Cocaina in Toscana: organizzati per lo spaccio di droga in bicicletta, a domicilio

Foto di Giovanni Taddei


I Carabinieri della Compagnia di Empoli, all’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze (Sost.Proc. Dott. Eligio Paolini), hanno dato esecuzione a 5 misure cautelari disposte dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Firenze (Dott. Gianluca Mancuso) per reati – anche di tipo associativo – in materia di sostanze stupefacenti, commessi tra il luglio e il dicembre 2016, nell’Empolese Valdelsa.

Gli indagati, tutti con precedenti specifici, ai quali è stata applicata la custodia cautelare in carcere sono un 44enne di origini campane residente ad Empoli e tre soggetti albanesi, ugualmente domiciliati ad Empoli e legati tra loro da rapporti di parentela. Alla compagna dell’indagato campano è stato invece notificato il provvedimento di obbligo di presentazione alla PG.

Per quanto riguarda i tre albanesi, il reato contestato è l’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti (art. 74 DPR 309/90), in quanto gli stessi sono ritenuti responsabili di essersi organizzati per cedere lo stupefacente al dettaglio e, allo stesso tempo, rifornire di cocaina l’indagato italiano. Quest’ultimo è accusato di aver ceduto stupefacente a diversi clienti, nell’Empolese e a San Miniato, talvolta con la complicità della compagna che, in un caso, ha effettuato materialmente la cessione ad un cliente.

L’inizio dell’attività risale al luglio 2016 allorquando la donna, dopo un litigio con il compagno, contattò i Carabinieri ai quali consegnò spontaneamente un involucro contenente quasi 40 grammi di cocaina, a suo dire, di proprietà del suo convivente, in quel momento non presente presso l’abitazione. Nella circostanza i militari effettuarono una perquisizione domiciliare rinvenendo ulteriori 12 grammi della medesima sostanza e un bilancino di precisione.

L’uomo, tra l’altro, era già noto alle forze dell’ordine in quanto arrestato pochi mesi prima in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli sempre per lo stesso reato e un mese dopo, nel maggio 2016, arrestato in flagranza dai Carabinieri di Empoli poiché trovato in possesso di 90 grammi di cocaina detenuti presso la propria abitazione.

Da lì iniziarono i pedinamenti e le attività d’indagine sul conto della coppia che, da quanto accertato, muoveva cospicui quantitativi di sostanze di ottima qualità (l’analisi qualitativa di quella rinvenuta permise di individuare un principio attivo di oltre il 70%). Il cerchio dei clienti era ristretto (meno di 10) ma le cessioni avvenivano con frequenza quotidiana, con consegne anche a domicilio.

In breve tempo fu individuato anche il canale di rifornimento, ossia due cugini albanesi ventenni che, con il supporto del padre di uno dei due, avevano la materiale disponibilità di ingenti quantitativi di cocaina. Le cessioni effettuate al campano partivano da un minimo di 10 grammi fino ad un massimo di 50. I tre albanesi non disdegnavano tuttavia le cessioni al dettaglio: da quanto accertato il più grande confezionava a casa la droga che poi affidava ai due ragazzi; questi ultimi, muovendosi in bicicletta, consegnavano lo stupefacente nei pressi di bar e circoli di Empoli.
In diverse occasioni i clienti si recavano anche presso la loro abitazione, nei pressi di Piazza Matteotti, per ricevere lo stupefacente.

I due giovani albanesi, tra l’altro, nell’aprile 2018 sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza in Empoli, presso il supermercato del Centro Commerciale “CoopEmpoli”, poiché trovati in possesso di 150 grammi di cocaina. 

Redazione Nove da Firenze