Coronavirus: on line il bando per il contributo straordinario all’affitto

155.000 famiglie toscane hanno perso oltre la metà del reddito. L'Assessore pisano Gambaccini «Contributi erogati già a giugno, grazie a un team che procederà alle istruttorie». Buoni Alimentari assegnati a 1.419 famiglie pisane per un valore di 461 mila euro. Donazioni per 306 mila euro. Ieri a Prato disordini durante la consegna dei pacchi alimentari


Sono oltre 745.000 le famiglie toscane che hanno visto calare il proprio reddito a causa del Covid-19; questa una delle evidenze emerse dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat. Andando ancora più nello specifico, il 13,3% dei rispondenti, pari a circa 155.000 nuclei familiari, ha visto sparire oltre il 50% del reddito familiare, mentre il 10,8%, corrispondenti a più di 128.000 famiglie, ha addirittura perso il 100% delle entrate. Il calo dei redditi ha quindi messo in crisi molte famiglie della Toscana. Il 21,7% dei rispondenti ha dichiarato di trovarsi già oggi in una situazione di difficoltà economica, mentre il 25,8% di chi ha preso misure ad hoc per fronteggiare la crisi ha ridotto le spese alimentari. Molti anche i nuclei familiari della regione che hanno fatto ricorso ad una o più misure introdotte dai decreti del Governo, come il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva o la possibilità di sospendere il mutuo prima casa.

In loro aiuto arriva il bando per un contributo straordinario all’affitto conseguente all'emergenza epidemiologica Covid-19A chi è rivolto il bando? Esclusivamente a lavoratori dipendenti di qualsiasi tipologia (tempo indeterminato, tempo determinato, con contratti di apprendistato o altro) e ai lavoratori autonomi, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro (riduzione orario di lavoro, cassa integrazione, particolari categoria ATECO secondo i decreti ministeriali) tale da comportare una riduzione del reddito di almeno il 30% rispetto ai corrispettivi mesi del 2019. Il contributo sarà calcolato sulla base del 50% del canone di locazione mensile e comunque in misura non superiore a 300 Euro/mese per un massimo di 3 mensilità, fino ad esaurimento dei fondi. Eventuali proroghe saranno valutate esclusivamente sulla base dell’evoluzione dell’emergenza epidemiologica. Sarà erogato tramite bonifico bancario.

Contrastare l’insorgere di nuove povertà, derivate dagli effetti negativi della crisi epidemiologica, è l’obiettivo condiviso dall’Unione comunale del Chianti, presieduta dal sindaco Paolo Sottani, che ha indetto un bando pubblico per l’assegnazione di risorse in materia di Politiche della Casa, destinate a dare un aiuto concreto ai cittadini più fragili. “E’ una misura straordinaria che vuole far fronte ad una delle maggiori criticità di questo momento a sostegno dei tanti cittadini del nostro territorio che si trovano improvvisamente a fare i conti con una flessione del reddito, se non l’interruzione netta delle proprie fonti di sostentamento - dichiarano gli assessori alle Politiche sociali Elisabetta Masti, Ilary Scarpelli e Giacomo Trentanovi - una risposta puntuale ad un’emergenza sociale ed economica determinata dalla crisi epidemiologica che va nella direzione dell’impegno portato avanti dai Comuni dell'Unione sulle Politiche della Casa, da noi considerate centrali per la qualità della vita, l’equità e la tenuta sociale del territorio. Il bando ci permetterà di stilare una graduatoria che, in una fase successiva, sarà finanziata dalla Regione Toscana. Un ringraziamento per il loro impegno, la rapidità dei tempi e la collaborazione ai Servizi sociali, a tutti gli uffici e ai volontari che stanno operando in rete nel difficile contesto dell'emergenza sanitaria”.

