Coronavirus, Saccardi: “Nessuna sottovalutazione per le Rsa”

Fattori: “Ritardi inaccettabili nelle strutture toscane. Evitare che la situazione degeneri come in Lombardia”. Fp Cgil Firenze: “Ripensare i servizi, con integrazione sanitaria e gestione pubblica”. Uil Fpl: "In troppe RSA regna ancora il caos"


Firenze, 10-4-2020- Lo stato dei contagi nelle RSA in Toscana si sta rivelando molto più grave di quanto si potesse immaginare. Ad oggi in Toscana vi sono casi molto preoccupanti sparsi ovunque purtroppo: Prato,a Firenze e nella sua provincia (vedi Empoli e Fucecchio), a Bucine, a Pescia, a Sarteano, a Livorno e Piombino, a Gallicano e Lammari, ed in molte strutture in zona Versilia. Tanto che negli ultimi giorni, a fronte del crescente numero di casi di ospiti e operatori positivi al Covid19 nelle RSA e RSD del territorio, la regione ha ordinato una presa in carico da parte del sistema sanitario regionale di queste strutture.

“Era prevedibile che le Rsa, come le residenze per disabili e tutti i luoghi in cui si trovano le persone più fragili, fossero ad alto rischio. Eppure sono passate settimane prima che venissero emanate le ordinanze sui test e sui dispositivi di protezione individuale per ospiti e operatori o sul trasferimento dei pazienti positivi in strutture sanitarie adeguate. Si è sottovalutato il problema e si è perso tempo prezioso che avrebbe potuto fare la differenza”. Ad affermarlo è il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra Tommaso Fattori, secondo il quale “sebbene molti ospiti deceduti avessero avuto sintomi compatibili con il Covid-19, per un lungo periodo nelle Rsa toscane non sono stati effettuati i tamponi né agli ospiti, né agli operatori sanitari”. “Bisogna adesso evitare che la situazione degeneri ulteriormente e che si crei una situazione simile a quella della Lombardia. E occorre porre massima attenzione ad altri luoghi ad alto rischio, come le carceri e i centri di accoglienza per richiedenti asilo”. “Le persone anziane – prosegue Fattori – sono state abbandonate al settore privato perché oggi la terza età rappresenta un gigantesco giro d’affari, dove in molti casi i profitti di chi gestisce le Rsa prevalgono sul resto. A questo vizio originario si sono sommati ritardi inaccettabili da parte della Regione”. “Passata la tempesta servirà una commissione d’inchiesta nazionale sui ritardi e gli errori di queste settimane, a partire dalla Lombardia”, conclude il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra. Dovremo interrogarci su cosa significa aver privatizzato settori cruciali come quello delle RSA e della terza età e persino ripensare, almeno in parte, l'autonomia dei venti sistemi sanitari regionali. Ma adesso è tempo di darci tutti da fare per uscire al meglio e quanto prima dall’emergenza, superando errori e ritardi. Su questo dobbiamo concentrare le energie”.

“Nessuno ha sottovalutato il rischio, tant’è che fin dal 2 marzo la Regione, consapevole della maggiore fragilità di anziani e disabili che vivono nelle residenze sanitarie, aveva dato precise indicazioni su come comportarsi”. Risponde così l’assessore alla salute della Toscana, Stefania Saccardi, al consigliere regionale Tommaso Fattori che parla di ritardi inaccettabili nella gestione dell’emergenza nelle Rsa. “Delle residenze sanitarie – ricorda Saccardi – avevo già parlato durante il consiglio regionale pochi giorni fa. La relazione già rispondeva a molte delle domande di Fattori. Ma mi ripeterò”. Anzitutto i numeri: sono 322 le residenze sanitarie in tutta la Toscana ma di queste solo 42 sono gestite dalle Asl. “E nelle strutture gestite da privati – ricorda l’assessore – le aziende sanitarie intervengono solo quando si presentano problemi di salute, quando cioè il medico di medicina generale, contattato dalla struttura, ci comunica la presenza di un possibile caso positivo”. Questo non è mai mancato, fin dall'inizio. Ma la Regione è andata anche oltre. “Con l’ultima ordinanza infatti, quella del 7 aprile - aggiunge l'assessore - , si è deciso di venire in soccorso delle strutture private, laddove in difficoltà, con personale di supporto delle aziende sanitarie e di intervenire per garantire un’assistenza pari a quella delle cure intermedie anche nei casi di contagiati asintomatici o con lievi sintomi”. “Non si può certo paragonare la situazione toscana con quella della Lombardia, come fa il consigliere regionale, oppure con quella del Veneto – conclude Saccardi – La Regione qui ha scelto infatti di separare subito i positivi dai negativi e di farsi direttamente carico dei pazienti Covid. Ci dica, diversamente, Fattori quale sarebbe il modello migliore cui avremmo dovuto ispirarci”.

