Commercio su aree pubbliche: la Toscana pensa a nuove norme per gli ambulanti

Un testo di proposta di legge che interviene a colmare un vuoto creato dopo l’approvazione dell’ultima Finanziaria nazionale


 Il commercio su aree pubbliche avrà presto una nuova normativa regionale per iniziativa del gruppo Pd. Lo ha annunciato Gianni Anselmi, presidente della commissione sviluppo economico, intervenendo in aula e motivando il voto contrario a una risoluzione sull’argomento.

«Si tratta di un tema molto importante – ha spiegato Anselmi – sul quale piuttosto che mettere bandierine occorre impegnarsi a svolgere un ruolo legislativo e di governo. Per questo, proprio in queste ore, stiamo presentando un testo di proposta di legge che interviene a colmare un vuoto creato dopo l’approvazione dell’ultima Finanziaria nazionale, limitandosi a sottrarre il settore del commercio su aree pubbliche dall’applicazione della direttiva Bolkestein. Saremo la prima Regione ad assumere un’iniziativa in tal senso: con la nostra proposta quindi vogliamo provare anche a fare da apriprista alle altre Regioni che, come noi, si trovano davanti all’esigenza di regolamentare questi aspetti. In sintesi – ha specificato Anselmi – interveniamo per adeguare il Codice del commercio della Regione Toscana, approvato nel novembre scorso, al quadro normativo nazionale creatosi recentemente. Quindi, ci concentriamo su due aspetti importanti: innanzitutto prevediamo il “tacito rinnovo” delle concessioni agli ambulanti per il periodo massimo previsto dalla normativa, cioè 12 anni; in secondo luogo ci occupiamo del fenomeno del subaffitto delle cosiddette piazzole, che vede molti titolari di partita Iva svolgere un’attività di mera locazione, senza cioè lavorare effettivamente nei mercati. Fenomeno che intendiamo scoraggiare e per fare ciò pensiamo a penalizzare coloro che si limitano ad affittare senza esercitare effettivamente l’attività e, dall’altro lato, introducendo premialità relativamente ai nuovi posti messi a bando dai comuni per coloro che si impegnano a non subaffittare i posteggi. Infine, cogliamo l’occasione per correggere alcune criticità del sistema sanzionatorio del settore che sono emerse dopo l’approvazione del Codice , come ad esempio il rischio del sequestro cautelare delle merci e delle attrezzature in caso di violazioni anche non gravi».

“E’ stata bocciata la mia proposta di risoluzione che era soprattutto un atto formale dovuto e non un atto politico. Il Pd invece dimostra di essere contro gli ambulanti. Dimostra di prediligere gli interessi politici di parte, contestare i grillini e la Lega, agli interessi degli ambulanti - denuncia il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) - La Finanziaria 2019 ha cancellato dalla Bolkestein gli ambulanti e quindi bisogna prenderne atto nella legge regionale. Va modificata, va escluso dalla legge regionale del commercio il sistema di graduatorie che i Comuni adottano per gli ambulanti perché si basa su una legge che non è più in vigore. Bastava soltanto prendere atto che urge fare una modifica. Il Pd invece ha voluto trasformare la mia proposta in un’iniziativa di parte mostrando di avere un’ostilità nei confronti del Governo nazionale ma soprattutto nei confronti degli ambulanti. Lavoratori che vengono ancora lasciati nell’incertezza. Così come in difficoltà si troveranno i Comuni chiamati a fare i bandi. Questi ultimi potranno cadere in errore agganciandosi ad una legge regionale che non ha più ragion d’essere ed esponendosi quindi a ricorsi e contestazioni” conclude Marcheschi.

Redazione Nove da Firenze