Droga: segnalavano la presenza ai tossicodipendenti con un drone

Operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Prato. Perquisiscono una donna a Jolo, ma finiscono per arrestare il figlio ventenne


I contatti telefonici tra venditore ed acquirente sono troppo pericolosi quindi è opportuno utilizzare altri sistemi. Il 17 febbraio, alle ore 21.45, a Prato, militari del nucleo investigativo del Reparto Operativo del Comado Provinciale Carabinieri arrestavano per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso” un 27enne ed un 29enne, entrambi domiciliati a Montecatini Terme, celibi, disoccupati, pregiudicati poichè, all’antecedenti ore 18.30, controllati in Prato nei giardini prospicienti viale galilei venivano trovati in possesso di due dosi di “cocaina” quindi perquisita la la Renault “Megane” a loro in uso e li nei pressi parcheggiata, si rinvenivano 4 involucri di cellophane, occultati sotto i sedili, contenenti altri gr.108 di “cocaina” quindi dalle contestuali perquisizioni domiciliari si trovavano altri 2 analoghi involti racchiudenti ulteriori gr.412 sempre di “cocaina”, una bilancia elettronica di precisione, materiale atto al confezionamento delle dosi ed € 1.595, in banconote di vario taglio, provento dell’attivita’ di spaccio, ed il tutto, sequestrato e repertato, verra’ depositato presso l’ufficio corpi di reato del tribunale di Pistoia. p.m. di turno delle procura della repubblica di Pistoia dott. V. G. si stima in € 52.000 il valore della sostanza.

i due operavano nel pomeriggio per lo piu’ nelle aree di spaccio esistenti a ridosso delle aree verdi cittadine frequentate da famiglie con bimbi e, per segnalare la loro presenza ai clienti abituali, utilizzavano un drone a quattro rotori, di piccole dimensioni, di colore arancione che ponevano in volo verticale stazionario a poca distanza da loro. un innocuo gioco da bambini, in luoghi dove giocano i bambini, ai due e’ sembrata una “genialata” che non e’ passata inosservata agli uomini del nucleo investigativo i quali, anche questa volta, hanno portato a casa questo ulteriore successo.

Si tratta dello strano epilogo di un’operazione condotta ieri dai Carabinieri della Stazione di Jolo. Si erano portati presso l’abitazione di una donna indagata per truffa allo scopo di effettuare una perquisizione domiciliare, ma sorprendentemente ne sono usciti arrestandone il figlio quasi ventenne.

Il ragazzo sembrava proprio il soggetto più preoccupato di tutti per quello che stava accadendo, nervoso, insicuro, ma anche insofferente per la visita dei militari. Questi, nel vederlo, si sono ricordati di alcune descrizioni circa un giovane proprio di quell’età segnalato in atteggiamenti equivoci in luoghi frequentati da spacciatori e consumatori di stupefacente ed hanno voluto vederci più chiaro.
La perquisizione nella sua camera ha permesso di rinvenire nr. 2 bustine in cellophane con gr 0,6 ciascuna di hashish, nonché nascosti tra i vestiti, la somma contante di € 450 suddivisa in banconote di vario taglio e un “un panetto” di gr. 32, poi risultato anch’esso hashish. A completare una bilancina elettronica di precisione e 194 bustine in cellophane trasparente con chiusura a “zip”, tutto da utilizzarsi per il confezionamento in dosi.

Non mancava nemmeno la contabilità di questo commercio; un dettagliato quaderno manoscritto contenente conteggi incolonnati sotto le scritte entrata, uscita, totale e rimanenza. Con sorpresa e disappunto della mamma il ragazzo, che nonostante la giovane età ha già in proporzione una consistente letteratura di precedenti giudiziari, è stato così arrestato.

Redazione Nove da Firenze