L’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa ha già pubblicato l’Avviso mediante il quale determinate categorie di lavoratori possono ottenere un contributo per poter far fronte al pagamento del canone di locazione relativo all’abitazione. Le domande dovranno essere trasmesse entro il 14 maggio 2020. “Siamo felici – ha sottolineato il Presidente dell’Unione dei Comuni, Alessio Falorni - che la Regione ci abbia messo a disposizione le risorse per poter varare questa misura straordinaria di sostegno per i lavoratori dipendenti o autonomi che più hanno subito le conseguenze economiche di questa crisi. Siamo consapevoli che occorre fare presto, e pertanto formuliamo l’auspicio che le procedure per l’assegnazione e l’erogazione dei contributi sull’affitto possano svolgersi nel più breve tempo possibile”

Sono 530 mila Euro le risorse che finanziano il bando, grazie alla somma fra il contributo deliberato dall’Amministrazione Comunale di Pisa (150 mila euro) e le risorse assegnate al Comune di Pisa dalla Regione Toscana (380 mila euro). Sarà possibile inviare le domande a partire da martedì 28 aprile. «Per far fronte alle esigenze dei cittadini che hanno patito una riduzione del reddito a seguito dell’emergenza covid-19 in corso – dichiara l’assessore alle politiche abitative Gianna Gambaccini - abbiamo stanziato 150 mila Euro quale contributo straordinario per affitti che si aggiungono ai 380 mila euro deliberati dalla Regione lo scorso 30 marzo e assegnati al nostro Comune. Abbiamo lavorato per accelerare l’iter burocratico e lunedì prossimo sarà pubblicato il bando. Grazie a un folto team che procederà a eseguire le istruttorie si conta di erogare il contributo già i primi giorni di giugno». «Nel frattempo - prosegue Gambaccini - sarà erogato il contributo ordinario del 2019 in tempi molto più ristretti rispetto alla consuetudine per dare un segnale di sostegno economico ai cittadini pisani in difficoltà. Le istruttorie sono iniziate a febbraio perché nel contributo ordinario è previsto che i cittadini presentino ricevute di regolare pagamento degli affitti entro il 31/1/2020. Stiamo lavorando anche per dare un sostegno anche agli inquilini Erp, in presenza di forme di morosità incolpevole correlate all’emergenza sanitaria A questo proposito - conclude l’assessore Gambaccini - ho individuato nel bilancio del Comune di Pisa 70 mila Euro da destinare tramite la Società della Salute».

Sono praticamente finite le risorse trasferite dal Governo al Comune di Pisa per l’attivazione di misure a sostegno delle persone maggiormente colpite dalla crisi determinata dall’emergenza Coronavirus. Dal 6 aprile scorso, primo giorno di attivazione del servizio per l’assegnazione e consegna di Buoni Alimentari, sono state 1.419 le famiglie residenti nel Comune di Pisa che ne hanno beneficiato per un valore complessivo di 461.850,00 Euro. Pertanto, nella settimana prossima saranno assegnati e consegnati anche i rimanenti 9.150,00 Euro per esaurire il contributo governativo che ammontava a 471mila euro. In seguito ad una attenta attività di controllo sono anche stati annullati Buoni già emessi per un valore di 15.000,00 Euro che verranno nuovamente stampati e assegnati ad altri richiedenti. Tra le cause della mancata consegna ci sono domande multiple presentate dallo stesso nucleo familiare, il rifiuto del sostegno per sopraggiunte risorse al nucleo familiare o perché i richiedenti non sono stati rintracciati dal personale del Comune. Infine, sono state rigettate 172 domande poiché i richiedenti non avevano i requisiti minimi, tra cui il reddito minimo o la residenza o avevano rilasciato false dichiarazioni in sede di autodichiarazione. Per garantire il proseguimento del servizio anche nelle prossime settimane di emergenza, il Comune di Pisa ha lanciato, la settimana scorsa, la campagna di solidarietà “Facciamo i Buoni” con la possibilità di donazioni sul conto corrente della Tesoreria comunale intestato a Comune di Pisa. In una settimana sono stati raccolti contributi pari a 306 mila Euro, grazie ad una trentina di donazioni di persone fisiche, aziende e al contributo di 300 mila Euro della Fondazione Pisa.

