C'è voglia di Firenze, si rivede qualche turista ma l'autunno fa paura

Lunghissima fila stamani per entrare in Duomo, molti stranieri ma tra gli esercenti la preoccupazione è pari alla speranza. In agosto nei locali dei centri storici d'Italia 303.529 posti di lavoro in meno. Che autunno sarà?


FOTOGRAFIE. Lunga coda di turisti, in buona parte stranieri, per entrare nel Duomo di Firenze stamattina. La fila verso le 10 iniziava quasi da via Cerretani per arrivare all'ingresso della chiesa dove sono posizionati i militari che controllano l'area. I turisti tra l'altro chiedono indicazioni anche a loro, sempre gentili nel rispondere.
Dire che i turisti sono tornati è forse un eccesso. Ma che sono in aumento, è sotto gli occhi di tutti. C'è voglia di Firenze, in centro stamani c'era un buon numero di persone e anche prendere un caffè non era immediato come qualche settimana fa. 

Ciò nonostante c'è preoccupazione per i prossimi mesi. Come sottolineato in una nota da Fipe - Confcommercio nazionale, "se i flussi turistici interni hanno consentito alle attività delle località costiere di contenere i costi, altrettanto non si può dire per i locali dei centri storici delle città d’arte, svuotate dal mancato arrivo dei turisti stranieri. I numeri complessivi sugli occupati del mese di agosto, lasciano pochi dubbi: ben 303.529 posti di lavoro in meno, rispetto al 2019. Un dato che non è destinato a migliorare nel breve, vista la previsione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo secondo cui il 2020 si chiuderà con una flessione del 75% dei i flussi globali.

Le perdite maggiori in termini di volumi si registrano per ristoranti e bar con rispettivamente 124.419 e 62.454 posti di lavoro in meno. Numeri impietosi anche per gli stabilimenti balneari e le aziende che si occupano di fornitura di pasti preparati con 13.425 e 52.251 occupati in meno. Tra i settori più colpiti certamente quello delle discoteche e dei locali da ballo che, proprio negli ultimi giorni, hanno subito una nuova chiusura forzata. Stesse difficoltà per le aziende del catering e banqueting che, anche se non costrette a chiudere, risentono della pressoché totale assenza di eventi e congressi. Per loro gli occupati in meno sono 46.828.

L’emergenza sanitaria, le restrizioni e il calo dei flussi turistici hanno inciso, come era prevedibile, in maniera decisa sullo scenario occupazionale. – evidenzia ancora il Centro Studi Fipe-Confcommercio - Il patrimonio di competenze faticosamente accumulato nel corso di anni di lavoro è, mai come ora, a rischio. Dobbiamo necessariamente tutelare un modello di lavoro e, prima ancora, un modello di socialità fondamentale per l’attrattività turistica del nostro Paese".

Antonio Patruno