Cure in attesa della nuova piazza mercato

A che punto sono i lavori? La precisazione degli uffici pubblici: nessun ritardo, i cantieri termineranno come previsto a maggio. Grassi e Verdi (Frs): “I nodi vengono al pettine, le promesse diventano fallimenti e Nardella dovrebbe ammettere la propria responsabilità”


Piazza delle Cure attende la riqualificazione dopo quei 12 mesi di cantiere che ne scandivano la rinascita: nuova copertura, parcheggio, stalli per i banchi, panchine, aiuole e nuove uscite del sottopasso. Lavori invasivi, con demolizioni e ricostruzioni e con una promessa strappata dalla Commissione comunale presieduta da Leonardo Bieber di intervenire anche nel sottopasso ferroviario per metterlo in sicurezza e impermeabilizzarlo. Un cronoprogramma che ha visto i residenti in paziente attesa ed i commercianti ambulanti assaporare il gusto del ritorno, dopo il trasferimento sul viale Paoli.

"Il sindaco aveva assicurato che l'inaugurazione del nuovo mercato coperto sarebbe avvenuta a gennaio 2019" commenta oggi il vice presidente del Consiglio regionale, spesso impegnato al fianco degli ambulanti fiorentini. "I lavori sono ancora in alto mare, e previsioni ottimistiche parlano di diversi mesi ancora di cantieri" afferma il vicepresidente Marco Stella, coordinatore fiorentino di Forza Italia. "Il problema principale - osserva Stella - è rappresentato dai banchi dello storico mercato, ora spostati a Campo di Marte. Banchi, lo ricordiamo, che mantengono circa 300 famiglie. L'assenza prolungata non ha fatto bene ai commercianti e sta impoverendo il tessuto delle Cure. I residenti poi, dopo un anno di cantiere - sottolinea il vicepresidente dell'Assemblea toscana - iniziano a essere esausti, non ne possono giustamente più di polvere, caos e smog, di transenne, e di camion che spesso e volentieri congestionano anche il traffico in tutta l'area. Piazza delle Cure deve tornare presto, dopo i lavori, a essere quella di prima: il nucleo intorno a cui ruota la vita del quartiere. Purtroppo, come raccontano i residenti, i cantieri sono andati a rilento per mesi, con un pugno di operai a lavorare, e di conseguenza l'inaugurazione slitterà di parecchi mesi".

I lavori di riqualificazione di piazza delle Cure termineranno nei tempi previsti, ovvero a maggio. È quanto precisano gli uffici della mobilità. Gli uffici spiegano infatti che i lavori sono articolati in due lotti: il primo iniziato ad aprile (il 28 marzo è la data della consegna alla ditta dell’area di cantiere) ha riguardato la vecchia area del mercato e previsto la demolizione dell’edificio di Publiacqua. Il secondo lotto, avviato ad agosto (i lavori sono stati consegnati l’8), è tutt’ora in corso e sulla base del contratto ha una durata di 270 giorni naturali e consecutivi. Quindi, calendario alla mano, si arriva a inizio maggio. Questi lavori sono stati preceduti da un intervento propedeutico di Toscana Energia, iniziato a febbraio che però esula dal cronoprogramma dell’intervento di riqualificazione. Per quanto riguarda i sottoservizi, gli uffici della mobilità confermano la presenza di numerosi condutture in posizione non conosciuta, anche di privati, nonostante le conferenze dei servizi che hanno coinvolto i gestori e la consegna da parte loro della documentazione relativa. In particolare si tratta di tubazioni di Publiacqua, quindi acquedotto e fognatura.

“Repubblica entro Natale, Cure entro l'anno. Queste le promesse dell'amministrazione Nardella ripetute per mesi, come un mantra, a chiunque chiedesse i tempi di conclusione dei lavori di riqualificazione delle due piazze. Per la piazza del centro storico – commentano Tommaso Grassi e Donella Verdi di Firenze riparte a sinistra – hanno speso parole tutti gli esponenti della maggioranza fino a qualche giorno fa, per la piazza del quartiere 2 persino nero su bianco, poco più di un mese fa, l'assessore annunciava che non c'erano ritardi e che i lavori procedevano come da cronoprogramma: peccato che oggi si scopre che le Cure saranno concluse non prima della prossima primavera inoltrata, forse agosto 2019, per Repubblica invece si andrà sicuramente ad anno nuovo, facendo senza dubbio un danno significativo alle attività commerciali presenti, come testimonia anche la recente e triste chiusura delle Giubbe Rosse”. “In questi giorni da Repubblica alle Cure, i nodi vengono al pettine, le promesse diventano fallimenti e Nardella e soci dovrebbero ammettere la propria responsabilità sulle date mancate. Non vogliamo poi dimenticare che anche la tramvia che avrebbe dovuto portarci in giro almeno per Capodanno, ha subito ulteriori e nuovi ritardi che hanno fatto slittare la inaugurazione ai primi mesi del 2019. Non si possono annunciare date, far credere alla cittadinanza che si è capaci di mantenere gli impegni e poi, a ridosso delle scadenze, trovare mille scuse per motivare i rinvii. Che alle Cure ci fosse qualcosa che non andava ce ne eravamo resi conto fin dalla scorsa estate e avevamo segnalato e chiesto lumi all'amministrazione che puntualmente ci aveva additato, come se tifassimo contro la Città, che era tutto in ordine e le scadenze sarebbero state rispettate. Adesso che dicono? Nulla, se non che la colpa è dell'azienda e della pioggia, come se fosse un evento eccezionale nel periodo invernale e non calcolabile in fase di stima dei tempi. Se davvero fosse colpa delle ditte – aggiungono i consiglieri di Firenze riparte a sinistra – perché ogni volta che ci sono ritardi non riusciamo mai a portare nelle casse comunali un solo euro di penali? Forse tutta questa responsabilità non la devono avere, o peggio il Comune è così magnanimo di esimere dal pagamento delle penali per i ritardi, che provocano inevitabilmente disagi e danni alla cittadinanza e alle attività commerciali?”. “Una città non può rimanere ferma e la manutenzione ordinaria e straordinaria di piazze e strade è essenziale per garantire la vivibilità e la riqualificazione della Città, non solo nel centro storico ma anche nelle periferie. Di piazza delle Cure – concludono Donella Verdi e Tommaso Grassi – siamo stati fautori che venisse fatto un progetto ma, adesso, ci chiediamo se questa amministrazione sia davvero in grado di portare avanti lavori impattanti o se invece dimostra la propria inaffidabilità e incapacità sotto il peso degli annunci e delle promesse non mantenute e dei ritardi nei lavori che puntualmente registriamo”.

Redazione Nove da Firenze