"Aiuti e facilitazioni anche per i cernitori di stracci nel prossimo decreto Ristori”

Mentre continuano a fioccare polemiche c'è una buona notizia: accolto oggi dal governo un ordine del giorno presentato dal deputato pratese di Cambiamo! Giorgio Silli che colma una ingiustizia


“Gli aiuti economici per camicerie, maglierie e cernitori di stracci sono un atto di giustizia, era ingiustificabile che fossero esclusi dalle facilitazioni che coinvolgono i colleghi di altri settori in questo periodo così difficile”.

È stato accolto oggi dal governo un ordine del giorno presentato dal deputato pratese di Cambiamo! Giorgio Silli, una norma che avrà l’effetto di veder concesse facilitazioni e aiuti – nel prossimo decreto Ristori – ai negozi di biancheria, camiceria e maglieria (codice Ateco che era stato sin qui escluso dagli aiuti) oltre che per le aziende che si occupano di “recupero rifiuti non metallici e cascami”, in altre parole, per il distretto tessile pratese, i cosiddetti cernitori e cenciaioli.

“Continuo ogni giorno ad impegnarmi per il mio Paese e per la mia città. dobbiamo agire tutti insieme per tentare di migliorare le cose in questo momento devastante; il futuro prossimo non pare purtroppo essere roseo “.

Intanto prosegue il malcontento di numerose categorie e con esso le prese di posizioni di varie parti politiche.

MALLEGNI (FORZA ITALIA).Mentre Giani “gioca” con i colori e Marras mette le imprese una contro l’altra con l’elemosina del Click Day, gli italiani pagano amare conseguenze”: commenta così il Senatore di Forza Italia Massimo Mallegni gli ultimi provvedimenti a capo di questa situazione economico-sanitaria che sembra ormai fuori controllo.

“Se così non fosse potrebbe apparire uno scherzo, ma purtroppo non lo è: la dura realtà è che gli imprenditori tra “nulla” e “piuttosto” sicuramente accettano il piuttosto, trovandosi così costretti a riaprire alle misere condizioni proposte. E non c’è niente da fare se non garantire più sicurezza sanitaria e risorse vere a fondo perduto per le imprese” si legge nella nota.

“Trovo criminale mettere le imprese della somministrazione di alimenti e bevande in guerra tra loro, dopo mesi di lassismo e scarsissima volontà di capire la condizione reale nella quale queste si trovano quando l’unica cosa da fare sarebbe garantire in primis più sicurezza sanitaria e poi vere e proprie risorse a fondo perduto per i lavoratori”.

“Le imprese hanno delle necessità chiare e semplici – continua il Senatore – e si traducono nella istituzione di un fondo di almeno 3 miliardi per investimenti sui beni strumentali, contributi regionali a fondo perduto che vadano a ristorare le realtà imprenditoriali, per almeno il 20%, calcolato sul fatturato che si sia ridotto di almeno il 25%, la cancellazione dell’IMU per almeno tutto il 2021, l’applicazione della cedolare secca per gli affitti al 10% a tutti quei proprietari che applicano uno sconto sull’affitto di almeno il 40% a partire dal 2021 fino al 2023 e la riduzione del 100% del cuneo fiscale per 5 anni per che assume a tempo indeterminato e del 50% per 5 anni per chi assume stagionali per almeno 6 mesi l’anno”. Queste le proposte di Forza Italia per cercare di risollevare un’economia ormai quasi al collasso.

“Le nostre proposte sono precise e costano molto meno di quanto lo Stato e le Regioni stiano pagando tra reddito di cittadinanza e cassa integrazione” incalza il Senatore Mallegni.

“La questione è di una gravità assoluta in quanto si assiste alla costrizione di imprenditori a rischiare la propria incolumità ,e quella dei propri familiari e collaboratori, riaprendo nonostante le condizioni di sicurezza sanitaria pubblica non siano purtroppo tali da consentirci di farlo – e non certo per la qualità delle precauzioni richieste e pagate dalle nostre aziende” afferma così il Senatore azzurro sulla questione sanitaria, anch’essa molto precaria.

