Droga alle Cascine: nello stesso giorno riqualificazione e degrado

Al rilancio del Parco segue l'episodio dell'accerchiamento subito dai militari dell'Arma e riesplode il caso Cascine


 Sarà uno strano caso del destino ma a distanza di poche ore al piano di riqualificazione dell'area verde segue l'episodio dei carabinieri accerchiati dai pusher durante un controllo anti droga. Riesplode così il caso Cascine. 

Poche ore prima il rilancio del Parco delle Cascine era la bella notizia condivisa dall'Assessore all'Ambiente Alessia Bettini sui Social dei fiorentini che da anni attendono di poter vivere il loro Central Park, e pochissime ore dopo il pusher armato di bastone che minaccia i militari dell'Arma dei Carabinieri diventa la notizia principale che offusca l'ennesimo Masterplan. 
Nel mezzo il sindaco di Firenze, Dario Nardella in visita al presidio di controllo potenziato ad inizio anno proprio per monitorare il fenomeno dello spaccio all'interno del Parco fiorentino: tra le zone rosse il Giardino della Catena presso la Fermata della Linea T1 della Tramvia.

"Siamo stati con il Sindaco a salutare e ringraziare gli agenti della Polizia Municipale e i Carabinieri impegnati da giorni nel presidio del Parco delle Cascine. Un impegno forte in particolare contro lo spaccio nella zona del giardino della catena. Una sfida difficile e lunga che merita di essere affrontata con decisione" ha dichiarato l'Assessore con Delega alla Sicurezza, Federico Gianassi.

La notizia di una serie e funzionale riqualificazione del polmone verde è attesa e richiesta a gran voce dalla cittadinanza e non solo per le passate promesse che hanno visto l'ex sindaco Matteo Renzi impegnarsi in prima persona nel rilancio dell'area tanto da farne una condizione necessaria per la ricandidatura, poi sfumata per l'impegno a Palazzo Chigi. Molti fiorentini sono infatti legati al parco come luogo ludico e sportivo, e nel Pratone affondano i ricordi di tante famiglie che non hanno mancato appuntamenti come il pic nic nell'Anfiteatro per riappropriarsene. 
A che punto è la riqualificazione? Bastano le opere strutturali? Tanti gli interventi portati avanti negli ultimi 15 anni ad iniziare dall'eliminazione dell'eternit lungo i vialetti, fino al recupero di fontane e manufatti e di intere opere come la Grotta del Frate che costeggia la Linea della Tramvia.
Molti i reimpianti oltre ad iniziative di mobilità come la navetta del trasporto pubblico presentata nel 2018 e fino alla ristrutturazione della Passerella pedonale dell'Isolotto. 

 A 24 ore di distanza però, la sicurezza torna all'ordine del giorno.

"Non basta un sopralluogo per esprimere solidarietà. Non basta dire che la lotta allo spaccio continuerà. Senza un centro per il rimpatrio, Firenze e la Toscana sono destinate ad essere territorio di conquista per la malavita di 'importazione'" commenta oggi il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai.

"Invece di scagliarsi contro il decreto sicurezza e lamentare che i migranti ce li ritroveremo in strada a delinquere per colpa del Governo – aggiunge il capogruppo azzurro – il sindaco dovrebbe fare il suo dovere individuando immediatamente un luogo per realizzare il centro per il rimpatrio. È questo l'unico modo per risolvere il problema. E ci piacerebbe anche sapere, visti i precedenti, in quanti, tra i migranti (molti dei quali richiedenti asilo) che spacciano alle Cascine, siano attualmente in carico a strutture del Comune. La realtà è sotto gli occhi di tutti i fiorentini: il parco delle Cascine è da anni territorio franco per chi spaccia e delinque. L'impegno di Carabinieri, Polizia e Polizia Municipale, cui va tutta la nostra gratitudine e solidarietà, non può bastare senza la volontà da parte dell'amministrazione comunale di risolvere alla radice il problema. I nostri uomini in divisa minacciati da gruppi di spacciatori sono l'emblema del fallimento delle politiche di sinistra sull'immigrazione" conclude Cellai.

Redazione Nove da Firenze