Corpo forestale a rischio: spariscono le competenze, c'è chi festeggia

La notizia è arrivata come un colpo nello stomaco, qualcuno avrebbe festeggiato all'ipotesi dello smembramento del Corpo


Il personale impiegato nei reparti forestali è in attesa di conoscere il proprio futuro: il corpo operativo così come lo conosciamo, abbiamo visto in questi giorni dove e come agisce sui territori, potrebbe non esistere più, smembrato in altri reparti militarizzati o meno.

Nove da Firenze ha chiesto aiuto a Danilo Scipio, Segretario Generale dell'Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato, per capire quali possano essere i rischi legati alla riforma che entro fine anno interesserà l'intero sistema di prevenzione vigilanza e repressione.

Come state vivendo questa traslazione? "La viviamo come chi, dopo 30 anni di servizio, viene proiettato in un'altra realtà. Noi non siamo un corpo militare, ma un ordinamento civile ed il fatto di avere la divisa e la pistola non ci accomuna alle altre forze armate".
Quale la differenza principale? "Chi entra in Forestale lo fa per scelta guidato dalla sensibilità per l'ambiente e rispetto a chi si occupa della repressione dei reati, tutela del bene privato e pubblico ad esempio, qui la tutela dell'ambiente garantisce la qualità della vita di tutti i cittadini e per farlo bene occorre una sensibilità diversa altrimenti verrebbe banalizzata questa attività".

Cosa significa avere il Corpo forestale? "Nel caso di un incendio di un capannone, sgomberi tutto e ricostruisci, ma se brucia un bosco occorrono anni per farlo rinascere, idem per ripopolare l'area con la fauna autoctona. Per garantire al consumatore una alimentazione corretta qualcuno deve entrare nella filiera e certificare che il latte usato per confezionare mozzarelle sia buono. Solo se lavori sul territorio con passione puoi conoscere gli operatori ed i traffici. Un forestale deve avere conoscenze a tutto campo: si occupa di antibracconaggio, antincendio, controllo agroalimentare ed oggi con la riforma servono tre poliziotti per fare le stesse cose".

La formazione come avviene? "Bene chiare questo perché abbiamo sentito di tutto. Il forestale arriva con la terza media in mano e poi frequentano un anno a Sabaudia, ma poi si impara presso le Stazioni territoriali, tutte le conoscenze sono fatte sul campo da chi prima del candidato ha battuto i territori e si è occupato dei singoli argomenti".
Non ci sarà adesso una maggiore specializzazione? "Sarà il contrario, si perde tutta la conoscenza. Soltanto i funzionari hanno profili professionali da agronomo o forestale, tutti gli altri hanno la terza media e parliamo di migliaia di persone capacissime e preparate, ma preparate grazie all'esperienza maturata negli anni, non ci sono scuole in grado di prepararti quanto l'attività stessa nel corpo".
Con il passaggio in altri uffici non sono garantite le competenze maturate a vantaggio di altri organi statali? "Al momento no. Probabilmente molte persone competenti nello spegnimento degli incendi o nella cura del bosco, ma anche nel controllo sugli animali o nell'agroalimentare, finiranno con il fare chissà cosa".

Per non fare lo stesso errore che viene oggi imputato alla morte delle province, con lo smembramento del Corpo lo Stato risparmierà dei soldi? "Noi ci autofinanziamo".
Questa è una notizia, spieghiamo meglio. "Il nostro Bilancio è circa 496 milioni di Euro annui, e 460 milioni sono per gli stipendi che restano anche se le risorse vengono sparpagliate tra i carabinieri. I 30 milioni che restano sono pareggiati dai 30 milioni di Euro di sanzioni amministrative elevate ogni anno. In realtà ci perdiamo questi 30 milioni".

Venendo all'aspetto pratico e crudo, non ci sono più i forestali, ad oggi, i cittadini sono comunque tutelati? "Abbiamo eliminato le polizie provinciali ed oggi la forestale.. non c'è più nessuno che si occupa di alcune materie in modo specifico. Il paradosso è distruggere la tutela ambientale senza avere enti preparati a sostituirsi a loro. Viene da domandarsi quale sia la logica. Non ho niente contro Carabinieri e Polizia, ma ad occhio mi pare le competenze dei due si sovrappongano.. il problema però sono i 7000 forestali condannandoli a diventare militari".

In Italia abbiamo ancora gli Statuti Speciali? "I Corpi in Sicilia e Sardegna resteranno certo. In più ci saranno i Carabinieri che svolgeranno lo stesso servizio di polizia ambientale, ma in modo marginale.. vogliamo credere che lo faranno ovunque meno che nelle Regioni a Statuto Speciale?".

Su Nove da Firenze abbiamo seguito il fenomeno ungulati in Toscana... un nostro lettore oggi potrebbe domandarle cosa accadrà? "Semplice.. i bracconieri avranno campo libero senza alcun tipo di controllo.. Guardate non è un caso la notizia dell'intercettazione, effettuata a Napoli, relativa ad un brindisi che avrebbe seguito l'annuncio dello smembramento della Forestale.. Non è una favola, è la verità. Non ci saranno più controlli".
Non è possibile, ci prende in giro "Sembrano considerazioni banali eppure non siamo riusciti a farle capire a nessun politico, tutti a Roma ci hanno detto "Avete ragione, ma Renzi ha già deciso".. questa è la favoletta".

Quali i tempi? "Nel Decreto c'è scritto il primo gennaio 2017, ma ci sono questioni irrisolte e se ne occuperanno le commissioni parlamentari, quindi potrebbe esserci uno slittamento di qualche mese, forse sei mesi".
Problemi sulla ridistribuzione? "Più che altro non andremo tutti nei Carabinieri, c'è anche chi andrà in Polizia, chi in Guardia di Finanza e chi potrà chiedere di non essere militarizzato e andrà presso le pubbliche amministrazioni.. Occorrerà capire prima chi andrà dove. Duecento anni di sapere buttati al vento che nessuno potrà restituirci..".

Antonio Patruno