Disabilità: ripreso il presidio di protesta davanti alla Regione Toscana

Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (Sinistra Progetto Comune): “La dignità negata dalle decisioni del governo regionale sul tema della non autosufficienza”. Sarti: “il piano triennale di vita indipendente non basta. Abbandonare percorsi di istituzionalizzazione”


E' ripreso il presidio quotidiano lanciato dall'Associazione Vita Indipendente, che si ritrova tutte le mattine, dalle 10.00 alle 13.00, di fronte alla sede della Regione Toscana di piazza Duomo.

“La Regione Toscana modifichi il piano triennale dedicato ai progetti di Vita indipendente. Le risorse stanziate sono insufficienti ed è necessario garantire maggiore autonomia di scelta alle associazioni del settore, rafforzando le forme di progettazione abitativa sociale a residenzialità leggera e abbandonando i consueti percorsi di istituzionalizzazione”. Lo ha ribadito stamani il consigliere regionale di Toscana a Sinistra Paolo Sarti intervenendo, insieme alla collega Monica Pecori del Gruppo misto Toscana per Tutti, al presidio organizzato dalle associazioni per la Vita Indipendente davanti alla sede della Giunta regionale in piazza Duomo a Firenze. “Crediamo fermamente che l’emergenza Covid-19 ci imponga di ripensare il modello di assistenza alle persone non autosufficienti favorendo un’assistenza territoriale di prossimità e adottando soluzioni già realizzate in molti paesi d’Europa, come abitazioni dedicate alla vita indipendente, housing sociale e cohousing”. “Dobbiamo perseguire modelli in grado di garantire quanto più possibile l’autonomia delle persone. Privilegiandone la permanenza nel proprio domicilio e nel proprio contesto abituale si migliorerebbe la qualità della vita riducendo o ritardando l’intervento dei servizi dedicati”, ha spiegato Sarti, il quale ha presentato insieme al capogruppo Tommaso Fattori ha presentato una mozione consiliare - sottoscritta anche dalla consigliera Pecori - che chiede una revisione del piano triennale e impegna la giunta a implementare le risorse finanziarie per dare una risposta efficace, in termini quantitativi e qualitativi, alle persone che usufruiscono del progetto Vita Indipendente.

“Quanto costa potersi permettere una vita indipendente? Questa è una domanda che si è costretti a fare, in questo tipo di società, dove senza risorse economiche si finisce ai margini, tutelati nel migliore dei casi solo per le emergenze. Lo vediamo benissimo – spiegano i consiglieri di Sinistra progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – in sanità e nel socio-sanitario, ambiti in cui la pandemia e l'emergenza legata a Covid-19 hanno acceso i riflettori su limiti e carenze apparentemente riconosciuti all'unanimità. Sui territori si vive male, se si hanno difficoltà e non si hanno particolari disponibilità economiche, che comunque sarebbe ingiusto dover impiegare per servizi universali e garantiti dalla carta costituzionale. Viviamo in una Repubblica che dovrebbe appoggiarsi sulla fiscalità generale, attraverso un meccanismo di progressività che permetta un'equa suddivisione alla base. Così non è. Anche la Regione Toscana, che pure dichiara di essere dalla parte delle persone più in difficoltà, ha confermato in questi mesi l'assoluta inadeguatezza delle sue decisioni in relazione ai bandi per la non autosufficienza. Tra gli elementi sbagliati delle recenti decisioni che sono state prese, c'è anche quello di una seconda graduatoria che crea discriminazione tra un prima e un dopo tra le persone che fanno richiesta di accedere ai bandi. Se si amplia l’offerta in termini di platea, stanziando meno, è chiaro che si rischia anche un peggioramento complessivo del quadro. Per questo –continuano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune– Abbiamo voluto raggiungere questa lotta stamani, per testimoniare la nostra solidarietà e il nostro sostegno a questa fondamentale battaglia di civiltà, che ci parla dell'incapacità delle nostre società di saper guardare fuori dal mercato, mettendo al centro i bisogni delle persone. Confidiamo che il Consiglio regionale, prima della fine della consiliatura, anche solo per un minimo di decenza in vista della campagna elettorale, accolga la proposta di Toscana a Sinistra, che impegna a rivedere la delibera di giunta – concludono Palagi e Bundu – contestata giustamente da Vita Indipendente, garantendo alle persone maggiore autonomia, attraverso un aumento indispensabile delle risorse finanziarie”.

Redazione Nove da Firenze