«Voglio ringraziare – dice il sindaco di Pisa Michele Conti - quanti, per primi, hanno voluto dare il loro contributo per il sostegno alle fasce più in difficoltà della popolazione pisana a causa di questa emergenza, dimostrando un senso profondo di solidarietà. Un grazie particolare alla Fondazione Pisa che ha subito risposto al nostro appello». «Il mio grazie e dell’Amministrazione Comunale – continua il Sindaco - va anche al personale comunale che ha permesso, in breve tempo, di allestire un servizio così impegnativo. Dai primi giorni dell’emergenza avevamo dato una risposta concreta ai bisogni delle famiglie per tramite della Società della Salute con i Buoni spesa, poi abbiamo creato questo servizio dei Buoni Alimentari molto complesso, dalla fase del front office fino alla predisposizione e consegna dei Buoni a casa e alla verifica puntuale dei requisiti dei richiedenti. Abbiamo cercato di essere il più veloci possibile nella consegna, abbattendo tutte le procedure burocratiche, ma i controlli comunque andavano fatti poiché si tratta pur sempre di risorse pubbliche e siamo stati comunque rigorosi. Dalla prossima settimana – conclude Conti - il servizio non si fermerà grazie alla sensibilità dei pisani e della Fondazione Pisa che permettono di assegnarne altri. Anche in questo caso, poiché si tratta donazioni volontarie, i controlli saranno scrupolosi per non permettere a nessuno di ricevere Buoni senza averne diritto. Invito, pertanto, chi volesse provare a richiederli sapendo di non averne diritto di non farlo perché farà solo perdere tempo prezioso agli operatori».

Ad Altopascio i 110 mila euro di Buoni spesa alimentari sono stati assegnati al Comune dal Governo e distribuiti tutti. A beneficiarne oltre 400 famiglie altopascesi. Ma non è tutto: l’amministrazione comunale, infatti, per venire incontro alle nuove richieste, arrivate al Pronto intervento sociale anche dopo la fine della distribuzione delle risorse governative, ha deciso di utilizzare il taglio delle indennità dai propri stipendi di Sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale, maturati da gennaio a oggi, per erogare nuovi buoni alimentari. Circa 8 mila euro, destinati a chi non ha soldi per comprare la spesa, come ulteriore misura a sostegno di chi è più in difficoltà.

Anche a Scarperia e San Piero un'azienda ha voluto incrementare con una donazione di 1.200,00 euro le risorse a disposizione del Comune per l’erogazione dei cosiddetti “Buoni Spesa” alimentari a favore delle persone che, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, si trovano in particolare difficoltà economica. La lavanderia Chi.Ma Florence SpA, specializzata nel noleggio, lavaggio, igienizzazione, stiratura, ritiro e consegna di biancheria e tovagliati per strutture ricettive, ristoranti, strutture sanitarie e case di riposo, è una realtà storica nel Mugello. Ha commentato la notizia il Sindaco Federico Ignesti con le seguenti parole: “ringrazio la ditta Chi-ma per l’attenzione che ancora una volta ha dimostrato verso la collettività. E’ una realtà imprenditoriale importante per il Mugello che è cresciuta negli anni sempre con un forte legame al territorio del Comune di Scarperia e San Piero”.

Ieri a Prato, è dovuta intervenire la Polizia durante le operazioni di consegna ei pacchi alimentari organizzata da Croce Rossa e associazione d’amicizia italo-cinese Ramunion, per disperdere l’assembramento che si era creato nel mezzo di via Pistoiese.

“In questi ultimi tre mesi, tutti i cittadini, di ogni nazionalità, si sono adattati in modo pressoché esemplare ad una situazione emergenziale del tutto inedita e moltissime persone e tante associazioni, di ogni nazionalità, hanno prestato la loro opera e dimostrato grande e indiscriminata generosità – commenta l’assessore Mangani - spiace che la consegna non sia arrivata ieri a buon fine perché siamo sicuri che si trattasse di una bene primario per molte persone e non di una parata a beneficio di qualcuno”. Quanto alla parole dell’associazione Ramunion che, nel silenzio della Croce Rossa, ha chiesto un incontro con Sindaco e Prefetto ed ha fatto sapere del presunto disappunto del Consolato cinese per la mancata consegna, l’Assessore Mangani precisa la posizione del Comune di Prato “non commentiamo opinioni che sono meramente attribuite al Consolato cinese, fino a quando il consolato cinese non dovesse farle esplicitamente proprie. Quanto invece alla richiesta di un incontro con il Sindaco, ricordo a tutti e quindi anche all’associazione Ramunion che l’episodio avrebbero potuto tranquillamente essere evitato se anche in questo caso, come in altri, si fosse fatto riferimento al Comune di Prato. Protezione civile e servizi sociali stanno coordinando la regia del sostegno a tutti i cittadini, italiani o meno, che risiedono sul territorio pratese. Questa è la via maestra per non creare incomprensioni che non fanno bene a nessuno. Le porte del Comune sono aperte, preferibilmente prima e non dopo un articolo di giornale” – conclude l’assessore.

Redazione Nove da Firenze