“Il folle gioco di Giani e compagnia sui colori della Regione, al quale stiamo assistendo da settimane, pone in evidenza la folle idea di una riapertura in assenza delle dovute garanzie, sia sanitarie che economiche, lanciando così allo sbaraglio cittadini ed imprese e creando il caos più assoluto. Avevo già detto che le riaperture – senza una logica chiara d’azione – potevano essere pericolose e infatti il Natale lo passeremo in lockdown! Non c’è niente da fare, la Sinistra, seppur “pitturata a tinte tenui”, continua nella sua battaglia contro le imprese alimentando una battaglia tra poveri, trascurando chi regge in piedi l’economia del paese e pensando che con l’assistenzialismo e l’elemosina si possano risolvere i problemi di chi paga le tasse e sostiene lo Stato ed in particolare tutti i dipendenti pubblici –escluse forze dell’ordine e personale sanitario - che fino ad oggi non si sono accorti dei sacrifici che stanno facendo gli imprenditori, i dipendenti e le loro famiglie” si legge ancora.

“Riassumendo – conclude il Senatore Mallegni – le attività che potranno riaprire non avranno i dovuti ristori e le persone non potendo viaggiare non potranno spendere: possiamo continuare così?”

FI SULLE PALESTRE. Forza Italia con il dipartimento sport di FI Toscana con Baldi e la partecipazione del responsabile nazionale Dipartimento sport On. Marin , ha incontrato il settore del fitness Toscano in una videoconferenza on line.

"6 mesi effettivi di chiusura. Ristori per chi ha avuto la fortuna di averli, che sono stati ridicoli, non sufficienti a sostenere lavoro di un'impresa. Queste le parole più frequenti uscite dalla bocca di chi lavora nelle palestre. . Lo Sport viene purtroppo immaginato e visto come oggi non solo dal Governo Conte , come del volontariato, senza dimenticare che vi sono invece persone che vi lavorano, che fanno investimenti e pagano mutui per far andare avanti i loro centri sportivi. Pertanto, essi vanno considerati alla pari di artigiani o piccole imprese. L'impressione invece è che i lavoratori delle palestre siano stati inquadrati come degli "appestati" e come tali da evitare, sia loro che gli stessi luoghi di lavoro. Una follia. Se si vuole tener chiuse le palestre vanno dati ristori reali ed immediati. Non elemosina. Inutile anche dare 800 euro ai collaboratori sportivi, se poi non si aiutano i proprietari delle strutture. Se il proprietario fallisce, perde pure il lavoro il collaboratore."


"Ecco cosa chiede Forza Italia per il mondo delle Palestre: chiediamo al Governo il 90% dei ristori per questo settore rispetto al fatturato 2019 senza considerare i colori delle regioni facendo distinzioni inutili ad oggi; blocco totale dei pagamenti, dei mutui e dei leasing; stop a tutte le utenze da pagare, ed infine che i ristori siano considerati rispetto sia all'attività istituzionale e che a quella commerciale delle palestre senza che l'una escluda l'altra."

"Lo sport merita rispetto. Tutti fin da piccoli abbiamo conosciuto bene l'importanza di una sana forma fisica e mentale. Non si può quindi ritenere un settore importante, per poi condannarlo al fallimento adesso.
Per questo su sollecitazione degli addetti coinvolgeremo anche OMS.
Le palestre tutte vanno salvate, non è tollerabile vedere proprietari e lavoratori costretti a vendere le loro attrezzature per restare in vita. Quando accade ciò significa che il Governo non ha compreso le reali esigenze del Paese. Occorre agire e dare ristori veri. Come Forza Italia continueremo le nostre battaglie in tutte le sedi istituzionali accanto al mondo dei centri sportivi"

