Covid-19: esplosione di casi nelle Rsa toscane

Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) chiede una Commissione d’inchiesta che faccia luce: “Essere anziani non significa essere di serie B”. Palagi e Bundu (SPC): "Domande a cui dovremo rispondere"


Firenze– Qualcuno ha chiamato "la strage silenziosa" ciò che sta avvenendo nelle RSA. A Villa Jole di Bagno a Ripoli dopo i primi casi positivi è stato fatto uno screening completo scoprendone altri 76, nella casa di cura Villa delle Terme Korian di Impruneta il contagio si è esteso, a Dicomano i positivi sono 41 mentre ce ne sono 66 a Diacceto (Pelago). Anche le residenze di Firenze città sono in sofferenza: in 11 delle 37 strutture si sono registrati 59 casi positivi, a cui vanno aggiunti 26 operatori. Dati allarmanti, che impongono si faccia chiarezza. Ci sono aspetti che devono essere spiegati e che necessitano di risposte, perché in quelle RSA c'erano delle persone, che forse sono state esposte ad un rischio.

Salute e dignità devono valere per tutti, essere anziani non significa essere di serie B. Ecco perché, alla luce dell’esplosione di casi positivi nelle Rsa toscane ho chiesto al Presidente del Consiglio regionale Giani una immediata commissione d'inchiesta che valuti e accerti se le ordinanze sono state efficaci, tempestive e se i responsabili delle singole Rsa le hanno applicate in modo dovuto. Perché operatori di servizio e infermieri sono rimasti per troppo tempo senza mascherine e guanti, e senza essere sottoposti a tamponi. Anche aver chiuso ai familiari solo dopo l’11 marzo dimostra la sottovalutazione dell'approccio politico e sanitario da parte dell'Asl -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi)- Il fatto che prossimamente arriverà personale sanitario della Protezione e dell’Esercito nelle Rsa fiorentine fa capire come la situazione sia grave, tanto da spingere il prefetto Lega, a cui si sono rivolti alcuni sindaci, a lanciare l’allarme parlando di residenze sanitarie assistenziali fiorentine allo stremo”.

"In questi giorni drammatici i dati delle Residenze sanitarie assistenziali aggiungono una fonte di preoccupazione importante. Dai dati forniti dall'Istinto Superiore di Sanità arrivano indicazioni precise sulla portata del problema. Pochissime realtà hanno isolato l'utenza malata, quasi nessuna ha utilizzato strutture separate per farlo. La morte ha raggiunto tantissime persone, sia tra la popolazione fragile che tra la classe lavoratrice -dichiarano Dimitri Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune- Questa mattina l'Associazione per la Difesa dei Diritti delle Persone Non Autosufficienti e l'Associazione Toscana Paraplegici Onlus hanno scritto al Comune di Firenze. Le famiglie non possono visitare anziani e diversamente abili, in questo periodo, ma rimangono tante domande a cui le istituzioni locali possono dare risposte. In un clima sempre più pesante attorno alle RSA sono arrivate anche dall'associazionismo richieste di buon senso sul fronte sanitario:

  1. rassicurazioni sulla presenza e sull'utilizzo di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale necessari a chi opera,
  2. la necessità di monitorare in modo preciso la situazione nelle strutture, anche attraverso i tamponi, sia per quanto riguarda l'utenza che per chi ci opera,
  3. adeguati spazi per il distanziamento tra chi è malato e chi risulta negativo al Covid-19,
  4. corrette procedure digestione delle salme di persone decedute all'interno delle strutture.

A queste si aggiungono importanti procedure atte a mantenere anche minimi livelli di umanità, come la possibilità di effettuare videochiamate tra chi è ospite delle strutture e nuclei familiari. Ci sono poi delle domande a cui occorre avere risposta: i livelli occupazioni all'interno delle RSA e RA sono adeguati alle necessità? Perché a livello nazionale pare che la richiesta sia di equiparare queste strutture agli ospedali per ottenere personale aggiuntivo e necessario. Gli indumenti sporchi dei parenti ricoverati vengono fatti ritirare dai parenti, che magari non possono sostenere le spese di pulizia degli stessi all'interno delle strutture o sono state previste agevolazioni? Sappiamo che parte di queste competenze è nazionale e regionale. Il Comune di Firenze però è l'ente di riferimento della cittadinanza. Con la lettera di questa mattina si chiedono principalmente funzioni di controllo e di informazione, da cui nemmeno il Consiglio dovrebbe potersi sottrarre. Per svolgere la nostra funzione abbiamo però bisogno di avere un minimo di strumenti. Per questo chiediamo la convocazione in forma telematica della Commissione 4, per poter essere informati di quali risposte si vogliono dare alle questioni sollevate da ADINA e ATP, che raccolgono numerose domande e preoccupazioni diffuse anche sul nostro territorio, come nel resto del Paese. Se si sceglierà, come è stato ipotizzato, di convocare una congiunta di tutte le commissioni, verificheremo se sarà sufficiente, perché le differenze tra Commissioni e Consiglio riguardando anche il loro funzionamento e la loro possibilità di approfondire".

Redazione Nove da Firenze