Cittadini in mobilità diventano lavoratori socialmente utili

Otto lavoratori a disposizione del Comune per i prossimi mesi


Otto persone che, per sei mesi (rinnovabili per altri sei in caso non si raggiungessero gli obiettivi prefissati), si metteranno a disposizione della Comunità borghigiana e andranno ad affiancare l’opera di impiegati e operai dell’Amministrazione Comunale. Sono gli otto lavoratori che, dal 16 giugno, hanno iniziato la propria opera presso il Comune di Borgo San Lorenzo che ha attivato la procedura con la Direzione Politiche del Lavoro della Città Metropolitana, per i Lavori Socialmente Utili.

In pratica dalle liste di mobilità otto persone, prese da una rosa di circa venti selezionata proprio dalla Direzione del Lavoro, tutte residenti nel Comune di Borgo San Lorenzo e compresi tra i 35 e i 55 anni, lavoreranno per 20 ore alla settimana per il Comune (se ovviamente nel periodo di lavoro non troveranno prima un’occupazione) secondo quanto previsto dalla normativa sulla mobilità. Unico costo per il Comune quello relativo all’attivazione delle idonee forme assicurative contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (Inail) nonché per la responsabilità nei confronti dei terzi.

Le persone coinvolte sono utilizzate in due ambiti diversi, quello amministrativo e quello dei lavori pubblici. Due persone riorganizzeranno l’archivio dell’Ufficio Politiche sociali ed abitative, altre due assegnate alla Biblioteca Comunale e presso Villa Pecori Giraldi, effettueranno lavori di riordino dell’archivio e supporto all’organizzazione degli eventi culturali. Nei lavori pubblici, due persone saranno destinate alla manutenzione dei cimiteri e due in generale alla cura del decoro del paese come, ad esempio, la sistemazione dei marciapiedi. Primo lavoro effettuato la tinteggiatura della ringhiera del Ponte sulla Sieve.

Tutto grazie ad un progetto specifico, su cui il Comune sta lavorando da tempo, presentato alla Città Metropolitana e che il Comune vorrebbe portare avanti in maniera permanente.

“Si tratta di un progetto molto importante, spiegano il sindaco, Paolo Omoboni, e l’assessore al personale, Claudio Boni, perché permette di utilizzare una forza lavoro qualificata, e supportare il lavoro della macchina comunale, visto che in alcuni settori ci sono particolari esigenze. E’ molto positiva anche la disponibilità che abbiamo riscontrato nelle persone coinvolte, che hanno dimostrato la volontà di rendere qualcosa alla collettività da cui ricevono l’indennità di mobilità. Tali progetti possono e devono diventare una risorsa permanente per la nostra Amministrazione”.

Redazione Nove da Firenze