Giovedì 9 aprile una delegazione del Gruppo Foucault – collettivo nato all’interno delle aree tematiche di Sinistra Progetto Comune, in collaborazione con l’associazione Progetto Firenze – ha visitato per oltre quattro ore la Casa Circondariale di Sollicciano. La relazione integrale è stata presentata oggi in conferenza stampa.
I numeri parlano da soli. Al giorno della visita i detenuti erano 562 (75 donne e 487 uomini) a fronte di una capienza regolamentare di 506 posti, di cui 136 non disponibili. Il tasso di affollamento reale si attesta al 153%. Una quota significativa proviene dalla cosiddetta “marginalità urbana”: persone coinvolte in reati di lieve entità, spesso connessi ad abuso di alcol e sostanze, i cui ingressi registrano picchi nei fine settimana. Il carcere continua a funzionare come discarica sociale.
Le condizioni dell’istituto sono al punto di rottura. Estese macchie di muffa nera invadono numerose celle sia nel penale sia nel giudiziario, causando problemi respiratori. Le infiltrazioni d’acqua sono pervasive, il riscaldamento carente, i servizi igienici non funzionanti. La delegazione ha osservato direttamente i segni delle punture di cimici su diversi detenuti. A queste si aggiungono segnalazioni ricorrenti di ratti e piccioni all’interno dei reparti.
La vera emergenza è la rassegnazione istituzionale. L’aspetto più allarmante non riguarda le singole criticità, ma la percezione – dopo aver Parlato con personale e popolazione detenuta – che Sollicciano sia ormai un “pieno a perdere” su cui non vale la pena investire. Questa dinamica di abbandono si autoalimenta e produce una progressiva separazione del carcere dalla società esterna.
Servono proposte concrete, non nuovi dibattiti sulla demolizione. Ci confronteremo con chi quotidianamente opera dentro la Casa Circondariale per capire quali azioni immediate possiamo favorire, senza volerci sostituire ad associazioni, volontariato e articolazioni sociosanitarie. Nel frattempo il Gruppo Foucault avanza tre proposte operative: geotermia a bassa entalpia per la climatizzazione; impianti fotovoltaici sulle ampie superfici inutilizzate; un “Banco dei materiali” per il recupero e riuso di materiali edili destinati alle riparazioni in autorecupero. Tre interventi che, oltre a migliorare le condizioni di vita, genererebbero risparmi energetici sufficienti ad accantonare fondi per il risanamento delle coperture.
La salute è il nodo irrisolto. Con 36 pazienti in degenza e un disagio psichico diffuso ben oltre i casi diagnosticati, le tutele sanitarie – in particolare quelle relative alla salute mentale – possono essere efficacemente garantite solo fuori dal carcere, come affermato dalla Corte costituzionale. Il personale educativo, sanitario e di polizia penitenziaria è gravemente sottodimensionato.
Il Gruppo Foucault proseguirà il suo impegno, a partire dall’assemblea convocata per venerdì 17 aprile 2026, alle 18:00, presso la Casa del Popolo ARCI di San Niccolò.