una serie di quesiti.

«Chiedo i dati, innanzitutto – spiega Marchetti – perché avere il panorama dettagliato delle cose è sempre un buon presupposto su cui ragionare. Chiedo quindi dal 2015 in qua quante segnalazioni di danno da fauna selvatica, a prescindere dagli indennizzi, siano annualmente arrivate provincia per provincia. E poi voglio sapere a che punto sia la definizione del Piano faunistico venatorio regionale, Pfvr, su cui la Toscana è indietro e si vede. Amerei poter dire che questa faccenda degli ungulati è sfuggita di mano – incalza il Capogruppo azzurro – ma la verità è che in mano non c’è mai stata. E’ mancata la gestione complessiva, è mancata la visione d’insieme di un sistema, quello selvicolo e rurale, che vede primattori allo stesso livello gli agricoltori, gli allevatori, i cacciatori… serve una politica integrata e di sistema. Fin qui da parte del Pd e della sinistra è mancata, e oggi si piangono i risultati».

Nella sua interrogazione Marchetti sottolinea che ad andarci di mezzo sono anche «le colture di pregio, come alcuni vitigni che rendono la Toscana celebre a livello internazionale». Da qui l’esigenza di domandare alla Regione quali idee di prospettiva abbia, con la richiesta di dati sugli eventi segnalati e sullo stato di elaborazione del Pevr che si accompagna a quello che in un quiz da preserale si chiamerebbe ‘il domandone’ in cui Marchetti domanda alla giunta regionale toscana se «all’interno del prossimo Pfvr non ritenga, nell’ottica di una migliore e maggiore armonizzazione tra esigenze dei protagonisti delle economie rurali e della caccia, di voler valorizzare l’attività venatoria generando così un sistema integrato di attività e valori a tutto beneficio delle biodiversità, degli equilibri faunistici, della tutela degli ambienti selvicolo e rurale e delle attività antropiche correlate che essi ospitano».

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