CONFCOMMERCIO PISA“Il bonus per bar e ristoranti è un primo passo importante, ma adesso è urgente sostenere allo stessi modo tutte le altre categorie di imprese in grande difficoltà”. Confcommercio Provincia di Pisa per bocca della presidente Federica Grassini e del direttore Federico Pieragnoli esprimono soddisfazione per gli indennizzi che la regione Toscana si appresta a deliberare a favore dei pubblici esercizi: “Ci fa piacere che la regione abbia attinto risorse statali per sostenere economicamente bar e ristoranti, ascoltando finalmente quelle che erano le nostre istanze, anche se il metodo di erogazione è ancora confuso” - ammettono i vertici di Confcommercio - “adesso però dobbiamo risolutamente evitare il collasso per tutte le altre imprese che hanno sofferto quanto e in alcuni casi anche di più dei pubblici esercizi. Nell'ultimo trimestre i consumi sono crollati e a novembre fanno registrare un tonfo del -16% a causa della contrazione della domanda nel comparto dei servizi, del commercio al dettaglio e del turismo che si appresta a chiudere l’intero 2020 con cali che superano l'80% dei fatturati”.

“La tenuta del sistema non solo economico, ma anche sociale è a rischio” - ammette la presidente Grassini: “I consumi sono precipitati ai livelli della metà degli anni '90 e purtroppo, previsioni prudenti, ci dicono che perderà il posto il 10% della forza lavoro fino ad oggi impiegata. Nel solo settore moda sono oltre 115 mila i negozi che hanno subito un drastico calo delle vendite con cali dei fatturati ampiamente superiori al 50% per una perdita complessiva di 20 miliardi, la chiusura di 20 mila negozi, e inevitabili ricadute sull'occupazione di almeno 50 mila addetti. Per questo la regione Toscana ha l'obbligo di intervenire e sostenere al massimo tutte quelle attività che in questi mesi, chiuse o non chiuse, sono state danneggiate pesantemente. L'assurdo è che ci siamo visti arrivare le cartelle delle tasse da metà ottobre da pagare entro la fine di novembre, tasse sui rifiuti, sulla pubblicità, sulla Cosap, acconti vari, a testimonianza dello scollamento e disinteresse totale della classe politica rispetto alle esigenze e alle difficoltà oggettive delle imprese che sono sull'orlo del fallimento”.

“Gran parte dei comuni stanno facendo la loro parte, e dalla Regione ci aspettiamo interventi tempestivi e straordinari a sostegno delle imprese in sofferenza e delle migliaia di lavoratori che rischiano il posto” – aggiunge il direttore Pieragnoli che conclude: “Le 23 mila imprese del terziario della provincia di Pisa, che nel 2019 hanno prodotto 9 miliardi di Pil e hanno garantito occupazione per oltre 75 mila persone esigono risposte immediate che il presidente Giani e la sua giunta non possono in alcun modo eludere o ignorare”.

CONFCOMMERCIO E CONFESERCENTI SIENA. “Il provvedimento annunciato dalla Regione Toscana, che ha messo a disposizione 19˙500˙000 euro per un contributo “spot” al settore della somministrazione lo accogliamo per quello che è: un gesto di buona volontà e di attenzione ad un settore che subisce le più grosse limitazioni all’esercizio dell’attività”.

Inizia così il commento dei direttori di Confcommercio Siena, Daniele Pracchia, e Valter Fucecchi, Confesercenti Siena. Ma le esigenze sono più ampie e ben più consistenti. “Guardando oltre il settore della somministrazione e guardando la gran parte del commercio e del turismo”.

