DPCM del Governo: a rischio chiusura l'indotto di Baker Hughes?

Anche Nuovo Pignone è invischiato nell'interpretazione dell'ultimo decreto restrittivo del Governo


Il DPCM del Governo esclude dal blocco delle attività produttive le fabbriche che realizzano produzioni essenziali per la lotta al Coronavirus. Viviamo una fase drammatica per il Paese e tutti subiamo le misure di restrizione per il contenimento del Covid-19. Moltissime aziende sono costrette a sacrifici e tanti lavoratori sono in prima linea nello svolgimento di un servizio fondamentale.

Risulterebbe escluso anche il codice Ateco 28.29.2. di Nuovo Pignone di Firenze, un gruppo di stabilimenti di produzione in macchinari e forniture necessarie ai bisogni di tanti comparti industriali. Le lavorazioni di Nuovo Pignone sono realmente “essenziali” e l'azienda rimarrà aperta, grazie alla lettere (d dell'art. 1 dell'ultimo DPCM. Con Nuovo Pignone rimarranno aperte tutte le aziende della filiera, indipendentemente dal loro codice Ateco. Stiamo parlando di decine di migliaia di operai tra Firenze e il resto della Toscana.

Baker Hughes, del gruppo GE company, è la società nata nel luglio 2017 dalla fusione tra GE Oil & Gas e Baker Hughes, prima società fullstream al mondo nel settore dell’oil & gas in grado di offrire attrezzature all’avanguardia e servizi digitali per l’intera catena del petrolio e del gas. Nelle sue quattro divisioni principali sono impiegati circa 5.000 dipendenti su sette siti produttivi italiani (tra cui Massa). Turbomachinery & Process Solutions ha il quartiere generale a Firenze, che è il centro decisionale globale del business. Per la città dunque un bene essenziale e strategico in questo momento drammatico.

Sarebbe il caso di rivedere l’elenco dei settori produttivi inseriti nell’ultimo DPCM e inserire direttamente anche un’industria come questa?

Nicola Novelli