Covid in Toscana, 507 nuovi casi il 13 gennaio

Il dato su oltre 15mila tamponi molecolari e test rapidi. 11 decessi. La vaccinazione degli insegnanti è prevista in fascia due. Occhi puntati sulle Rsa


I nuovi casi positivi registrati in Toscana sono 507 su 10.258 tamponi molecolari e 4.792 test rapidi.

La sintesi

▪️ 507 nuovi casi

▪️ 10.258 tamponi eseguiti 

▪️ 878 ricoverati (-32 da ieri)

▪️ 140 terapia intensiva (+3 da ieri)

▪️ 11 decessi (3.916 totali)

▪️ 465 guarigioni cliniche (-2 da ieri)

▪️ 112.933 guarigioni virali (+395 da ieri)

Intanto ieri sera in consiglio regionale è stato fatto il punto sulla campagna vaccinale.

“Nella prima fase rivolta agli operatori sanitari sono stati individuati dodici Hub per la distribuzione del vaccino di Pfeizer, che ha bisogno di una gestione centralizzata, ma abbiamo lavorato anche su oltre quaranta luoghi secondari di somministrazione del vaccino in tutto il territorio regionale, accessibili senza difficoltà da tutti i soggetti interessati. Nella seconda fase prevista per la seconda metà di febbraio (anziani, categorie legate a particolari patologie, disabilità, addetti a servizi. Siamo di fronte a diversi scenari rispetto a quantità, tipologie di vaccino, target di popolazione da raggiungere, realtà territoriali differenziate. Le varie ipotesi saranno valutate sulla base del vaccino disponibile. A Pfeizer si affiancheranno Moderna e poi AstraZeneca, molto più gestibile, e forse anche Johnson&Johnson. Da questo dipenderanno le scelte da compiere per la fase che interesserà tutta la popolazione e che probabilmente coinvolgerà i medici di medicina generale”.


Così l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini ha sintetizzato il quadro generale entro il quale è iniziata la campagna vaccinale nella nostra regione, rispondendo a varie interrogazioni sul tema. “La capacità adattiva sarà la vera chiave di successo o insuccesso” ha sottolineato l’assessore, osservando, in risposta all’interrogazione di Marco Stella (FI), che il piano operativo della Regione “frutto dell’impegno congiunto di tutto il Servizio sanitario, è costruito in modo da adattarsi alle possibili evoluzioni del contesto ed è improntato alla capacità di rispondere in modo rapido ed efficiente ai diversi scenari”.


Più in particolare le persone con patologie croniche ed invalidanti saranno vaccinate nella fase 2 come previsto dal piano nazionale verso la fine di febbraio. I lavoratori nella raccolta e smaltimento dei rifiuti di persone positive al Covid 19 rientrano invece nella terza fase del piano nazionale. La vaccinazione degli insegnanti è prevista in fascia due.


Nella risposta alla interrogazione presentata dalla Lega, primo firmatario Marco Casucci, Bezzini ha precisato che farmacisti, volontari che operano nell’emergenza-urgenza, addetti alle pulizie nei reparti Covid rientrano tutti nella prima fascia e fanno parte di quelle 116mila persone che hanno dato l’adesione entro dicembre e saranno completamente vaccinate entro febbraio.


Più in dettaglio Bezzini, rispondendo all’interrogazione della consigliera Silvia Noferi (M5S), ha ricordato che il personale sanitario operante nelle Usca è stato inserito nelle vaccinazioni con chiamata diretta dal 31 dicembre al 3 gennaio. I medici di medicina generale ed i medici di continuità assistenziale hanno avuto accesso al portale delle vaccinazioni dal 9 gennaio ad oggi e si sono già vaccinati in 3727.


Il 5 gennaio scorso sono state consegnate solo 5 scatole di vaccini rispetto alle 25 previste. Il rimanente è stato consegnato nella prima mattinata del 7, permettendo di eseguire tutte le vaccinazioni prenotate nei tempi previsti. Lo ha assicurato l’assessore, rispondendo all’interrogazione della Lega, presentata da Andrea Ulmi ed Elisa Montemagni.


Il portavoce dell’opposizione Marco Landi ha invece sollevato il problema dei disabili autosufficienti e non autosufficienti e di chi si prende cura di questi ultimi. “Il tema è all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni e del Governo – ha risposto Bezzini – Auspichiamo che trovi soluzione al più presto, anche grazie all’aumento di disponibilità dei vaccini più facilmente gestibili”.

“L’assessore ha mostrato grande onestà intellettuale nel dichiarare che non ci sono risposte certe in uno scenario così variabile – ha affermato Andrea Ulmi (Lega) – Emergono però alcune criticità, come quella che ha fatto scendere sul piede di guerra i medici di famiglia, che non hanno potuto vaccinarsi, come del resto i farmacisti e noi dentisti”.

“E’ fondamentale mantenere questo rapporto di comunicazione fra Giunta e Consiglio – ha osservato Silvia Noferi (M5S) – Quanto tempo servirà per vaccinare il 70 per cento della popolazione? Sono numeri enormi. Non credo che possiamo aspettare molto tempo”.

Inoltre, occhi puntati sulle Rsa toscane in tempo di pandemia, con l’interrogazione del consigliere Maurizio Sguanci (Iv), cui ha risposta in Aula l’assessore alle politiche sociali Serena Spinelli.


Quali le iniziative del Governo regionale per offrire una concreta risposta alle criticità emerse in termini di personale nelle Rsa toscane? In considerazione della diffusione dei contagi nelle Rsa, oltre alla predisposizione delle misure necessarie contenute nelle ordinanze regionali, la Regione intende valutare l’ipotesi di creare commissari in ausilio alle singole Asl e aziende universitarie ospedaliere?


L’assessore Spinelli, rispondendo all’interrogazione, ha affermato che la Regione, al fine di agevolare il reperimento di professionalità equivalenti a quelle uscite dal sistema privato a seguito dei reclutamenti accelerati, effettuati dal settore pubblico, ha messo a disposizione dei soggetti gestori privati un elenco di oltre 800 operatori socio sanitari, cui attingere per le proprie necessità operative, nonché l’elenco degli infermieri partecipanti alle procedure selettive e concorsuali organizzate da Estar, non inserite in graduatorie valide (circa 8000 nominativi).


Spinelli, premettendo come l’ordinanza regionale 112/2020 preveda, oltre alle misure volte alla separazione degli ospiti positivi da quelli negativi (Rsa Covd e Rsa no-Covid), anche disposizioni relative alla corretta e adeguata presa in carico degli ospiti a secondo della loro condizione e l’attuazione di un sistema di monitoraggio integrato – tramite App – unitamente alla disposizione di trattare in maniera prioritaria i tamponi provenienti dalle Rsa, in modo da minimizzare l’attesa dei risultati. L’assessore ha ricordato come gli uffici regionali abbiano avuto e abbiano un contatto costante con i gestori delle strutture e con i sindacati, e come lo stesso avvenga a livello territoriale, dove le zone distretto e le aziende UU.SS.LL. garantiscono un supporto continuo attraverso l’USCA e gli operatori socio-sanitari del territorio. Pertanto, ha concluso l’assessore, si ritiene che le Aziende sanitarie, le Rsa e tutti gli attori del sistema, seppur in un quadro di permanenza di difficoltà, abbiano gli strumenti e le linee operative per la prevenzione e la gestione del fenomeno dei contagi da Covid 19 all’interno delle Rsa toscane, e non si ipotizza pertanto l’istituzione di figure commissariali ad hoc.

Redazione Nove da Firenze