Domenica 1 marzo Alessandro Benvenuti al Teatrodante Carlo Monni

Con Marina Massironi anche sabato 28 febbraio al Teatro Comunale di Pietrasanta

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 Febbraio 2026 14:48
Domenica 1 marzo Alessandro Benvenuti al Teatrodante Carlo Monni

Una domenica interamente dedicata al teatro e alla parola d’autore quella del 1° marzo al Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio (piazza Dante 23): protagonista sarà l’attore, regista, sceneggiatore e musicista italiano Alessandro Benvenuti che andrà in scena con l’attrice Marina Massironi alle 21 con lo spettacolo “La tigre” di Ramon Madaula, nella versione italiana di Pino Tierno, la regia di Alessandro Benvenuti, una produzione Attori & Tecnici.

“La tigre” è la paura che tutti abbiamo e che, impossibile da nascondere, va solo accettata e gestita come meglio si può: la condizione nella quale, più o meno, ognuno di noi oggi si trova. Ad anticipare lo spettacolo, alle 18, la presentazione nell’ambito di “CaRa: Libri di Stagione” del libro di Benvenuti "Il teatro della sorpresa” (FlorenceArtEdizioni, 2024), insieme all’autore e Bruno Santini in un incontro che offrirà al pubblico uno sguardo privilegiato sul suo percorso artistico, tra memoria, poetica e visione del mestiere dell’attore.

Anche per l’appuntamento in programma al Teatro Comunale di Pietrasanta sabato 28 febbraio abbonamenti e biglietti sono andati completamente esauriti (ore 21.00) nel cartellone firmato dalla Fondazione Versiliana.

Approfondimenti

“La tigre” mette in scena l’incontro tra un rinomato specialista dello sviluppo personale, aspirante guru, e un’importante fotografa incaricata di immortalarlo. È il confronto tra una donna di sostanza e un uomo di fumo, tra il “pratico” e l’“ideale”, tra chi racconta come rendere meravigliosa la vita degli altri e chi prova a catturarne la verità attraverso l’obiettivo.

Lui vorrebbe apparire, lei desidera restituirlo esattamente com’è. Lui non pensa di essere in crisi, lei sa benissimo di esserlo. Eppure una cosa li accomuna: lui non è quello che crede di essere e lei non è affatto chi dice di essere. Attraverso dialoghi serrati, ironia e improvvisi slittamenti emotivi, la pièce costruisce un duello psicologico che ruota attorno alla ricerca della felicità, smascherando illusioni, fragilità e autoinganni. Con intelligenza e profondità, “La tigre” affronta il tema universale della paura come elemento ineliminabile dell’esistenza, invitando a riconoscerla e a farne una forza consapevole, in un equilibrio sottile tra leggerezza e introspezione.

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