​Case popolari in Toscana: la proposta Nardella scatena il dibattito

Il sindaco di Firenze vorrebbe premiare gli italiani, con più punti nelle graduatorie per l’Edilizia residenziale pubblica


In Consiglio regionale si dibatte sulla riforma dell'edilizia residenziali pubblica, dopo le dirompenti parole del Sindaco Dario Nardella a favore di una maggiore presenza di italiani nelle liste per l’assegnazione delle case popolari.

Il dibattito politico tra Lega e PD coinvolge il panorama nazionale. “La differenza tra me e Salvini, che non ha mai amministrato un quartiere o un comune, è che io sto insieme ai cittadini e guardo gli aspetti pragmatici, mentre Salvini fa ideologia. Salvini stia tranquillo, non è che tutti pensiamo a copiare lui o andare contro di lui. Mi dispiace, ma io non mi chiedo cosa possa pensare Salvini prima di fare delle proposte per la mia città” così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ai microfoni de “I Funamboli” su Radio24, risponde al tweet di Salvini in cui il leader del Carroccio rivendicava come leghista la proposta di riequilibrare le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari evitando sproporzioni verso le famiglie straniere.

Il Segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni, ed il Segretario cittadino Filippo la Grassa, definiscono "Assai sorprendente, o meglio dire ipocrita, l’esplicita confessione dello stesso Nardella, udita a Lady Radio “Finiremo per dare agli immigrati 2/3 degli alloggi popolari ed il mero terzo restante agli italiani. Così non funziona, lo dico da politico di sinistra. Questo porterà a trasformare i nostri complessi immobiliari in veri e propri ghetti". Siamo perfettamente d’accordo con De Angelis, che definisce oramai un’ usanza propria della sinistra definirsi tale, per poi agire, in modo subdolo, e fare cose di destra. Sebbene Vincenzo Ceccarelli gli abbia espressamente ricordato che soltanto l’8% degli alloggi popolari è stato usufruito dagli Italiani. Viene da pensare che Nardella stia dando i Numeri. Questa di fatto, appare una mera burla propagandistica: un cattivo, mascherato da buono, che sacrifica valori, usanze, beni materiali destinati agli italiani, giocando in modo beffardo alla finta celebrazione del dialogo tra le diverse culture. Crediamo che Nardella, stia pian piano venendo a galla, mostrando la sua vera natura a discapito del popolo italiano costretto a sentirsi schiavo, schiacciato, umiliato, non ascoltato, sottovalutato, e soprattutto non tutelato, in casa propria".

"Dopo il ministro dell’Interno Marco Minniti, un altro uomo del Pd prova a smarcarsi improvvisamente da anni di politiche ciecamente ostili al buonsenso, tentando di inseguire le ricette che da anni il centrodestra suggerisce. Ci permettiamo di ricordare a Nardella che i cittadini non sono stolti e riconoscono la copia malriuscita dall’originale: per capirlo basta osservare i numeri della clamorosa sconfitta del ministro dell’Interno alle ultime elezioni politiche nel collegio di Pesaro (che doveva esser blindato…). L’Italia deve cambiare e con lei la Toscana. E nonostante ci faccia piacere che persino Nardella sia giunto alla conclusione che le nostre ricette sono giuste, confidiamo nel fatto che ancora una volta i cittadini premino chi ha indicato la via, non chi si accoda all’ultimo momento utile" commenta Giorgio Silli, Deputato Forza Italia e Responsabile Nazionale immigrazione Forza Italia.

"Nardella è un ipocrita: nei quattro anni in cui ha amministrato Firenze ha permesso senza battere ciglio che gli immigrati occupassero i posti dei fiorentini nelle case popolari. Un fatto che abbiamo denunciato più volte con sopralluoghi che hanno evidenziato come negli alloggi Erp di Firenze risiedano personaggi improbabili, come stranieri e rom proprietari di auto di lusso. Anziché fare controlli seri su queste gravi azioni di illegalità, a pochi mesi dal voto, cambia rotta per paura di perdere la poltrona. Si dovrebbe vergognare e chiedere scusa ai fiorentini presi così in giro, lui e gli altri amministratori del Partito democratico, a partire dal suo predecessore Matteo Renzi" afferma il parlamentare di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che ha pubblicato su Facebook il video di un suo recente sopralluogo alle case popolari di Firenze.

