Donati due appartamenti al Comune di Firenze

Dal consiglio via libera alla delibera che accetta l'eredità di una benefattrice. L'assessore: "Esempio straordinario"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Febbraio 2026 17:53
Donati due appartamenti al Comune di Firenze

Morta prematuramente ha donato tutto ciò che possedeva alla comunità. Una generosità rara che vede protagonista la signora Giuseppina D’Antonio. Prima di spirare nel 1963, la donna fece mettere nero suo bianco, nel testamento olografo, le sue ultime volontà: una volta che fosse deceduto il figlio naturale si doveva devolvere il suo patrimonio, costituito da un appartamento a Firenze e una appartamento a Milano, all'Eca (l'Ente comunale assistenza). E così è stato, ma poiché l'Eca non esiste più i due immobili sono entrati a far parte del patrimonio immobiliare del Comune di Firenze. L'ultimo atto questo pomeriggio con l'approvazione dell'apposita delibera, presentata dall'assessore al patrimonio Dario Danti, da parte del consigli comunale.

Nel giugno 2024 alla direzione servizi sociali del Comune arrivò una mail dal procuratore legale dei nipoti di Giuseppina D’Antonio e figli del suo figlo naturale, nella quale si esponeva che la signora, nonna paterna degli assistiti, deceduta nel 1963, lasciava un testamento olografo con il quale istituiva suo erede universale il figlio naturale. Il testamento obbligava quest'ultimo a conservare e restituire alla sua morte all’Eca i beni compresi nel patrimonio ereditario tra i quali, appunto, due immobili: uno in via Iacopo Nardi 65 a Firenze, l'altro in viale Edoardo Jenner 76 a Milano.

“Il gesto della signora Giuseppina è un esempio straordinario di altruismo e sensibilità - ha commentato l'assessore Danti - che si tradurrà in un aiuto concreto, fondamentale per tanti altri cittadini bisognosi di un alloggio. Un gesto che ci fa sperare che anche in un mondo difficile ci sono ancora persone disposte a fare del bene senza chiedere nulla in cambio".

All'Eca, cessata nel 1977, era affidata anche l'amministrazione delle Opere Pie prima concentrate nella Congregazione di carità, le quali, tranne poche eccezioni conservavano statuti, patrimoni e personalità giuridica proprie: tra queste l'Opera Pia Salvi Cristiani, destinata al ricovero di minori, il Dormitorio Pubblico (poi denominato Albergo Popolare) di via della Chiesa, affidato all'Eca nel 1940 e attivo ancora oggi, la Fondazione Ugo Schiff, impegnata nel procurare lavoro ai disoccupati, i 'posti di ristoro femminile e maschile per l'ospitalità diurna dei senzatetto', il 'Presepio Maria Vittoria', uno dei primi asili-nido fondati in città alla fine dell'800.

Durante la seconda guerra mondiale, l'Eca assunse, per incarico del Governo, anche l'assistenza alle famiglie dei richiamati alle armi, dei caduti e dei feriti di guerra; in seguito quella agli sfollati e ai profughi dalle colonie e dalle zone occupate dagli alleati; infine in seguito ai bombardamenti su Firenze e dei drammatici combattimenti del luglio - settembre 1944 per la liberazione della città, l'Eca fu chiamata a soccorrere migliaia di sinistrati fiorentini rimasti senza casa e senza lavoro.

Nell'immediato dopoguerra, sotto la guida di Giorgio la Pira - che ne fu presidente dal 1944 al 1957 - l'ECA dette un importante contributo alla ricostruzione morale e materiale della città, sostenendo con consistenti distribuzioni di indumenti, generi alimentari, pasti caldi e medicinali, il tenore di vita della popolazione. Furono istituiti in quegli anni i Centri sinistrati per l'accoglienza di circa 200 famiglie e due mense popolari per i lavoratori. 

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