Figline Valdarno: torna il medico anestesista al Serristori

Progressiva ripresa delle attività oncologiche e mediche. Dalla prossima settimana già attivo l’ambulatorio per la preospedalizzazione. Sarti e Fattori: “No al ridimensionamento dell’ospedale”


Firenze- Da ieri il medico anestesista è di nuovo presente, ogni mattina, presso l’ospedale Serristori di Figline per permettere la progressiva ripresa di alcune attività. Un segnale positivo che fa intravedere il contenimento dei casi di infezione da Covid 19 pur essendo sempre in una fase di emergenza sanitaria. Dalla prossima settimana sarà riavviato in primo luogo il servizio di assistenza anestesiologica, l’attività del day service oncologico e medico e la riapertura dell’ambulatorio dedicato alla pre-ospedalizzazione in previsione del progressivo riavvio dell’attività chirurgica.

"Avevo promesso che il servizio del DH oncologico a Figline sarebbe ripreso prima possibile. E così è stato. Grazie anche all'impegno dell'azienda sanitaria. Lo avevamo garantito anche al sindaco Mugnai, che più volte ci aveva sollecitato in tal senso- sottolinea Stefania Saccardi, Assessore al diritto alla salute della Regione Toscana".

La ripresa graduale delle attività, già in programma, permetterà di garantire percorsi adeguati oltre ad assicurare criteri di sicurezza ai pazienti ricoverati.

“Perché la Direzione dell’Ausl Toscana Centro ha ridimensionato il Pronto Soccorso dell’ospedale Serristori chiudendolo nella fascia oraria notturna? Perché l’azienda sanitaria ha ridotto la sicurezza e la qualità dell’assistenza ai cittadini nonostante l’incremento di personale previsto per l’emergenza Covid-19? È quanto chiede il gruppo regionale Toscana a Sinistra in un’interrogazione scritta sulla gestione del nosocomio di Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Alcune rappresentanze dei lavoratori – spiegano i consiglieri Paolo Sarti e Tommaso Fattori - temono che questa rimodulazione comporterà la scomparsa dell’anestesista del turno notturno e del chirurgo, e determinerà la presenza di un solo medico in tutto l’ospedale, compromettendo la sicurezza e la qualità dell’assistenza fornita ai cittadini del territorio. L’interruzione dei servizi nella fascia oraria notturna ha portato alla chiusura dell’Unità Operativa della sub intensiva e al trasferimento dei pazienti ricoverati nel Pronto Soccorso dell’Ospedale S.M. Annunziata di Firenze e della Gruccia di Montevarchi”.

L’atto di indirizzo presentato da Toscana a Sinistra chiede inoltre alla Giunta regionale se questa rimodulazione rappresenta una scelta temporanea legata esclusivamente all’attuale emergenza sanitaria o se costituisce invece un ridimensionamento permanente delle funzioni del presidio ospedaliero Serristori: “Nel marzo scorso è stata approvata la delibera che prevede l’assunzione di 150 medici, 350 infermieri e 120 operatori sociosanitari a tempo determinato per coprire l’emergenza Covid-19. Tale scelta fa presumere un diverso orientamento rispetto alle attività del presidio ospedaliero. Ma in passato - concludono Sarti e Fattori - è stata ipotizzata più volte la chiusura del presidio ospedaliero e molti lavoratori temono che queste misure siano un nuovo tentativo, da parte dei vertici aziendali, di svuotare progressivamente di funzioni l’ospedale Serristori”.

Redazione Nove da Firenze