Ciclisti e piste ciclabili: tra pregiudizi e dinamica dei flussi

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Tentiamo un esperimento. Vi proponiamo una immagine che ben rappresenta un fenomeno più volte segnalato dai ciclisti fiorentini che frequentano abitualmente le piste ciclabili.
Per conformazione tecnica, sotto la via ciclabile si trovano i sottoservizi soggetti a periodica e straordinaria manutenzione. Non solo. Le corsie riservate alle biciclette sono adiacenti ai palazzi e vengono spesso invase dai cantieri edili, destinati a rifacimenti di facciate e ristrutturazione di interni. 
Due aspetti, questi, che creano ostacoli lungo il percorso di chi ha scelto le due ruote per spostarsi in città.

Esistono vari punti di vista del problema, che da anni vede divisi i cittadini. Gli automobilisti potrebbero trovare conferma al presunto agire indisciplinato di chi conduce le due ruote. I ciclisti trovare invece conferma al presunto ruolo di inferiorità nello scacchiere della mobilità urbana.

Nel caso specifico ci troviamo sulla via Cavour tra piazza della Libertà e piazza San Marco. La segnaletica invita il ciclista, e solo il ciclista, non il pedone sul marciapiede, ad effettuare una deviazione di percorso a causa di un cantiere che si trova all'incrocio tra via Cavour e piazza Libertà.
Osservando la dinamica per alcuni minuti, a metà giornata, registriamo che la maggior parte dei ciclisti non tiene conto del divieto e si inserisce ugualmente tra la transenna ed il cordolo.

L'esperimento non è improntato a dare un giudizio dell'azione messa in atto da parte dei ciclisti: la violazione del divieto è evidente.
Potrebbe essere interessante mettere a confronto l'opinione che l'immagine suscita in coloro che la osservano e raccogliere, se ce ne fossero, spunti su quella "dinamica dei flussi" tema dibattuto ma di non semplice programmazione.
 

Redazione Nove da Firenze