Certosa del Galluzzo: nuovo crocifisso, dono delle Clarisse

Oggi alla Messa delle 11 la benedizione del celebrante Bernardo Artusi che ha ringraziato le monache di clausura di San Casciano. Che bellezza l'arpa, l'organista e il coro. Nel pomeriggio alle 18 il 'Diario di Eva', opera semiscenica di Gamo per l'Estate Fiorentina


Novità alla Certosa del Galluzzo: le Clarisse di San Casciano hanno donato uno splendido crocifisso ligneo e colorato opera della ditta Moroder della Val Gardena, benedetto oggi da Bernardo Artusi durante la Messa delle 11 nella chiesa principale. 

L'arrivo del simbolo sacro, in sostituzione di un altro crocifisso più piccolo, era stato annunciato domenica scorsa da padre Carmelo Mezzasalma, Superiore dei Leolini che recentemente sono subentrati ai Cistercensi nella cura e nella gestione dell'antico e assai ampio monastero. 

Padre Bernardo ha ringraziato le Clarisse e poco prima del cuore della Liturgia ha impartito la benedizione solenne, con l'acqua santa, al crocifisso nuovo di zecca. 

I Leolini, che hanno la sede principale a Panzano in Chianti (Diocesi di Fiesole) hanno avuto dal Cardinale Betori il prestigioso e allo stesso tempo gravoso incarico di gestire la Certosa del Galluzzo e lo stanno facendo molto bene. Dando grande attenzione anche alle arti e alla musica, con un susseguirsi di iniziative interessanti. Ad esempio oggi pomeriggio alle 18 va in scena in Palazzo Acciaioli (la parte inferiore, fortificata del complesso monastico) 'Il Diario di Eva', opera semiscenica a cura del Gamo nell'ambito dell'Estate fiorentina. 

Tra le curiosità delle celebrazioni domenicali alla Certosa, la presenza quasi fissa di un'arpista, stamani Simona Bertini, che alternandosi durante la Messa all'organista Margherita e al coro, rende la cerimonia (in cui le parti in latino e anche greco sono frequenti, dal 'Kyrie eleison' al Gloria, dal Sanctus al Salve Regina finale) un'opera di fede e d'arte.

Antonio Patruno