ITALIA VIVA FIRENZE. "Gli effetti economici della pandemia continuano a farsi sentire, soprattutto sulle spalle delle attività economiche del nostro territorio. Per questo come Italia Viva nella provincia di Firenze stiamo portando avanti un percorso di incontri e confronti con tutte le categorie economiche del territorio provinciale.” Così Francesco Grazzini e Patrizia Ciabattoni, coordinatori Provinciali di Italia Viva


"L’obiettivo è duplice. Da una parte ascoltare chi i problemi li vive in prima persona sulla propria pelle, perché solo così potremo parlare e fare proposte serie e concrete, basate sulla realtà e non su slogan o idee astratte. Dall’altra fare da collegamento coi nostri esponenti regionali e nazionali sugli spunti e sulle tematiche più ampie, per cercare di dare anche delle risposte concrete laddove possibile.” Proseguono Grazzini e Ciabattoni

"Nel concreto poi, in alcuni territori come a Sesto Fiorentino ci avviciniamo anche a scadenze elettorali, che cadranno proprio nei momenti in cui gli effetti economici della pandemia si faranno sentire di più: sarà decisivo allora conoscere la realtà delle nostre imprese e fare proposte realistiche e concrete. Basate su un saldo punto di partenza: non ripartiremo da sussidi e assistenzialismo, ma solo rilanciando l'economia e il lavoro” Concludono i coordinatori fiorentini

“La politica del tira e molla del Governo, rispetto alla quale lo stesso Presidente Giani ha ammesso la sua impossibilità ad incidere, si riflette quotidianamente sulla capacità di operare il più normalmente possibile - chiosano i due direttori - una capacità che nei fatti risulta fortemente inibita con riflessi pesanti sui ricavi delle aziende”.

E non è finita qui. “L’incoerenza di azioni come il cashback rispetto alle restrizioni della mobilità delle persone – fanno notare- sono quanto di peggio si possa avere. E questo è solo uno degli esempi che possiamo fare”.

“Vogliamo pensare che questo sia un primo gesto da parte della Regione, a cui dovranno seguirne altri e ben consistenti - è l’auspicio di Pracchia e Fucecchi – Tutto questo parallelamente ad una politica di bilancio “morigerata” da parte dell’Ente visto che si tratta di un bilancio che si basa sulle risorse prese dalle tasche di cittadini e imprese”.

Le modalità di accesso al contributo regionale saranno definite nei prossimi giorni, le associazioni di categoria ne daranno tempestiva informazione attraverso i vari canali.

CASTELNUOVO BERARDENGA. Castelnuovo Berardenga rafforza il sostegno sociale ed economico per famiglie e imprese del territorio colpite dall’emergenza sanitaria e guarda anche alla ripartenza post Covid-19. Nel corso del consiglio comunale che si è svolto ieri, giovedì 17 dicembre, è stata approvata all’unanimità una convenzione con il Microcredito di Solidarietà con cui il Comune castelnovino metterà a disposizione 200 mila euro per sostenere le imprese con domicilio fiscale a Castelnuovo Berardenga, residenti con attività imprenditoriali fuori dal Comune e nuclei familiari in difficoltà facendosi garante dei prestiti erogati. Nel corso della seduta, è stata approvata anche una variazione straordinaria al bilancio di previsione per il 2020 che permetterà di stanziare ulteriori risorse a supporto di soggetti maggiormente in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.

La convenzione fra il Comune di Castelnuovo Berardenga e il Microcredito di Solidarietà punta a sostenere sia le attività in difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria che l’avvio di nuove realtà imprenditoriali che in questo momento non riescono ad accedere al credito bancario o finanziario. Le risorse saranno disponibili da fine dicembre 2020 con un iter più rapido e semplice che vedrà l'amministrazione comunale come soggetto garante. Attraverso lo stanziamento di 200 mila euro, infatti, il Comune castelnovino si è impegnato a costituire presso il Microcredito di Solidarietà un fondo di garanzia a copertura di eventuali insolvenze per agevolare l’accesso al credito delle fasce sociali più colpite dall’emergenza Covid-19.

