Maltempo: domenica su Firenze venti da moderati a forti

Viabilità e piano neve: intervento del Presidente Regionale CNA FITA Toscana Michele Santoni


Nei prossimi giorni le previsioni meteo hanno evidenziato una nuova perturbazione, abbinata ad un calo termico, che interesserà il Centro Italia. La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze segnala un codice giallo per vento domenica 10 gennaio 2021 su tutto il territorio della Città Metropolitana, esclusa l'area della Valdelsa-Valdera. Venti da moderati a forti con raffiche localmente molto forti sui crinali appenninici.

Come è consuetudine, sono state attivate tutte le procedure contenute nel Piano Neve di Viabilità Italia. Il modus operandi, come i recenti fatti avvenuti nel nord ovest hanno ribadito, è quello di limitare l’accesso ai mezzi pesanti alle infrastrutture autostradali, fino ad arrivare a limitare la circolazione con decreti prefettizi sui territori coinvolti dalla perturbazione.

"Personalmente trovo estremamente inaccettabile che invece di cercare soluzioni e capire cosa fare per evitare i disagi, si blocchi la categoria veicolare che da sempre viene ingiustamente vista come pericolosa. Categoria che rappresento, di cui orgogliosamente faccio parte, e che è l’attore principale di un settore strategico per l’intera economia. Le nostre aziende, come tutte le aziende italiane, hanno bisogno di infrastrutture sicure e sostenibili -interviene il Presidente Regionale CNA FITA Toscana Michele Santoni- Pur pagando il più alto pedaggio autostradale europeo, ogni qualvolta venga diramato un bollettino meteo ipoteticamente pericoloso non sappiamo se potremo portare a termine i nostri doveri. Spesso ci troviamo bloccati od impossibilitati a continuare il nostro viaggio per pochi centimetri di neve nonostante i nostri mezzi, come giustamente previsto dalla legge, siano equipaggiati con tutti i dispositivi utili a farvi fronte (gomme antineve e catene). Noi autotrasportatori siamo i primi a voler circolare in tranquillità ed in sicurezza e non avremmo mai alzato la voce se le nevicate degli ultimi periodi fossero state davvero così copiose; ma vedere attuato un blocco alla circolazione solo perché è più conveniente e “sicuro” chiudere le principali arterie invece di prevenire e pulire la sede stradale, non è accettabile in un paese evoluto come il nostro. Allora cosa dovrebbero fare i paesi del Nord Europa? Per 8 mesi all’anno dovrebbero bloccare tutta l’economia nazionale? Non mi sembra che sia così. Ulteriore problema è che chiudendo le principali vie autostradali tutto il traffico pesante viene dirottato sulla rete secondaria, andando così a creare situazioni pericolose considerato che le infrastrutture secondarie hanno pendenze e conformità morfologiche del terreno ben diverse dalle lineari autostrade. Non è accettabile che ogni inefficienza, ogni blocco (spesso evitabile), ricada sulle spalle dell’autotrasporto, con dei costi altissimi. Non stiamo parlando di metri di neve, ma di leggere precipitazioni che potrebbero essere tranquillamente neutralizzate con una fase di prevenzione semplice: intervenire in anticipo con mezzi spargisale e potenziando quelli addetti allo sgombero della neve. E non diamo sempre la colpa ai mezzi pesanti “intraversati” perché non avevano le dotazioni invernali; inaspriamo le pene per chi non è dotato di tali strumenti, ma cerchiamo di far circolare il resto, con tutti i mezzi possibili. La competitività di un intero sistema non si crea e si mantiene penalizzando e danneggiando sempre e solo una categoria che, piaccia o no, è strategica e vitale per l’intero comparto sociale nazionale".

Redazione Nove da Firenze