Distretto conciario: in Toscana avanguardia, nella produzione e nel rispetto dell'ambiente

I conciatori toscani forniscono i pellami ai brand più esigenti, quelli cioè che comprano pellame solo di altissima qualità


Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, partecipando all'evento "Emozione pelle", organizzato da Assoconciatori, nel corso del quale si è parlato dell'evoluzione del distretto, del tema della ecosostenibilità e dell'economia circolare, della capacità di reggere alla crisi e di continuare ad attrarre investimenti, ha dichiarato: "Siamo di fronte ad un distretto produttivo all'avanguardia, che ha sempre affrontato i problemi dei cambiamenti economici rispettando il lavoro e l'ambiente. I conciatori toscani forniscono i pellami ai brand più esigenti, quelli cioè che comprano pellame solo di altissima qualità. A ragione si può affermare che non vi sia nel mondo una sola boutique della moda dove non si trovano capi con pelle conciata nel distretto di Santa Croce sull'Arno".

"Nel distretto conciario – ha continuato Rossi - si è realizzato un dialogo sociale e istituzionale che ha dato risultati di crescita assolutamente unici, esaltando un valore tipicamente toscano, discutere rispettandosi reciprocamente e in modo sempre costruttivo. E, accanto, la capacità degli imprenditori ad investire nella ricerca e a produrre rispettando l'ambiente, un obiettivo che trenta anni fa sembrava irraggiungibile e che invece nel distretto conciario si è realizzato: esattamente quello che ci chiede l'Europa, tanto che la zona del cuoio è tra le migliori realtà a livello europeo per quanto riguarda l'economia circolare".

Affrontando in particolare il tema dello smaltimento dei residui di lavorazione, Rossi ha sottolineato come la Regione stia lavorando a stretto contatto con gli imprenditori. "Credo che in poche settimane si riuscirà ad avere un accordo di programma che risolva la situazione nell'immediato, un accordo che potrà essere preso ad esempio anche da altri distretti della Toscana per il miglioramento dell'economia circolare. Non solo si va nella direzione che indica l'Europa, ma ci si mette nella condizione di competere sui mercati e di attrarre investimenti: se ci mettiamo a posto in questa materia creiamo le basi per lo sviluppo del manifatturiero nei distretti toscani, che sembravano in declino solo pochi anni fa e che invece hanno reagito e superato in modo brillante i momenti peggiori della crisi".

"Il risultato di tutto questo, che è il vero capolavoro del distretto conciario, - ha aggiunto Rossi - è che per avere le pelli migliori del mercato si deve venire per forza a Santa Croce. Un fenomeno che dovrebbe essere studiato all'Università, per ricostruire una vicenda storica che si può forse ricondurre alla mezzadria contadina o al governo illuminato dei Lorena che hanno dato un'impronta decisiva alla Toscana, per l'equilibrio, per la buona amministrazione, per il dialogo".

"Un territorio – ha concluso il presidente Rossi – che ha anche mostrato una forte capacità di integrazione di lavoratori di altri Paesi. L'afflusso di manodopera, formata e da formare, che poi entra nei processi produttivi, non è un problema banale per il prossimo futuro. Studi demografici indicano che nei prossimi 15 anni mancheranno in Italia 300mila addetti al mondo del lavoro, 20mila nella sola Toscana. Se l'Europa, l'Italia e quindi la Toscana vogliono mantenere la loro capacità di produrre ricchezza, di fronte alla crisi demografica in atto, hanno bisogno di avere un apporto di manodopera che credo andrebbe selezionato nei Paesi d'origine costruendo poi canali di integrazione".

Al termine dell'incontro il presidente Rossi ha consegnato una targa al direttore dell'Associazione Conciatori Piero Maccanti, "colpisce la passione, la dedizione al lavoro e il gettarsi in un mestiere per mettersi quotidianamente alla prova, tratti tipici del carattere dei toscani che Maccanti rappresenta molto bene".

Redazione Nove da Firenze