"In una città colonizzata dalle multinazionali dell’industria turistica, dove le case del centro sono sottratte alla residenza e i grandi edifici pubblici trasformati in alberghi di lusso, il sindaco di Firenze imputa alle famiglie straniere l’emergenza casa" così Potere al popolo-Firenze che prosegue: "Sulle pagine del “Corriere fiorentino”, Nardella si abbandona a dichiarazioni degne del peggior repertorio programmatico destrorso. Il registro è quello classico: “prima la casa agli italiani”, “troppi gli stranieri”. La priorità degli italiani nell’accesso ai servizi è un caposaldo delle politiche discriminatorie della destra. Da guerra tra poveri. Il bonus di residenzialità proposto da Nardella, che darebbe la priorità agli italiani nell’accesso alle case popolari (già ribattezzato la “scala mobile della toscanità”) è infatti un punto dei programmi della destra. Salvini twitta, e la Meloni rivendica orgogliosamente la paternità del provvedimento. La misura favorirebbe la risalita delle famiglie “toscane” nell’assegnazione della casa, mentre a quelle migranti resterebbe l’inferno della residenzialità precaria e delle occupazioni clandestine. Grave, nelle dichiarazioni di Nardella, l’assenza di una progettualità in merito al diritto alla casa. Non è con una misura poliziesca e discriminatoria che si risolve il problema annoso del disagio abitativo e della penuria di appartamenti sociali. Per di più a Firenze, città da centotrenta sfratti esecutivi al mese (nel 2016), dove sono più di duemila le famiglie in graduatoria. E dove si contano a centinaia gli alloggi pubblici vuoti in attesa di ristrutturazione. La soluzione al disagio abitativo non sta nella svendita del patrimonio residenziale pubblico che trasforma i residenti in proprietari. Sta semmai nell’acquisizione di nuovi appartamenti da destinare alla residenza popolare, e nella riconversione degli edifici di proprietà pubblica in residenze provvisorie e in alloggi ERP: ex caserme, ex conventi, ex manifatture, ex carceri. Non sta nella trasformazione dei volumi edilizi in funzioni di lusso, ma nella loro restituzione all’uso collettivo. È urgente, da parte dello stato, l’applicazione di una giusta tassazione all’edificato tuttora invenduto ed esentasse: si tratta di milioni di metri cubi che costituiscono il capitale fisso su cui le imprese accedono ai prestiti bancari per poter continuare a costruire e a produrre invenduto."
Conclude Potere al popolo: "È necessario un investimento consistente nell’edilizia residenziale pubblica e farla finita con la farsa del social housing che ha affidato ai grandi gruppi bancari la questione irrisolta dell’edilizia popolare, gettandola sul mercato.Nardella chieda questo al governo sopravvivente. Non poteri straordinari che tramutano le questioni di civile convivenza in questioni di ordine pubblico."

Vincenzo Donvito, presidente Aduc interviene sull'argomento alimentando il dibattito: "Non vorremmo che l’avvicinarsi della scadenza elettorale amministrativa possa significare, per un Sindaco ed un’amministrazione che hanno sempre detto e fatto il contrario, cercare di far crescere il proprio consenso giocando sulle sponde del razzismo. Sindaco, Firenze non e’ la capitale dell’Ungheria attuale, ma la capitale per eccellenza dell’incrocio di culture ed economie che hanno dato vita alla sua bellezza e importanza. E crediamo che quanto fatto in passato possa servire non solo a guardarci allo specchio e vendere al “ricco” turista, ma anche come riferimento e pratica per dare un indirizzo al futuro, non solo della nostra città".

Nel merito della questione Aduc commenta "La maggior parte in lista sono extracomunitari - spiega il presidente Aduc Vincenzo Donvito - E chi altri dovrebbero essere, visto che quasi tutti i nuovi poveri non possono che essere i migranti, politici od economici che siano? O forse qualcuno credeva che chi cerca rifugio nella città del Giglio, scappando da guerre e miseria, arrivasse carichi di soldi e disponibilità economiche? Un minino di conoscenza di queste persone ci porterebbe a valutarle come costrette a lasciare il loro Paese, per colpe di un po’ di tutti, con professionalità (quando ci sono) che qui valgono quasi zero, e quindi dovendo rifarsi una vita a partire da zero. E - cosa da valutare con molta attenzione demografica ed economica - unici in grado di far fronte a lavori e presenze che il livello di ricchezza dei residenti stabili da diversi anni non hanno intenzione di affrontare".

Una questione economica, sociale ed umana. "E’ innegabile che la maggior parte dei poveri siano tra gli immigrati, è per il loro essere tali che dobbiamo penalizzarli? Fa gioco a tutti avere le fasce più deboli in condizioni di vita più precarie, magari per lamentarci dopo che siano più facilmente attratte dalla manovalanza della delinquenza?".

Il limite dei 10 anni. "Il Sindaco Nardella sembra che abbia chiesto una presenza certificata sul territorio urbano di 10 anni perché si possa vantare il diritto alla lista di assegnazione delle case popolari. Se così fosse, il marziano Sindaco sarebbe anche un po’ pericoloso, perché fomentatore di disordini. Dieci anni! Periodo in cui questi più poveri dovrebbero arrangiarsi. E come, in una citta’ che -giustamente visto la prevalenza dell’economia turistica- avere una casa a prezzi decenti e’ molto difficile? E’ solo questa la risposta dell’amministrazione cittadina a questa domanda, cioè restringere l’applicazione invece di ampliare l’offerta?".

 Ampliare l’offerta. "Ci sono politiche in merito per recuperare -per esempio- la dismissione del patrimonio militare e rilanciare l’edilizia popolare? Sembra di no sul pratico, con una realtà urbana fatta di servitù militari e pubbliche ormai dismesse e di eterno abbandono (Sant’Orsola e’ solo il caso piu’ eclatante). Osservazioni generiche, le nostre. Ma foriere di un indirizzo che invece crediamo debba essere affrontato: contenitori di Paesi come il nostro vanno attrezzati al meglio per far fronte a tutte le nuove istanze, e in questo le città giocano un ruolo importante: va solo fatto il calcolo di ciò che già c’e’ e distribuito ai presunti aventi diritto per nascita o presenza temporale, o va aumentata l’offerta?".

Redazione Nove da Firenze