Decreto Sicurezza in Toscana: senza dimora né servizi sociali, cosa accadrà?

I sindaci toscani sostengono il ricorso per incostituzionalità


La Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costizionale. A preoccupare molti sindaci del territorio è il nuovo status che si viene creare "Le persone che non hanno più dimora e possibilità di accesso ai servizi, saranno con più facilità intercettate dalla criminalità" spiegano i primi cittadini dell'hinterland fiorentino.

 Dopo le dichiarazioni del sindaco Metropolitano che guida il capoluogo, anche undici sindaci dell’Empolese Valdelsa intervengono in modo unitario nel dibattito sull’attuazione del Decreto Sicurezza "Come amministratori non possiamo che applicare le disposizioni in vigore fintanto che non intervenga una pronuncia di incostituzionalità, la cui questione può essere sollevata di fronte alla Corte costituzionale da un Giudice o da una Regione, oppure una modifica in Parlamento così come richiesto anche dall’Associazione dei comuni italiani. Tuttavia riteniamo che la cancellazione del permesso per motivi umanitari costituisca una grave menomazione del sistema di asilo, che solo in minima parte sarà surrogato dal nuovo status di protezione speciale per rischi di persecuzione o tortura; genera inoltre una grossa incertezza su procedimenti amministrativi e giudiziari in corso, soprattutto in coloro che alla data di entrata in vigore del DL avevano presentato domanda di protezione internazionale o il ricorso a seguito di un primo rigetto".
Per quanto riguarda la permanenza nei centri, "Se i richiedenti asilo – e solo loro - potranno ancora essere accolti nei CAS, chi ha ottenuto un permesso per motivi umanitari viene espulso dal sistema di accoglienza; in conseguenza di questa grave disparità di trattamento, si lascia fin da subito i migranti senza sostegno materiale ma con titolo a rimanere nei nostri territori. Risultato di tutto questo non sarà certo più sicurezza, ma l’aumento della percezione di allarme sociale, sul quale finora si è speculato a fini elettorali. Le persone che non hanno più dimora e possibilità di accesso ai servizi, saranno con più facilità intercettate dalla criminalità aumentando insicurezza dei cittadini, oltre ad aumentare il clima di odio nei confronti di queste persone. Infine la nuova legge ha stabilito che il permesso di soggiorno per richiesta asilo “non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica. Applicando la legge, non potranno più essere effettuate iscrizioni anagrafiche sulla base del solo permesso di soggiorno per richiesta di asilo. Sbaglia chi pensa che cancellare il diritto alla residenza nel territorio dove ha sede il centro di accoglienza sia un modo per creare fantasmi nelle nostre comunità: vigileremo affinché i richiedenti asilo, in quanto regolarmente soggiornanti sul territorio, abbiano la stessa parità di trattamento e di accesso ai servizi pubblici degli altri cittadini stranieri e di chi ha ottenuto la protezione internazionale. Come Empolese Valdelsa siamo pronti a dare il nostro contributo per trovare soluzioni diverse" concludono i primi cittadini di Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci.

“Il sindaco Nardella si unisce alla cordata dei ‘sindaci ribelli’ che minacciano di voler boicottare una legge dello Stato, il decreto sicurezza, sul tema dei migranti irregolari. La sfumatura nardelliana, rispetto ad altri, è quella di radunare gli avvocati per studiare un possibile ricorso alla Corte Costituzionale. Dal punto di vista politico, è un dato molto chiaro: oggi sappiamo con chi sta, Nardella, su questo tema. Ma ciò che il sindaco dovrebbe spiegare ai cittadini che ha amministrato in questi cinque anni è che fine abbia fatto il Centro per il rimpatrio che solo lo scorso agosto dichiarava essere indispensabile per Firenze e provincia” dichiara il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai.

“Appena lo scorso agosto, il primo cittadino PD diceva che c’erano 231 migranti che, respinti dai centri di accoglienza perché senza titolo per soggiornarvi, erano diventati ‘fantasmi’. Oggi spara una cifra molto diversa: 900, tra Firenze e provincia, che verrebbero spediti in strada per effetto del decreto. Su che basi Nardella afferma questo? Ha delle direttive della Prefettura? Ha dei dati che noi non abbiamo? E se sì, venga in Consiglio comunale e ce li mostri, altrimenti siamo nel campo della pura propaganda della sinistra alla De Magistris, Orlando e compagnia cantante” aggiunge il capogruppo azzurro. Ci si può dividere politicamente, certo, sulle maglie dell’accoglienza, ma non si può fare allarmismo col solo scopo di attaccare un ministro o una legge sgraditi – conclude Cellai –. La realtà dei fatti ci dice che senza un centro sul nostro territorio, i problemi legati alle migrazioni resteranno, ed è tutto da dimostrare che gli effetti della legge siano quelli descritti da Nardella e gli altri sindaci ‘rossi’. Non ci risulta che la legge sia retroattiva, quindi come può affermare oggi che un migliaio di persone si troverebbero da domani su una strada? Nardella sia serio, e intervenga sul presidente della Regione per realizzare il centro per il rimpatrio. Sarà sempre troppo tardi, ma almeno i fiorentini potranno ricordarlo dopo il prossimo maggio per almeno una cosa buona fatta quando ancora era sindaco”. 

