Cashback: continuano le critiche

Ci sono App che aiutano con le regole. Mallegni e Giannelli (FI): Troppi gli aspetti negativi del provvedimento, il Governo faccia un passo indietro"


Si parte con quello di Natale, che termina il 31 dicembre, ma si prosegue con altre tre tranche semestrali che arriveranno fino a giugno 2022. Un’opportunità o una fregatura? Non dipende solo dai consumatori ma anche dalle apparecchiature di registrazione dei commercianti.

A fare luce su una delle ultime misure messe in campo dal Governo è l’Adoc Toscana Nord, tramite il presidente Mauro Bartolini e la referente Valentina Sparavelli. “Il sistema ha un duplice intento: tracciare i pagamenti e favorire i consumi ‘in presenza’. Tutte le persone maggiorenni e residenti in Italia possono ottenere un rimborso per acquisti personali che non siano per uso professionale. Gli acquisti devono essere effettuati fisicamente in negozi, bar, ristoranti, supermercati e grande distribuzione o da artigiani e professionisti all’interno del territorio nazionale attraverso carte e app di pagamento. Non sono previsti, dunque, acquisti online o acquisti mediante pagamento in contanti. I rimborsi verranno calcolati in quattro periodi, indipendenti e non cumulabili” “Per ricevere la restituzione del 10% del prezzo degli acquisti sarà necessario raggiungere un minimo di transazioni: sono 10 nel periodo sperimentale prenatalizio – proseguono i referenti Adoc – per poi passare a 50 transazioni per ogni semestre successivo. Non esiste un importo minimo di spesa, ma esiste un limite massino per il rimborso: 150,00 a semestre, pari a 300 annui. Ogni singola transazione può ricevere un cashback massimo, poi, di 15 euro. E’ previsto, in aggiunta, il ‘SuperCashBack’ pari a 1.500 euro per i primi 100 mila partecipanti che, in ogni semestre abbiamo totalizzato il maggior numero di transazioni a partire dal primo gennaio 2021”. “I soldi saranno corrisposti direttamente sul conto corrente. L’utilizzo del CashBack è possibile con due diverse modalità. Attraverso la App IO su cui inserire i propri dati e indicare le carte con cui effettuare i pagamenti a cui si accede con la propria identità digitale attraverso lo SPID o Carte Identità Digitale. Utilizzare le autonome App di pagamento come ad esempio Satispay, Nexi, Bancoposta o Postepay, dove sarà necessario registrarsi ai servizi di pagamento senza necessitò di Spid”. “L’App IO e lo Spid hanno incontrato delle difficoltà ma ora sembra essere andato quasi tutto a regime – concludono Bartolini e Sparavelli – ma è anche vero che la misura funziona se il negoziante o esercente ha a disposizione un dispositivo in grado di ricevere i pagamenti validi per il CashBack. Il che sicuramente accade per le grandi distribuzioni, ma i piccoli commercianti potrebbero essere penalizzati e con loro i consumatori che decidono di effettuare acquisti da loro”.

In una nostra nota dell'8 dicembre avevamo già sollevato forti dubbi sul cashback e sulla lotteria degli scontrini, sottolineando come rappresentassero un doppio balzello per i negozianti, costretti a spendere sia per adeguare il registratore di cassa, sia per i costi elevati per il carico delle commissioni che gravano sugli esercenti che accettano il pagamento con moneta elettronica; avevamo quindi sollevato forti dubbi sulla utilità di questo meccanismo come arma volta a combattere l'evasione fiscale. Bene, a distanza di 10 giorni eccoci qua a sostenere ‘ve l'avevamo detto’. Nessuno degli elementi critici è stato modificato le perplessità, anziché diminuire, aumentano” Queste le parole del Senatore Massimo Mallegni, commissario regionale di Forza Italia Toscana, e di Giampaolo Giannelli, Vice Coordinatore provinciale di Forza Italia Firenze “Il Governo Conte - precisano Mallegni e Giannelli - anzitutto non è in grado di dimostrare che il pagamento con moneta elettronica sia realmente un sistema utile per combattere l'evasione. Senza contare, poi, quelle che sono le difficoltà che molte persone, in particolare gli anziani, stanno incontrando in sede di registrazione sulla app” “Questo meccanismo, inoltre - sottolineano i 2 esponenti Azzurri - si dimostra iniquo sotto vari aspetti. Da una parte, come già dimostrato, nei confronti dei commercianti; dall'altra, nei confronti di coloro che non posseggono un mezzo di pagamento elettronico e/o addirittura, per loro particolare condizione sociale ed economica, sono sprovvisti di conto corrente” “Infine - sottolineano i due esponenti Azzurri - molti cittadini ci contattano anche perché non si sentono sicuri nel registrare i loro dati, in particolare quelli dell'iban, su una app” E' di tutta evidenza - concludono Mallegni e Giannelli - che il Governo debba rivedere il meccanismo del cashback, che così concepito, oltre a non produrre i frutti sperati, lasciando fuori una platea troppo vasta di utilizzatori, si mostra solo per quello che già abbiamo segnalato; l'ennesimo balzello a carico degli esercenti, il che certo non è concepibile in questo drammatico momento socio-economico

Redazione Nove da Firenze