“Con segnalazioni circostanziate alle istituzioni, a partire dalla Prefettura, da settimane abbiamo sostenuto le lavoratrici e i lavoratori delle strutture nell’esigere il rispetto delle regole -spiega Alessandro Giorgetti, segretario generale Fp Cgil Firenze- Da subito abbiamo riscontrato la debolezza del sistema delle RSA, frutto di anni di contenimento dei costi che si sono scaricati direttamente sul costo del lavoro, sulla quantità di assistenza e sulla sua qualità, che già in condizioni di normalità garantiva appena i livelli di assistenza di anziani sempre più fragili. Con l’emergenza non c’è stata capacità da parte dei gestori di approntare percorsi igienico sanitari adeguati, si pensi che anche oggi in certe strutture le divise vengono fatte lavare agli operatori a casa propria, così come non sono stati incrementati i parametri clinico assistenziali necessari a contenere il virus. D'altro canto, per quanto attiene alle RSA, va detto che queste strutture sono state definite negli anni, da parte della Regione, come strutture a carattere sociosanitario, dove la componente sanitaria è ridotta ai minimi termini. Era pertanto evidente che non avrebbero potuto affrontare, nemmeno con la più virtuosa delle gestioni private, un emergenza di queste dimensioni. Più volte abbiamo denunciato la carenza di DPI a partire da mascherine adeguate, come la carenza di infermieri sulle 24 ore o scarsità di operatori all’assistenza che svolgevano attività su tutti gli ospiti. Lo screening di massa avviato all’intera popolazione delle strutture, ospiti e operatori, condotto a rilento e con molte falle di sistema, ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità il problema, così come la terribile conta dei decessi. Come richiedevamo da giorni, in base all’ordinanza regionale, pare ci sarà una presa in carico da parte del Sistema Sanitario Regionale dei pazienti delle RSA e RSD anche con la gestione diretta da parte della USL di quelle strutture che non sono più in grado di garantirne la conduzione. Un intervento pubblico per costruire i percorsi organizzativi e clinico assistenziali, che prevede anche una gestione diretta dell’assistenza, perché senza gestione diretta si perde il controllo. Lo vediamo anche in altri settori dove i servizi sono erogati sia dal pubblico che dal privato: dove il pubblico è di qualità, è di miglior qualità alche il privato, si pensi ai servizi alla prima infanzia solo per fare un esempio. La sicurezza dei residenti fragili delle strutture e degli operatori, come la sicurezza degli operatori della sanità, deve essere la priorità per vincere il Covid19. Per il futuro l’assistenza a anziani e disabili in struttura andrà ripensata con una maggiore integrazione con la sanità pubblica superando questo modello che ha demandato l’intera gestione al privato”.

"Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l'Assessore Regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, hanno sottovalutato il rischio contagio, nonostante fosse nota la possibilità di una diffusione del Virus molto più alta in quelle strutture frequentate da un così grande numero persone anziane e pertanto più deboli -dichiarazioni dell'On. Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia- Il Presidente Rossi, per quanto concerne gestione caso RSA si è mosso molto, ma molto, in ritardo e soltanto dopo che noi più volte abbiamo sollevato il problema della mancanza nelle stesse di tutti i dispositivi di protezione individuali sia per gli ospiti che per gli operatori, sia sul fatto che non erano stati eseguiti i tamponi per individuare i positivi e procedere alla messa in atto di tutte le disposizioni previste in tali casi. Non era forse il caso di intervenire prima ed evitare i numerosi contagi ed i conseguenti decessi? La recente ordinanza è l’ennesima dimostrazione di come l’Ente locale si sia mosso sul campo in modo lento e farraginoso. Occorre inoltre restare vicino oltre che ai degenti presso le strutture, anche a tutto il personale sanitario che sta lottando ogni giorno per aiutare i malati, e che stando a stretto contatto rischia moltissimo. Che fossero delle bombe sanitarie sparse in giro per la nostra regione lo avevamo detto da tempo. Si parla ricordiamo in tutto di 14.349 posti letto. Forse qualcuno nella maggioranza regionale dovrebbe cominciare ad ascoltare i consigli dell'opposizione, senza farsi prendere troppo da pregiudizi".