Intanto Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e fondatore di Italia in Comune, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano “Sicuramente io sarei disponibile ad un confronto. Il ruolo di Conte, come già accaduto per il bando periferie, è un po’ quello di giocare di rimessa. Quando o Di Maio da una parte o Salvini dall’altra non condividono le linee di decreti che poi hanno un impatto sulla vita dei cittadini e delle comunità a partire da quello che i sindaci devono gestire, di fatto arriva il premier Conte che dice: sono disponibile al dialogo”.
Salvini dice cheil decreto sicurezza lo abbiamo già discusso, limato per tre mesi e migliorato". “Mi piacerebbe chiedergli con chi l’ha limato e con chi l’ha condiviso –ha dichiarato Pizzarotti-. Vorrei sapere quali sono state le azioni e gli incontri che ha fatto, perché all’Anci è stato presentato come già fatto senza possibilità di discussione. Quindi il suo concetto di condivisione e di ascolto è un po’ diverso dal nostro. E’ evidente che questo decreto abbia una grandissima parte di propaganda politica rispetto al proprio elettorato in vista delle elezioni e dopo, per rispondere a quello che si era detto di infattibile durante la campagna elettorale. Questo decreto, togliendo diritti e possibilità di riconoscimento, di residenza, senza poi intervenire sui rimpatri, è evidente che crea nuovi irregolari, saranno decine di migliaia quelli che nei prossimi anni diventeranno irregolari. Si andrà dunque aumentando quel numero che da sempre Salvini contesta, abbiamo troppi irregolari ma ne creiamo di nuovi. Salvini diceva che in quarto d’ora li avrebbe rimpatriati tutti, poi ha detto: beh, in effetti ci vorrebbero 80 anni e non si parla più di rimpatri, ma si parla di persone che perdono diritti. Non è un tema di accordo politico e di sensibilità politica, è un tema numerico evidente”.
Leoluca Orlando è pronto a dare il via alle prime iscrizioni all'anagrafe per i migranti. “Vediamo questi primi atti da chi verranno fatti e come –ha dichiarato Pizzarotti-. Un sindaco è il primo a dover rispettare le leggi che vengono emanate, casomai se non le condivide dovrebbe provare a combatterle sul piano politico o giuridico per farle modificare, quindi la strada della Corte Costituzionale mi sembra quella più adeguata per rispondere a questo tipo di leggi. Però sono curioso di vedere quali saranno gli atti. Un’amministrazione si muove per atti, i funzionari non vengono dalla politica, non devono fare politica e quindi mi chiedo come non rispetteranno una legge nazionale, solo perché gli arriva una lettera del sindaco. O le firma tutte Leoluca Orlando non facendo nient’altro perché poi gli atti sono tanti e complessi e ammesso che si possa fare… Sto alla finestra a vedere cosa farà, io non credo molto a questo tipo di disobbedienza dal punto di vista normativo, credo più nel lavoro istituzionale per cambiare le cose che non vanno”.
Di Maio ha detto che i sindaci ‘disobbedienti’ vogliono solo fare un po’ di casino per campagna elettorale e per sentirsi un po’ di sinistra. “Sono parole che mi hanno dato fastidio –ha affermato Pizzarotti-. Parla lui che non ha neanche mai amministrato il suo condominio, e questa è una certezza, non è un’opinione. Prima bisogna passare dal confronto con le persone per capire cosa serve e perché un sindaco si prende la responsabilità di dire e fare certe cose. Io mi farei prima la domanda. Mentre la risposta più facile della politica è buttarla in rissa e dire: tu fai campagna elettorale. E non si scende più nel merito. Io vorrei parlare del merito, dei numeri, degli studi che dicono che questo decreto produrrà più irregolari e più spesa sociale perché se queste persone dormono sotto il ponte e hanno bisogno di un pasto cosa facciamo? Ci giriamo dall’altra parte? Questo è il tema. Fare l’amministratore rispetto a fare il ministro vuol dire affrontare i problemi concreti di persone che ti bussano alla porta, non che leggi sul giornale”.

Redazione Nove da Firenze