Le risorse stanziate con la variazione di bilancio comprendono ulteriori 5 mila euro a favore del Microcredito di Solidarietà per integrare i 20 mila euro già stanziati dal Comune nei precedenti esercizi finanziari per aiutare famiglie in difficoltà; 30 mila euro da destinare al Fondo di Solidarietà Comunale entro la fine del mese di dicembre a supporto delle situazioni socio-economiche più gravi, e 25.000 euro per integrare quanto già stanziato dal Comune nel 2020 per il contributo affitti attraverso fondi regionali. Le nuove risorse consentiranno di soddisfare tutte le richieste pervenute con il bando pubblicato nei mesi scorsi e giudicate idonee. L’atto è stato votato con il voto favorevole del gruppo consiliare “Scelgo Castelnuovo” e l’astensione del gruppo “Potere al Popolo”, mentre il gruppo “Centrodestra per Castelnuovo” ha espresso un voto di astensione e due contrari.

“In un momento sociale ed economico complesso per tante famiglie e imprese come quello attuale - afferma il sindaco di Castelnuovo Berardenga, Fabrizio Nepi - l’amministrazione comunale ha voluto rafforzare il supporto al Microcredito di Solidarietà, uno strumento che può aiutare a superare difficoltà e disagi, a prevenire povertà ed emarginazione sociale e a rilanciare la nostra economia con nuovi investimenti o aperture di attività. Attraverso le risorse erogate dal Microcredito di Solidarietà, infatti, è possibile contare su risorse alternative rispetto a finanziamenti tradizionali che rendono più difficile, e talvolta impossibile, l’accesso al credito bancario da parte di soggetti che non hanno garanzie idonee al prestito ordinario ma sono in grado di impegnarsi in un progetto di sviluppo delle proprie idee. Questo piano straordinario di aiuti - aggiunge Nepi - si aggiunge alle numerose iniziative promosse fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria a favore di diverse categorie della nostra comunità ed è stato possibile grazie alla solidità del bilancio comunale. Il suo obiettivo è duplice: offrire sostegno immediato alle necessità socio-economiche emerse in questi mesi e proporre azioni per il rilancio del nostro tessuto sociale ed economico dopo l’emergenza”.

“Il nuovo fondo di garanzia è un risultato importante per tutti i residenti e domiciliati nel Comune di Castelnuovo Berardenga - commenta il presidente di Microcredito di Solidarietà Vittorio Stelo - frutto della stretta collaborazione che lega il Microcredito di Solidarietà al Comune. Questa convenzione, che potrebbe costituire un esempio da seguire da parte di altri enti locali, peraltro in aggiunta ad altra già operante dal 2014, è per noi motivo di soddisfazione perché si aggiunge a tante operazioni dell’ultimo anno volte a potenziare l’intervento di Microcredito a sostegno di famiglie bisognose, con l’auspicio di essere utili e decisivi soprattutto in questo momento di forti difficoltà rese più acute dall’emergenza sanitaria ancora in corso”.

Microcredito di Solidarietà è stato fondato a Siena nel 2006 da Banca Monte dei Paschi di Siena, Comune e Amministrazione Provinciale di Siena, Diocesi di Siena e quella di Montepulciano, altri Comuni della provincia, le associazioni di volontariato e grazie al supporto indiretto della Fondazione Mps, per far fronte a necessità finanziarie di privati e famiglie che trovavano difficoltà ad accedere ai canali ordinari del credito bancario e aiutare, così, a superare difficoltà economiche temporanee o avviare una nuova attività imprenditoriale. La Società opera oggi attraverso 40 centri di ascolto in locali messi a disposizione da Banca Mps nella sede di Siena e presso le associazioni di volontariato nelle province di Siena, Massa Carrara e Grosseto. I centri di ascolto sono aumentati nel corso del 2019 grazie alle convenzioni con la Diocesi di Grosseto e il Comune di Follonica. 

Redazione Nove da Firenze