Chiavi della Città a Richard Gere: centrodestra e Lega non partecipano

Bocci, Cellai, Draghi e Bussolin annunciano che non parteciperanno oggi alla consegna. "Premiato solo per quella sua sceneggiata al fianco di migranti stanchi e imbarazzati". Bundu e Palagi (SPC): "Perplessi sulle modalità ma "un attore internazionale impegnato nel volontariato non può essere accusato di favorire l'illegalità"


“Non parteciperemo oggi alla consegna delle chiavi della città a Richard Gere. Perché riteniamo che ci vogliano legami forti con Firenze o comunque meriti straordinari per giustificare simile onorificenza. E invece questa consegna – spiegano Ubaldo Bocci (Gruppo Misto), Jacopo Cellai (Forza Italia), Alessandro Draghi (Fratelli d'Italia) e Federico Bussolin (Lega Salvini Firenze) – sembra più l’occasione del Sindaco per ottenere una certa visibilità sulla scia della notorietà dell’attore con lo sfondo della sua sortita a Lampedusa tra i migranti, richiamata tra le motivazioni del premio odierno per dare un colore netto e di parte all’iniziativa. Certamente non per unire. Basta poco per entrare a Firenze, per avere le chiavi della nostra città. Basta aver trascorso mezza giornata su una nave che stava oggettivamente violando una legge dello Stato. Basta dire che dall'Italia questo non te lo aspettavi. Che era buona ed è diventata cattiva, salvo essere adesso di nuovo un nido di amore e fratellanza, dove una quindicina di donne e bambini può annegare nel mare di Lampedusa, lo stesso di Richard, senza che l'indignazione trabocchi fino a Hollywood. Anzi, non trabocchi affatto.

Le chiavi della città a Gere, insomma, sono un gesto da tardiva e demagogica campagna elettorale, sono la conferma di una certa idea dello Stato di diritto in cui la legge è valida se ti piace, e se non ti piace, applaudi chi la disprezza. È ciò che ha fatto Gere, uomo apprezzabile per il suo impegno umanitario e attore di livello, ma premiato solo per quella sua sceneggiata al fianco di migranti stanchi e imbarazzati, gratificati da qualche selfie più che dalla soluzione dei loro problemi. Allora ci permettiamo di dire al sindaco che Firenze non è città chiusa. Anzi è una città del mondo. Ma che le sue chiavi – concludono Bocci, Cellai, Draghi e Bussolin – bisogna meritarsele in modo diverso. Con la solidarietà vera, non con i siparietti a telecamere accese”.

L'opposizione di sinistra invece oggi nel tardo pomeriggio sarà in Consiglio quando Nardella consegnerà le chiavi a Gere. “Come Sinistra Progetto Comune siamo parte di quel movimento internazionale che chiede di affrontare il problema della disuguaglianza globale dalla radice. Tutte le volte che una ONG salva vite nel Mediterraneo, si rinnova l'indignazione per le ingiustizie tollerate dai governi occidentali. Le condizioni da cui si scappa da alcuni continenti sono inaccettabili e direttamente conseguenti rispetto al modello economico in cui viviamo. Per questo – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – abbiamo sicuramente delle perplessità rispetto alla modalità con cui si è scelto di conferire le Chiavi della Città a Richard Gere, ma pensiamo siano assurde le polemiche del resto dell'opposizione relativamente ai contenuti che hanno scelto. Un attore internazionale impegnato nel volontariato non può essere accusato di favorire l'illegalità, specialmente quando si batte per la dignità umana e la sopravvivenza di migliaia di vite. Ci stupisce anche la modalità radical chic della protesta, disertare l'incontro ma non il Consiglio comunale, prendendo il gettone di presenza e quindi limitandosi a tornare a casa un po' prima... Come Sinistra Progetto Comune – concludono i consiglieri Bundu e Palagi – continueremo invece a sottolineare le contraddizioni della maggioranza, che negli anni ha sostenuto Minniti e politiche che hanno anticipato l'operato di Salvini...”.

Redazione Nove da Firenze