Cas di Firenze: presidio contro le circolari emanate dalla prefettura

Per obbligare al coprifuoco in via Massoni. Enrico Rossi plaude all'eroica signora di Napoli che zittisce un razzista che stava insultando dei pakistani


FOTOGRAFIE — (DIRE) Firenze, 3 nov. - "No al coprifuoco, no al controllo dei pacchi". E' iniziato poco dopo mezzogiorno il primo presidio contro le due circolari emanate dalla prefettura di Firenze, attive dal primo novembre, che fissano il rientro dei migranti nei centri di accoglienza alle 20 (dove devono restare fino alle 8 del mattino successivo) e il controllo dei pacchi legati al commercio online. Un piccolo sit-in organizzato da Refugees Welcome Italia, associazione impegnata nella promozione dell'integrazione, davanti al Cas di via Massoni, nelle colline che circondano il capoluogo toscano. "E' veramente brutto e non vogliamo stare cosi'. Vogliamo vivere con voi, integrarci, ma non possiamo rientrare alle 20, perche' dobbiamo andare a scuola e fare tante cose", dicono i ragazzi davanti a due striscioni appesi sui muri del centro: "Tutti siamo figli di questo mondo, vogliamo la pace e chiediamo uguaglianza", il primo; "Insieme possiamo salvare il mondo", il secondo. Tra loro c'e' chi e' arrivato dalla Guinea, lavora per qualche ora a Calenzano come verniciatore e la sera va ai corsi di italiano per prendere il diploma di terza media. Alcuni giocano a calcio, in squadre dilettantistiche fiorentine. "Non siamo in prigione, anche noi abbiamo i nostri diritti", dicono. "L'ingresso in struttura dalle 20 alle 8 mi sembra una limitazione della liberta' individuale che va contro la Costituzione", sottolinea Paola Mancini, insegnante di italiano nei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, appena raggiunto il presidio. "In generale- continua-, contesto l'atteggiamento della prefettura, che in passato ha coperto anche certe malagestioni nei Cas e ora, attraverso regole dettate dal ministro Salvini, sta andando ad inficiare anche gli Sprar, il luogo piu' idoneo per lavorare sull'accoglienza tutti insieme". Mancini, da professoressa, boccia anche il percorso scolastico strutturato per i migranti: "Non ci sono mai stati dei veri accordi tra la prefettura, l'ufficio scolastico regionale e gli istituti. E' una parte che e' mancata, ed e' un problema perche' senza lingua non si crea integrazione".

"Avete notato che le reazioni contro i fascisti e i razzisti vengono soprattutto dalle donne. Verrebbe quasi da dire che hanno piu' coraggio. Sulla Circumvesuviana una eroica signora di Napoli zittisce un demente razzista che stava insultando dei pakistani". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, commentando il video dell'episodio che sta circolando in rete. "'Preferisco- dice la donna- che l'Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista'. Brava, un esempio per tutti". (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze