Casapound, chiusura di campagna nella periferia degradata

Firenze, Di Giulio in via Pietri: "Da sempre svolgiamo la nostra azione di supporto alle famiglie in zone come questa. Possiamo essere la vera forza opposizione"


Si è chiusa con un comizio del candidato a sindaco di Firenze per CasaPound, Saverio Di Giulio, nel corso del quale sono intervenuti anche il segretario nazionale di CPI, Simone Di Stefano e la candidata per il Parlamento Europeo e per il consiglio comunale, Chiara Romano, la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il comizio, peraltro, si è tenuto in una delle zone periferiche più degradate della città, nella zona di via Baracca.

“Abbiamo scelto di chiudere in via Pietri, nel Quartiere 5, perché è nelle periferie che da sempre svolgiamo la nostra azione di supporto alle famiglie italiane”, inizia così il candidato a sindaco, Di Giulio, "una scelta coerente con quanto CasaPound ha sempre fatto e continuerà a fare anche dopo il voto, contrariamente a coloro che sfruttano le periferie solo per fingersi attenti alle problematiche sociali sparendo sistematicamente dopo le elezioni."
"Siamo più che soddisfatti di come si è svolta la campagna elettorale, una campagna nella quale tantissime persone hanno avuto modo di conoscerci meglio e siamo convinti di aver dimostrato che CasaPound può assurgere al rango di forza di governo cittadino o comunque come unica reale opposizione in città."
“Il nostro programma”, conclude Di Giulio, “è stato apprezzato e, più di una volta copiato, perché chiaro, completo, concreto, realizzabile e interamente a favore dei cittadini e non a favore di clientele o gruppi di potere. Il rilancio dell’economia locale e tradizionale, l’introduzione del mutuo sociale, lo sviluppo dell’aeroporto, lo stop al tram, la costruzione di una metro leggera e un importante piano antidegrado hanno attirato l’attenzione anche degli elettori del centrodestra delusi dalla candidatura di Ubaldo Bocci. Siamo convinti di ottenere un ottimo risultato che andrà ben al di là delle più rosee aspettative”.

Redazione Nove da Firenze