"Nessuno pretende la bacchetta magica, ma a ormai dieci giorni dall’ammissione dello stesso presidente Rossi di carenze e ritardi la situazione ci risulta non solo non migliorare, ma addirittura peggiorare. Prima il ritardo nel mettere in atto una qualsiasi iniziativa sulle RSA – come denunciato anche nell’appello di alcuni giorni fa che abbiamo promosso e che ha raccolto centinaia di firme- adesso viene fuori nella sua interezza e drammatica complessità questa situazione -tuona la Segreteria Regionale Partito della Rifondazione Comunista- Sono ormai settimane che – a fronte di una carenza nazionale conclamata – chiediamo un immediata azione ai prefetti e anche alla regione per procedere con assunzioni e soprattutto con requisizioni di strutture private che almeno possano “tamponare” il problema; se poco è stato fatto sul primo punto, sul secondo siamo a zero. Auspichiamo che tale situazione venga superata velocemente: tuttavia, di fronte all’inadeguatezza della Regione, occorre cambiare radicalmente un metodo che si è dimostrato fallimentare e dare risposte chiare e certe ai cittadini".

Anche il Sindacato Uil Fpl sta monitorando la situazione all’interno delle Residenze sanitarie assistite ed a quelle per disabili: “In molti casi siamo di fronte alla sostanziale incapacità dei soggetti privati titolari di queste strutture di comprendere fin dall’inizio e nonostante i nostri continui appelli, la gravità della situazione in essere ed in evoluzione. In tanti altri le colpe appaiono più difficili da giustificare e da attribuire alla semplice incompetenza ed impreparazione. Siamo invece di fronte a veri e propri atti intollerabili di volontaria misconoscenza dei fatti e di deliberato occultamento di dati, elementi e situazioni che sono tipici di chi per difendere un proprio interesse nasconde la sporcizia sotto il tappeto. Abbiamo RSA dove più del 90% degli ospiti sono positivi al SARS COV‐2 e dove diversi operatori sono già finiti all’Ospedale in serie condizioni che continuano a far lavorare i dipendenti POSITIVI al Corona Virus in barba a tutte le disposizioni di legge ed alle ordinanze del Presidente Rossi e questo mentre qualche Sindaco direttamente competente pare non aver nemmeno capito di cosa stiamo parlando. RSA dove sino a qualche giorno fa, le salme di pazienti morti non si sa di cosa sono rimaste tranquillamente esposte e visitate dal pubblico. Dove sino a pochi giorni fa, fino a che non è intervenuta la ASL, ad adottare piani di prevenzione delle infezioni che potessero dirsi decenti non ci si è pensato nemmeno. A nostre precise diffide a ripristinare le condizioni minime di salubrità previste dalla legge, ad informare e formare il personale e a dotarlo dei dispositivi di sicurezza individuali adeguati (mascherine, visiere, camici, tute, ecc...), a provvedere ad effettuare i necessari test diagnostici agli operatori. Il Sindacato in questa situazione emergenziale non ha fisicamente modo di verificare de visu quello che sta succedendo e si ha non solo sa sensazione che di questo fatto ci sia chi se ne approfitta non poco. A fronte di ciò si ha notizia della messa in atto di una strategia di trasformazione a tappeto proprio di parte di queste strutture in luoghi di ricovero. E pare che questo avvenga con la regia delle ASL di area vasta! E’ una follia. Occorre immediatamente trasferire tutti gli ospiti positivi delle RSA ed RSD che risultino sintomatici o affetti da patologie accessorie che in caso di peggioramento, come si è visto, in tempi brevissimi rischiano conseguenze mortali e collocarli in STRUTTURE SANITARIE ADEGUATE che siano dotate di attrezzature e personale medico e infermieristico in grado di assistere queste persone. Occorre agire immediatamente nei confronti dei lavoratori delle RSA ed RSD applicando alla lettera le ordinanze della Regione e mettendo in sicurezza questi operatori e tutte le persone con quali tutti i giorni vengono in contatto, a partire dagli ospiti e dai propri nuclei familiari. Per queste ragioni la UIL FPL di Firenze e della Toscana da oggi, in qualsiasi caso nel quale venga a conoscenza di irregolarità, disfunzioni e scorrettezze che riguardano questo settore procederà a segnalarlo immediatamente in PEC al Sindaco competente in quanto Autorità Sanitaria Locale, al Direttore Generale della ASL di riferimento, all’Assessorato alla Sanità della Regione e se del caso all’autorità giudiziaria”.

Villa delle Terme di Impruneta smentisce che il contagio si sia esteso a tutta la struttura. In accordo con l’ASL locale, presso la casa di cura Villa delle Terme è stato infatti predisposto un reparto apposito per i pazienti affetti da COVID - 19. In questo modo Villa delle Terme assicura l’isolamento delle persone contagiate dal resto degli ospiti della struttura, per i quali continueranno i servizi di assistenza e cura seguendo i più stretti protocolli sanitari di limitazione del contagio già messi in atto da fine gennaio. La Direzione ribadisce che solo 20 pazienti di Villa delle Terme risultati positivi ai tamponi Asl, oltre ad altri ingressi richiesti dalla Asl per il reparto specifico dedicato. Tutti gli altri Pazienti sono COVID negativi.

Redazione Nove da Firenze