Carcere di Sollicciano: Palagi e Lensi vogliono visitarlo

I rappresentanti di Sinistra Progetto Comune e Progetto Firenze hanno inoltrato la richiesta al DAP. Lo scopo della visita è verificare le misure di contenimento al Covid-19 nel più importante istituto della Toscana


Il consigliere comunale di Firenze, Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), e il presidente dell’Associazione Progetto Firenze, Massimo Lensi, hanno inoltrato, ai sensi dell’art.117 dell’Ordinamento Penitenziario, una richiesta di autorizzazione, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, per visitare il carcere di Sollicciano. Lo scopo della visita è verificare le misure di contenimento al Covid-19 nel più importante istituto della Toscana. Al 30 settembre, a Sollicciano risultavano ristrette 726 persone: un numero importante, in crescita continua, che desta preoccupazione per le note condizione di sovraffollamento dell'istituto fiorentino tarato su una capienza regolamentare di 491 unità letto.

A tal proposito, Palagi e Lensi hanno così dichiarato: “Siamo disposti a sottoporci alle misure cautelari che ci saranno richieste e a seguire attentamente le indicazioni sanitarie dell'istituto di Sollicciano. Desideriamo soltanto verificare la situazione organizzativa dialogando con i detenuti e le detenute, la direzione, il corpo degli agenti penitenziari e l'area trattamentale. L’istituto è una piccola città e come tale va considerato, con le persone ristrette, gli educatori e le educatrici, il personale lavorativo. Il diritto alla salute e le necessarie protezioni al contagio devono valere all'esterno come all'interno, senza pregiudicare i già deboli diritti dei ristretti e i loro percorsi rieducativi.

Il carcere è a tutti gli effetti parte della città, e come tale noi lo consideriamo. Per questa ragione, invitiamo il garante dei detenuti del Comune di Firenze e quello della Regione Toscana ad accompagnarci nella visita. L’emergenza virus, infatti, ci deve far assumere precise responsabilità nei confronti della collettività civica, anche al fine di sconfiggere la deleteria logica dei luoghi separati, tipica delle istituzioni totali. Siamo tutti sulla stessa barca, cerchiamo di remare, quindi, nella stessa direzione”. 

Redazione Nove da Firenze