Caro benzina: il problema si aggrava

I rincari estivi scoraggiano gli italiani

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 agosto 2023 15:04
Caro benzina: il problema si aggrava

In occasione del Ferragosto, l'Italia ha visto una serie di incrementi significativi nei prezzi. Sulle autostrade, durante l'esodo e il controesodo, il costo dei carburanti ha fatto un balzo:

  • la benzina self ha registrato un aumento di un centesimo, posizionandosi a 2,015 euro per litro;
  • il gasolio self è ora a 1,921 euro e anche il Gpl ha mostrato un lieve incremento.

Il ministro Adolfo Urso (imprese e made in Italy) è stato esplicito: le tasse (50-60%) sui prezzi finali le mettiamo per aiutare i più poveri. I consumatori pagano prezzi che sfondano i 2 euro al litro e quindi gli stessi, impoverendosi tutti, pagano per regalare un po’ di soldi ai più poveri che, esaurita la regalia, sono punto e da capo.

Il ministro Francesco Lollobrigida (agricoltura e sovranità alimentare) ce lo spiega meglio: “... che quando uno taglia il costo della benzina, non favorisce il piu' debole, ma favorisce chi fa più benzina… che di solito sono quelli che hanno macchine piu' potenti”.

Approfondimenti

Una denuncia alle Procure della Repubblica di Pistoia, Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Prato e Siena, nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze per appropriazione indebita e speculazione da aggiotaggio, con diffida a congelare i 2,2 miliardi di euro di accise incamerati solo nell’ultima settimana; e, contestualmente, nei confronti delle pompe e dei grossisti che nel corso di queste settimane hanno speculato sulle vacanze degli italiani. Il Codacons interviene anche in Toscana sul caro-carburanti - che nel corso dell’estate ha flagellato gli spostamenti dei cittadini - con un atto finalizzato a denunciare l’incredibile paradosso rappresentato dai maggiori incassi per lo Stato derivanti, sotto forma di accise, dall’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio; e a far sanzionare pompe e grossisti responsabili di speculazioni.

L’Associazione, che ricorda come gli effetti deleteri della decisione di non rinnovare lo sconto da 30 centesimi sulle accise per il 2023 fossero già stati noti da mesi, incalza il Governo anche sulle promesse elettorali più volte diffuse da parte dei suoi esponenti: nonostante le promesse infatti non c’è traccia dell’atteso taglio delle accise, e proprio le tasse sulla benzina rappresentano la mazzata finale che in questa infinita estate sta colpendo il portafogli degli italiani, con conseguenze dirette e indirette (in termini di rincari a cascata sui listini dei prodotti trasportati e sulle tariffe di una moltitudine di servizi). Un’incongruenza, non certo l’unica, della quale il Governo a breve si troverà a rispondere in termini di consenso in assenza di soluzioni alternative a tutela degli automobilisti.

Il Codacons, inoltre, punta il dito anche su pompe e grossisti responsabili di speculazioni. Dopo aver chiesto alla magistratura, con un esposto a 104 Procure della Repubblica, di intervenire sui rincari che si registrano in occasione delle partenze degli italiani, aprendo una indagine tesa a verificare la possibile fattispecie di aggiotaggio, l’Associazione torna alla carica per capire quale sia la causa dei repentini aumenti dei listini alla pompa e se vi siano possibili manovre speculative finalizzate ad alzare i prezzi in occasione degli spostamenti dei cittadini. Per farlo, richiede ancora una volta controlli e sequestri presso gli impianti che vendono la benzina a prezzi che si discostino eccessivamente da quelli medi.

“Non è accettabile fare cassa con i rincari spaventosi sulla benzina nel mezzo dell’estate”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Chiediamo alla magistratura di intervenire, prima di tutto congelando la montagna di soldi che stanno affluendo nelle casse statali in queste settimane di esodo e contro-esodo. Inoltre, chiediamo con forza di sanzionare le speculazioni in atto”, conclude.

"L’unico intervento che il governo dovrebbe fare sarebbe la drastica riduzione delle imposte (sulla benzina in questo caso, ma non solo), ma sarebbe una politica che non darebbe risultati immediati come accade con le regalie che, invece, moneta contante, son lì nelle mani dei poveri che, di conseguenza, il governo crede che rappresentino un ottimo bacino di consenso. Insomma la politica solo in funzione di propaganda per mantenere se stesso in vita, costi quel costi, anche il senso del ridicolo che abbiamo visto nelle spiegazioni di Urso e Lollobrigida" interviene l'Associazione Diritti Utenti e Consumatori.

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